Agli amici giornalisti

Agli amici giornalisti

Lunedì 29 Gennaio 2018

Da quando l’Asianews ha rivelato alcuni fatti recenti, nella Chiesa in Cina, di Vescovi legittimi chiesti dalla “Santa Sede” di dimettersi per far posto a “vescovi” illegittimi o perfino scommunicati, differenti versioni dei fatti ed interpretazioni hanno creato confusione nella gente. Molti, sapendo della mia recente visita a Roma, si sono rivolti a me per chiarificazioni.

In ottobre 2017 Mons. Zhuang di Shantou dopo aver ricevuto la commnunicazione dalla “Santa Sede” in cui gli chiedevano di dimettersi per far posto ad un “vescovo” scomunicato, mi aveva pregato di far arrivare una sua lettera al Santo Padre. Io ho mandato qualcuno a portare la lettera al Prefetto della Congregazione per L’Evangelizzazione dei Popoli accludendo una copia per il Santo Padre, non so se essa sia arrivata sul tavolo del Papa.

Fortunatamente l’ Arcivescovo Savio Hon Tai Fai era ancora a Roma, cosi nella sua visita di congedo dal Papa ha potuto presentare a Sua Santità i due casi di Shantou e di Mindong. Il Santo Padre si è mostrato sorpreso e promise di interessarsi della cosa.

Data detta assicurazione del Papa, le notizie di Dicembre (il Vescovo Zhuang portato dagli ufficiali del Governo a Beijing per incontrare una “Delegazione dal Vaticano”) mi sorpresero e mi rattristarono non poco. Allora, quando l’anziano Presule, profondamente addolorato, mi pregò di far arrivare la sua risposta al messaggio portatogli dalla “Delegazione dal Vaticano”, non potevo certamente dirgli di no.

Ma che cosa potevo fare per essere sicuro che la sua lettera arrivi al Santo Padre, quando non sono sicuro neande io se le mie lettere arrivino nelle mani del Papa?

Per essere sicuro che la nostra voce arrivi al Santo Padre ho preso prontamente la decisione di andare personalmente a Roma. Partii la notte del 9 gennaio ed arrivai a Rome mattina presto del 10, appena in tempo (a dire il vero, con un leggero ritardo) per essere presente alla Udienza Generale che il Papa tiene ogni mercoledì mattina. Alla fine dell’udienza i Cardinali e Vescovi sono ammessi al “baciamano”, approfittando di questo consegnai nelle mani di Sua Santità la busta, contenente la lettera in cinese di Mons. Zhuang, la mia traduzione in italiano ed una mia lettera, dicendo che ero venuto a Roma per il solo scopo di consegnare a Sua Santità la lettera, sperando che trovi tempo a leggerla.

Speravo che la mia presenza all’udienza non fosse troppo visiblie, ma il mio arrivo in ritardo la rese particolarmente vistosa. Comunque adesso chiunque può vedere sull’internet, dalla Stazione televisiva del Vaticano, tutta la scena del mio incontro con il Papa nell’Aula Paolo VI.

A Roma ho avuto un incontro con il Direttore dell’Asianews, e gli ho conmunicato le mie informazioni, gli ho detto di non scrivere niente, egli acconsentì. Ma ora che le informazioni gli sono arrivate da altre fonti, posso confermare che esse corrispondono alle mie. (l’Asianews dice, tra l’altro, che “crede” essere Arcivescovo Claudio Celli quel Vescovo che era a capo del gruppo venuto da Roma. Io non so in quale capacità l’arcivescovo Celli fosse stato a capo del gruppo, ma è molto verosimile che sia stato proprio egli lì a Roma.)

In questo momento cruciale, data la confusione di informazioni, io, avendo avuto da fare direttamente con Santou e indirettamente con Mindong, mi sento obbligato a condividere le mie informazioni con tutti quelli che sono sinceramente interessati a conoscere la verità, ne hann diritto. Sono consapevole che faccendo cosi posso entrare sul campo minato dei “segreti”. Ma la mia coscienza mi dice che in tali casi il diritto alla verità ed alla giustizia hanno il sopravento sul “dovere del segreto”.

Basandomi su questa convinzione voglio ora communicarvi anche ciò che segue:

Nel pomeriggio di mercoledì 10 gennaio una telefonata da Casa “Santa Marta” mi communicava che il Santo Padre mi avrebbe ricevuto in udienza privata la sera del venerdi 12 (il Bollettino del Vaticano ha pubblicato la notizia solo alla Domenica). Quello è l’ultimo giorno dei miei 85 anni di vita. Quale grazia dal Cielo! (E noto che il Santo Padre era in procinto di intrapendere un lungo viaggio, dovera essere molto occapato.)

Quella sera abbiamo aveto non meno di una mezz’ora di conversazione. Io parlavo un pò emozionato ed in modo disordinato, ma penso di essere riuscito a trasmettere a Sua Santità le ansie dei suoi figli fedeli in Cina.

