UN APPELLO DOLOROSO

Dopo tre settimane (11 giugno – 2 luglio) di terribile battaglia contro l’attacco di un virus che si chiama “mycoplasma pneumoniae” sono tornato alla mia casa religiosa per una lunga convalescenza. Ma qui mi viene comunicato che sono stato oggetto di un altro genere di attacco, sulle pagine prestigiose de “La Stampa”, dal mio “amico” Gianni Valente. La mia condizione di salute mi potrebbe dispensare dall’essere coinvolto in un’altra battaglia, ma la verità ha i suoi diritti e non posso disertare il mio dovere di offrire alcuni chiarimenti.

  1. L’APPELLO MIO IN CAUSA

Anzitutto lo “status quaestionis”. Si tratta di un breve appello che ho fatto dal mio blog ai miei fratelli della Cina continentale. Valente vi ha trovato finalmente il corpo del delitto e grida allo scandalo, senza nascondere un certo compiacimento.

Il titolo del mio appello viene tradotto: “Fratelli e sorelle, facciamoci onore!” Non critico il traduttore dal mio cinese. Non saprei neanche io come tradurre esattamente il mio cinese. È difficile (è cinese!).

Le parole da me usate sono, letteralmente, “contendiamo il fiato!” Qui il “fiato” corrisponde proprio al “fiatare” italiano e specificamente si tratta dell’ultimo “fiato”, l’ultima parola. Poter tirare il fiato è segno di dignità, mentre è grande vergogna dover trattenere il fiato e stare zitto, perché uno si trova dalla parte del torto.                                Ma l’ironia vuole che qui nel caso nostro l’ultima parola sarà proprio un sonoro silenzio. Ecco, il contenuto reale del mio appello sarebbe: “Ritiriamoci in silenzio con dignità”. 

Non è una chiamata a battaglia come vuole Valente. “… Ignorate! Non prendete in considerazione! Dissociatevi!” No. È casomai un ordine di ritirata, è un invito alla calma, ad accettare la sconfitta, senza darsi a reazioni insensate. (Non facciamo profeti i nostri nemici i quali dicono che da papisti diventeremo apostati!)

  1. QUALE SCONFITTA? ORDINE DI CAMBIARE ROTTA

Ma di che sconfitta si tratta? Si sa che in Cina il regime ateo ha sempre voluto controllare totalmente le religioni. Finora gruppi consistenti di cattolici, tanto in clandestinità come nella ufficialità, con grandi sacrifici rimangono fedeli alla Chiesa fondata da Gesù su Pietro e sugli Apostoli. Ma oggi si presenta loro lo spettro di una dichiarazione proveniente proprio dalla autorità della Chiesa che dice loro di cambiare rotta. Quello che era dichiarato contrario alla dottrina ed alla disciplina della Chiesa diventerà legittimo e normale, tutti dovranno sottomettersi al Governo che gestisce la Chiesa, tutti dovranno obbedire a vescovi che fino ad oggi sono illegittimi e perfino scomunicati. Allora, hanno sbagliato per decenni questi poveri “confrontazionisti”?

Ecco, il mio appello è per preparare gli animi ad una tale eventualità, la quale una volta sembrava impossibile, ora ci si presenta molto probabile. Come fare? Accettare di tornare, come dice Valente, alla condizione catacombale. Condizione catacombale non è condizione ordinaria. Ma quando l’ordinario è illegittimo ed il legittimo non è permesso, non c’ è altra scelta che tenere fermo al legittimo in una condizione non ordinaria.

Gianni Valente menziona una “pax sino-vaticana”, questo mi fa pensare alla famosa “Pax Romana”, una pace costruita e mantenuta con il ferro e il fuoco, il cui simbolo è il trionfale ritorno delle truppe conquistatrici tirandosi dietro schiere di schiavi.

Dunque, il mio è un appello pieno di tristezza e di dolore. Qui potrei finire il mio discorso, pregando Valente di avere misericordia di noi, di rispettare almeno il nostro dolore e lasciarci piangere in pace nel silenzio.

 (Mi ricordo di una espressione apparsa già molto tempo fa su un sito Internet cattolico in Cina: “Da tanti anni i nostri nemici non sono riusciti a farci morire. Ora ci tocca morire per mano del nostro Padre. Va bene, andiamo a morire”). (Non avete mai notato che il bambino, anche quando riceve qualche sculacciata dalla mamma, non scappa, ma si aggrappa alla gamba della mamma, magari piangendo e gridando. Non ha dove andare lontano dalla mamma).

  1. ACCETTAZIONE DELL’ACCORDO E OBIEZIONE DI COSCIENZA. FEDELTÀ AL PAPA NONOSTANTE IL PAPA

 Sono sicuro che Valente non mi lascerà in pace così facilmente. Dirà: “E la sua perentoria proibizione di entrare nell’Associazione Patriottica?”

La mia prima affermazione è: “Non è necessario seguire (quell’accordo fino in fondo)”. Sì, nella nostra accettazione delle disposizioni da Roma, c’ è un limite, il limite della coscienza. Non possiamo seguire quell’eventuale accordo in ciò che alla coscienza appare come chiaramente contrario all’autentica fede cattolica. Papa Francesco ha sovente difeso il diritto all’obiezione di coscienza; lui poi, un gesuita che affida anche le cose più delicate al discernimento personale, non negherà ai suoi figli questo diritto.

Questo limite della nostra accettazione la rende ancora più dolorosa. Sarà per me una vera lacerazione del cuore, tra l’istinto salesiano di devozione al Papa (sì, devozione la chiamiamo; le tre devozioni: al Santissimo Sacramento, alla Madonna e al Papa) e l’impossibilità di seguirlo fino in fondo nel caso, per esempio, che incorraggiasse ad abbracciare l’Associazione Patriottica ed entrare in una Chiesa totalmente asservita ad un Governo ateo.                                                                                                                                             Dovremo rifiutare di fare quel passo proprio perché esso è formalmente in contraddizione con l’autorità petrina. Sì, nel caso contemplato (e in questo momento speriamo ancora fortemente che non si verifichi), noi vogliamo essere fedeli al Papa (al Papato, all’autorità del Vicario di Cristo) nonostante il Papa. Se Gianni Valente si scandalizza, vuol dire che egli è digiuno della storia della Chiesa.

Nella parte finale del suo articolo, Valente parla della “comunione reale con il Vescovo di Roma”. Affidiamo al Giudice eterno di giudicare se la vera comunione reale col Papa sia la nostra o quella di coloro che oggi gridano ad alta voce (come, per esempio, qualcuno intervistato da L’Eglise d’Asie ha detto): “Su, pronti, tutti quanti, ad obbedire al Papa, qualunque cosa egli decida!” (ovviamente questo tale ha grande speranza che il Papa confermerà lo stato attuale anomalo, in cui costui potrà continuare a godere i suoi vantaggi acquisiti).

  1. NON ENTRARE NELL’ASSOCIAZIONE PATRIOTTICA. INSEGNAMENTO AUTOREVOLE DEI PAPI

Valente incalzerà: “C’è nel suo appello la proibizione perentoria di entrare nella Associazione Patriottica”. Sì, ho detto: “Assolutamente non si deve entrare nella Associazione Patriottica”. Ma non ho detto questo di mia autorità. È l’autorità di Papa Benedetto, confermata da Papa Francesco che ha detto che la Lettera di Papa Benedetto è ancora pienamente valida e va letta da tutti.

Io ho detto: “Secondo la Lettera di Papa Benedetto, il principio di una Chiesa indipendente, cioè, il modo di lasciare al Governo di gestire la Chiesa, non si armonizza con la nostra fede.” Valente avrebbe ragione di dire che non è una esatta citazione, ma nego che sia “non collimante con il testo originale”. Chiunque conosce la realtà della Chiesa in Cina, troverà che l’espressione “lo Stato gestisce la Chiesa” è una esatta sintesi di ciò che Papa Benedetto descrive nella sua Lettera con altre parole:                                              “(Capitolo VII Paragrafo I): … La dolorosa situazione di forti contrasti che vede coinvolti fedeli laici e pastori mette in evidenza, tra le varie cause, il ruolo significativo svolto da organismi che sono stati imposti come principali responsabili della vita della comunità cattolica. Ancor oggi, infatti, il riconoscimento da parte di questi organismi è il criterio per dichiarare una comunità, una persona o un luogo religioso, legali e quindi ufficiali.  (Paragrafo V): … Risulta evidente che la pretesa di alcuni organismi, voluti dallo Stato ed estranei alla struttura della Chiesa, di porsi al di sopra dei vescovi stessi e di guidare la vita della comunità ecclesiastica non corrisponde alla dottrina cattolica.                        (Paragrafo VI)… La dichiarata finalità di suddetti organismi di attuare “i principi di indipendenza e autonomia, autogestione e amministrazione democratica della Chiesa” è inconciliabile con la dottrina cattolica. (Il nome dell’Associazione Patriottica è espressamente menzionato nella Nota).                                                                                             (Capitolo VIII, Paragrafo II): … Persone “non ordinate” e a volte anche non battezzate, controllano e prendono decisioni circa importanti questioni ecclesiali, inclusa la nomina dei vescovi, in nome di vari organismi statali. Di conseguenza, si è assistito ad un avvilimento dei ministeri petrino ed episcopale…”