La più importante domanda che ho fatto al Santo Padre (che doveva aver già letto dalla lettera) era: se aveva avuto l’opportunità di interessarsi dei casi riferitegli dall’arcivescovo Savio Hon. Nonostante il pericolo di essere accusato di violare un segreto, voglio dirvi la risposta del Papa: “Si, ho detto loro (i suoi ufficiali Vaticani) di non creare un’altro caso Mindszenty!” Io ero lì davanti al Santo Padre rappresentando i miei fratelli perseguitati in Cina, le parole consolanti ed incoraggianti del Pontefice dovevano essere più per loro che per me.

La parole del Papa con il suo riferimento alla memoria dell’eroico Card. Josef Mindszenty non potevano essere più chiare ed appropriate. (Card. Mindszenty era l’arciveseo di Budapest, Primate dell’Ungheria, soffrì terribilmente sotto la persecuzione, con parecchi anni di prigionia. Durante i pochi giormi della rivoluzione del 1956 i rivoluzionari lo liberarono dalle prigioni. Prima che l’armata rossa avesse soppressa la rivoluzione, egli si rifugiò nell’ambasciata statiunitense. Dietro insistenza del governo ungherese il Vaticano ordinò a Mindszenty di lasciare il suo paese, e subito dopo nominò il suo successore di gradimento del governo.)

Con questa rivelazione credo di aver soddisfatto al diritto alla verità ed alla giustizia, sia dei miei fratelli in Cina sia dei miei amici che lavorano nei media.

Ora non ci rimane che il dovere di pregare per il sommo Pontefice. Mi sembra quanto mai opportuno il tradizionale canto “Oremus”.

“Oremus pro Pontifice Nostro Francisco.

Dominus conservet eum

et vivificet eum

et beatum faciat eum in terra

et non tradat eum in animam inimicorum ejus.”

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Penso opportuno aggiungere ancora qualche spiegazione su alcune questioni.

1. I Vescovi anziani non dovrebbero ritirarsi? La legge dell’età non è mai stata messa in vigore in Cina. Eppure molti vescovi anziani della Communità claudestina hanno da anni chiesto alla Santa Sede di dare loro un successore, ma nessuna risposta. Per alcune dioceci il successore è già nominato ( e c’è perfin0 già la Bulla della nomina) ma viene l’ordine di non procedere all’ordinzaione per paura di dispiacere al governo.  La questione ora è di cedere il posto a “vescovo” illegittimo e scommunicato!

2. Oltre Shantou e Mindong ci sono altri 5 posti dove c’ è un vescovo illegittimo od anche scomuicato. Non so se la Santa Sede stia proseguendo con la stessa politica. Ho visto copia di una lettera che una fervente cattolica, già professoressa universitaria, ha scritto a S.E, Mons Celli dicendogli di non favorire la legittimazione di Lei Shi Ying di Sichuan.

3. Accetto di essere qualificato come pessimista riguardo alla presente situazione della Chiesa in Cina, ma questo pessimismo ha fondamento nella mia lunga esperienza diretta. Dal 1989 al 1996 lavoravo sei mesi all’anno in Cina, insegnando filosofia e teologia nei Seminari della Communità ufficiale. Ho visto con i miei occhi la schiavitù e l’umiliazione a cui sono sottomessi i nostri poveri Vescovi.

Di recente niente mi consiglia di cambiare il mio stato di pessimismo. Il governo ha fatto più stretti regolamenti per attività religiosa. Altri regolamenti già esistenti ma non attivati adesso viene l’ordine di eseguirli strettamente (dal 1 febbraio i fedeli non possono più attendere a Messa nella Communità claudestina!).

4. Quelcuno dice che gli sforzi del dialogo sono per evitare eventuale scisma nella Chiesa. Ma lo scisma c’è, oggettivamente (Chiesa indipendente dall’autorità di Roma). I Papi hanno evitato di usare la parola “scisma” perchè in quella “chiesa” non tutti si trovano di loro propria libera volontà, sono sotto seria oppressione. L’unità che il Vaticano sta cercando di realizzare è quella di forzare tutti ad entrare in quella chiesa scismatica, che non cambierà la natura, ma solo sarà ingrandita, consolidata e con la benedizione del Papa. Gli opportunisti che vi si trovano già, saranno felici di aver fatto da tempo la scelta indovinata, e molti altri ci entreranno ormai con buona coscienza, perchè ciò è voluto dal Vaticano.

5. Non è bene una conciliazione tra Cina e Vaticano? Ma è possible un accordo con un potere totalitario? Devi o arrenderti o subire persecuzione, ma rimanendo fedele alla propria coscienza. (Immagini un accordo tra San Giuseppe e Re Erode?)

6. Cardinale Zen pensa che il Vaticano stia vendendo la Chiesa? Sì, se vanno avanti nella direzione che vediamo in questi ultimi anni e mesi.

7. Qualche esperto dice che non è logico pensare che Xi Jinping voglia una politica religiosa pùi restrittiva. Ma non stiamo ragionando sulla logicità. Stiamo cercando di conoscere la realtà vera e cruda.

8. Il Cardinale Zen è il maggior ostacolo per un accordo tra la Cina ed il Vaticano? Se un accordo è cattivo (cattivo per tutte e due le parti), sono ben lieto di esserne l’ostacolo.

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