Il Governo dice che la Chiesa “ufficiale” è governata da  “una Associazione e una Conferenza” (l’Associazione Patriottica e la Conferenza Episcopale), ma chi conduce questo organismo “due-in-uno” è il Governo nella persona dell’ufficiale della S.A.R.A. (Agenzia Statale Affari Religiosi), che presiede le sue riunioni. (Il Governo non sente neanche il bisogno di mascherare questa realtà, ostentando fotografie dove il direttore della SARA dirige le riunioni, mentre il presidente dell’Associazione Patriottica e il presidente della Conferenza Episcopale alla sua destra e sinistra, a capo chino, ricevono le sue istruzioni).                                                                                                                                           L’autorità suprema, poi, di quella Chiesa risiede nella Assemblea dei Rappresentanti dei Cattolici Cinesi che si raduna ogni cinque anni. Ma questa Assemblea era sempre presieduta dal Sig. Liu Bai Nian con al tavolo di presidenza i presidenti e vice-presidenti dell’Associazione e della Conferenza che verrebbero “eletti” durante l’ Assemblea. Liu Bai Nian è stato dichiarato, nell’ultima Assemblea, presidente onorario, cioè, già in pensione, ma in realtà lavora ancora in pieno e corre dal nord al sud della Cina. Vedremo chi presiederà la prossima Assemblea.

Io penso di essere riuscito a provare sufficentemente che ciò che dico collima perfettamente con la Lettera di Papa Benedetto. Ma Valente non sembra altrettanto sicuro di quel che afferma. Egli riferisce a quell’eventuale accordo, che secondo me contraddice l’insegnamento dei Papi, in termini così astrusi, che con tutti i miei studi filosofici e teologici e colla mia conoscenza della lingua italiana faccio fatica a capire. Presenta quell’accordo così: “… misure e prassi… come extrema ratio per dribblare le implicazioni di un possibile, futuro inizio di intesa tra Pechino e la Sede Apostolica” (beato chi lo capisce!)

  1. SIAMO NEL BUIO E LE CONGETTURE NON LASCIANO TRANQUILLI

Ho detto che l’eventualità di un accordo inaccettabile si presenta probabile. Ho detto che ancora addesso scongiuriamo che il fatto non si verifichi. Dunque non c’è niente di certo ancora. Allora, perché, mi si dirà, tanta eccitazione?                                                                   

È proprio vero, non sappiamo niente di sicuro, siamo tenuti completamente all’oscuro. Sappiamo che i contatti si stanno moltiplicando, ma non sappiamo niente di ciò che trattano in quei colloqui.

I contatti non ufficiali esistevano anche prima. Ai tempi del Card. Tomko come Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, cioè fino al 2000, quando non c’era ancora la Commissione per la Chiesa in Cina, ma si tenevano riunioni periodiche sugli affari della Chiesa in Cina, riunioni congiunte e allargate (“congiunte”, cioè, la Segretaria di Stato e la Congregazione per l’Evangelizzazione insieme; “allargate”, cioè con la partecipazione di esperti). Come presidente dell’Unione dei Superiori Religiosi a Hong Kong, poi come insegnante nei Seminari in Cina, ed infine come Vescovo Coadiutore di Hong Kong, ero invitato a quelle riunioni in cui Mons. Celli, allora Sotto-Segretario della Segreteria di Stato e principale negoziatore con la Cina, ci ragguagliava su ciò che trattavano in quegli incontri.

Durante gli anni del successore del Card. Tomko tutto era fermo. Con il successore del successore, poi, nonostante la costituzione di una Commissione vera e propria, le trattative con la Cina sono diventate affari strettamente riservati alla Curia Romana, non una minima informazione veniva fornita ai membri della Commissione.

Oggi poi anche la Commissione è silenziosamente sparita. Dopo l’elezione di Papa Francesco ci viene comunicato che la Commissione riprenderebbe il suo lavoro (l’ultima riunione plenaria del triennio) nella primavera del 2014; poi non più una parola viene da Roma, non un certificato di morte, non un annuncio funebre. Estrema sgarbatezza nei confronti dei membri della Commissione e di chi l’ha costituita a suo tempo! Estrema deviazione perfino dalla tradizione di correttezza della Curia Romana!

Il fatto è che adesso ad uno dei due Cardinali cinesi ancora viventi e non ancora senili, non è permesso di interessarsi di come stanno negoziando le cose della Chiesa in Cina. C’ è ancora un cinese “a Roma”, ma sembra che sia di disturbo. Lo hanno esiliato a Guam. È triste constatare che i grandi promotori del dialogo lo eliminano all’interno della Chiesa.

In questa mancanza assoluta di comunicazione, si cerca di congetturare e indovinare, mettendo insieme frammenti di notizie da qua e là. C’è il Padre Heyndrickx che sembra sappia tutto perché è amico di Roma e di Pechino. A distanza c’ è Asia News che solitamente è abbastanza bene informata. Il quadro che si riesce a tratteggiare non incoraggia per niente. Sembra proprio che la direzione è quella che temiamo.

  1. LOTTA CONTINUA? MI FACCIO VOCE DEI SENZA VOCE

Fin qui stiamo parlando di una situazione attuale di particolare drammaticità. Ma Valente vuole allargare la vista e mi vuole incoronare con il titolo di “lottatore continuo” (o del “gladiatore” nel linguaggio di qualche illustre eminenza).                                                             Valente mi accusa di “una ventennale mobilitazione contro tutti i passi intrapresi dalla Sede Apostolica… che non rientravano nella sua griglia di pensiero”. Ancora più: “Una rappresentazione fissa e preconfezionata delle vicende del cattolicesimo cinese degli ultimi settant’anni, intento a occultare tutti i dati di realtà che non sono funzionali alla lotta continua”.

Settant’anni sono tanti. Settant’anni fa i comunisti cinesi non avevano ancora conquistato il potere. Dunque, io avrei distorto tutta la storia della realtà della Chiesa in Cina fin dall’inizio del regime comunista!? Come faccio a rispondere ad una accusa di tali dimensioni?                                                                                                                                               Parliamo piuttosto dei vent’anni. Vent’anni fa, cioè attorno al 1996, alla fine di quell’anno sono stato fatto Vescovo Coadiutore di Hong Kong. Se non mi sbaglio, Gianni Valente era molto mio amico. Certamente non mi avrebbe qualificato come “lottatore”. Sapeva ed apprezzava che, subito dopo i fatti di Tiananmen Square, ero entrato in Cina e per sette anni avevo insegnato nei Seminari “ufficiali” in Cina (Shanghai, Xi’an, Wuhan, Shijiazhuang, Beijing, Shenyang) spendendo sei mesi all’anno, cioè, in continuo dialogo con quei fratelli nostri ed i loro persecutori. È stata una lunga convivenza. Le autorità mi trattavano coi guanti, per cui non ho nessun motivo di risentimento personale contro i comunisti. Se non mi avessero fatto Vescovo Coadiutore alla fine del 1996, avrei continuato ad essere insegnante di filosofia e teologia in quei Seminari, “apprezzato dalle autorità per la mia buona condotta”.                                                                                                   Ma durante quella lunga convivenza ho visto da vicino l’umiliazione dei nostri Vescovi, la sofferenza di tanti fratelli fermi nella fede, ed un sensus Ecclesiae che mi faceva sentire piccolo piccolo.

La “mobilizzazione” casomai è cominciata quando Papa Benedetto mi ha fatto Cardinale nel 2006, cioè, dieci anni più tardi. Se da allora faccio il lottatore, non lo faccio per mio gusto personale. Parlo perché sono la voce dei senza voce. La realtà è che in Cina non c’è la libertà di parola!

Faccio una digressione. Non riesco a credere che Gianni Valente non sappia il fatto che in Cina non c’è libertà di parola. Come fa a dire in giro che i vescovi intervistati da lui in Cina hanno potuto parlare come hanno voluto? (specialmente quelli che sono metà sotto e metà sopra, cioè, quelli che stanno tentando di venire fuori dalla clandestinità ed ottenere il riconoscimento dal Governo) Possono solo dire ciò che piace al Governo. Uno di loro ha detto a Valente che nella sua Diocesi non ha l’Associazione Patriottica. Il giorno dopo viene l’ufficiale del Governo e gli dice: “Ah sì! Ti vanti di non avere l’Associazione Patriottica? Da oggi devi averla.” Questo Valente probabilmente non lo sa.

Sono la voce dei senza voce non solo per protestare contro le autorità comuniste. Lo sono anche per fare certe domande alle autorità romane. In questi anni, continuamente sono stati posti atti direttamente contro la dottrina e la disciplina della Chiesa: vescovi illegittimi e scomunicati che pontificano solennemente, che conferiscono l’ordine sacro anche più di una volta; vescovi legittimi che prendono parte a consacrazioni episcopali illegittime fino a quattro volte e la partecipazione quasi totale dei vescovi della comunità ufficiale all’Assemblea dei Rappresentanti dei Cattolici Cinesi. Non si è sentita la voce da Roma. I nostri fratelli in Cina non hanno forse il diritto di meravigliarsi e fare domande?

  1. LOTTA INTERNA? NEGO IO IL DIALOGO? IL DIALOGO DEVE RIUSCIRE AD OGNI COSTO?

Valente mi accusa non tanto di una lotta contro i comunisti cinesi, ma sottolinea piuttosto la lotta interna tra me e quelli che a Roma hanno in mano il manico del coltello degli affari della Chiesa in Cina.

Certo, questo è grave, ma dov’è il problema? Mi si accusa di essere contro il dialogo. Per carità! Come possono pensare così? Io sono fermamente d’accordo con quello che dice il Papa Benedetto nella sua Lettera al Capitolo IV Paragrafo VII: “… la soluzione dei problemi esistenti non può essere perseguita attraverso un permanente conflitto con le legittime autorità civili. (Ovviamente, le soluzioni dei problemi si concretizzano nelle conclusioni dei dialoghi, ma Papa Benedetto continua a dire): … Nello stesso tempo però non è accettabile un’arrendevolezza alle medesime (le autorità civili) quando esse interferiscono indebitamente in materie che riguardano la fede e la disciplina della Chiesa”. È la stessa verità di quando Papa Francesco dice, in Korea ai Vescovi asiatici, che la prima condizione di un vero dialogo consiste nella “coerenza alla propria identità”.

Allora, il fondamento della speranza di un dialogo riuscito è che tutte e due le parti rispettino l’identità di sé e della controparte. Ora c’è questo fondamento nel caso nostro? Può un Governo dittatoriale rispettare l’identità di un gruppo religioso il quale afferma che l’autorità suprema interna appartiene al gruppo stesso? E può una religione sottomettersi al controllo completo di un Governo ateo?                                                                                         Dunque, anzitutto dobbiamo riconoscere che il comunismo è una vera dittatura. Quando facevo l’esempio di San Giuseppe che andasse a dialogare con Erode, sembrava una battuta, ma non è molto lontana dalla verità. I nostri signori della Curia Romana hanno mai studiato il Marxismo-Leninismo? Sì, non dimentichiamo Lenin, è lui che ha dato una organizzazione “eterna” a quella che, secondo Karl Marx, doveva essere una “provvisoria” dittatura del proletariato dopo la vittoria della lotta di classe.

Cari italiani, ringraziate il Signore che vi ha risparmiato le moderne forme di dittatura: il nazismo e il comunismo (il fascismo di Mussolini è una dittatura all’acqua di rose, a base di manganello ed olio di ricino). Chi non ha provato le dittature sulla propria pelle fa fatica a misurarne tutto l’orrore.                                                                                                                       Nelle dittature non c’è il compromesso, c’è solo l’assoluta sottomissione, schiavitù ed umiliazione.                                                                                                                                               I comunisti cinesi, dopo aver ucciso centinaia di migliaia, magari non hanno più bisogno di ucciderne tanti. Regna lo “stato di violenza”, completo diniego dei più fondamentali diritti umani. C’è qualcuno che non è informato di come oggi i comunisti cinesi siano sempre più prepotenti all’estero ed oppressori all’interno? (Un recente articolo di George Weigel su First Thing può aiutare chi non è aggiornato). Questo stesso Governo userà gentilezza con il Vaticano? Con tutti i fatti recenti che capitano (rimozioni di croci e demolizioni di chiese) e tutti i discorsi e corsi di indottrinamento sul diritto dello Stato di guidare le religioni, come può il nostro eminentissimo Segretario di Stato dire che “le prospettive del dialogo sono promettenti”?

Un prete della comunità clandestina, quarantenne, di nome “Pace”, molto dotto e zelante, stimato ed amato da tutti quelli che lo conoscono, è morto misteriosamente ai primi di novembre 2015. La pubblica sicurezza del Governo dice di aver trovato il suo cadavere in un fiume ed affermano che lui si è suicidato, ma non forniscono nessun indizio che possa chiarire la vera causa della morte.                                                                                           

Questo prete aveva scritto: “Come si può sperare che, mentre tutte le religioni sono governate dalle autorità comuniste attraverso l’Associazione Patriottica, la Chiesa Cattolica ne sia esente? Come si può sperare che, mentre la libertà di parola è negata in tutta la Cina, sia a noi concessa?”

Allora, negare il dialogo? No, ma bisogna andare al tavolo del dialogo disposti ad ammettere alla fine, magari per la centesima volta, che il dialogo non è ancora possibile. Come si può ragionevolmente sperare in una buona conclusione del dialogo? I comunisti cinesi rinunceranno un pochino del completo controllo sulla Chiesa ufficiale che oramai sicuramente tengono nelle loro mani? Nel caso di un dialogo fallito, non perdono niente. Vengono però volentieri al dialogo nella speranza di portare a casa una firma, una benedizione finale del Papa sull’attuale stato anormale di quella Chiesa che è già oggettivamente scismatica. I Papi hanno preferito evitare la parola “scisma” solo perché sanno che molti vi hanno aderito sotto grave pressione. Per riuscire a concludere il dialogo ad ogni costo, si è disposti a pagare il prezzo di canonizzare una Chiesa scismatica?

Come si può limitare la discussione alla nomina dei vescovi, lasciando fuori altre enormità? Anche sul solo argomento della scelta dei vescovi, si può accettare quello che è la situazione presente? L’elezione “democratica”? (non c’è nessuna elezione in Cina che non sia predisposta dal Governo); approvazione dalla Conferenza Episcopale? (la Conferenza semplicemente non esiste, c’è solo il nome); finale consenso del Papa? (sarà semplice formalità senza vera autorità decisionale); dopo di che tutte le comunità clandestine devono venire all’aperto, soggette a questa “Chiesa cinese”, non più Chiesa Cattolica in Cina? (in cinese la Chiesa Cattolica si dice “Chiesa di Dio”, così non si nota tanto la contraddizione nell’espressione “Chiesa di Dio cinese”, come invece risulterebbe evidente nell’espressione “Chiesa Cattolica cinese”).

  1. OSTPOLITIK

A questo punto non si può evitare di menzionare la Ostpolitik. Ma mi si dice: “Perché va sempre a rivangare nella storia?”                                                                                                         Appunto perché non è storia. I nostri dirigenti vivono ancora nell’illusione di quel “grande miracolo” del loro maestro Casaroli (non mettiamo in discussione la sua santità personale).                                                                                                                                                 L’Ostpolitik politico aveva un senso, perché lì si trattava di interessi che si possono contrattare, si possono scambiare interessi economici con concessioni politche. Ma noi che cosa abbiamo da scambiare con coloro che capiscono solo ragioni di danaro e potere? L’unica cosa che aspettano è che cediamo il nostro potere (spirituale). Ma possiamo fare questo?

L’Ostpolitik è cominciata già sotto Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI. Era una situazione disperata da cui si cercava di trovare una via di uscita. Ma c’è stata una vera via di uscita? I Papi e le Commissioni Cardinalizie, nella quasi completa mancanza di informazioni (la cortina di ferro), si dovevano fidare di Casaroli dandogli carta bianca, ed egli, poverino, doveva nuotare nel buio (mentre i nemici avevano reti di informazioni – spie – fin dentro il Vaticano (vedi The End and the Beginnig di George Weigel).                   I grandi risultati? “Assicurata la gerarchia ecclesiastica!” Quale gerarchia? Vescovi fantocci, non pastori del gregge, ma lupi rapaci, funzionari del Governo ateo). “Si è cercato un modus non moriendi!” La Chiesa in quei Paesi è stata salvata non dalle manovre della diplomazia vaticana, ma dalla fede indefettibile del semplice popolo fedele!                              Allora, “scegliete la confrontazione invece del dialogo?” Ma come potete chiamare “confrontazione” quando un agnello rifiuta di essere mangiato dal lupo?

Valente ha scritto tempo fa che perfino il Card. Stefan Wyszynski avrebbe sostenuto al Ostopolitik di Casaroli. Quanto mai ridicolo! Si aspetta forse che il compitissimo Cardinale avrebbe criticato il Segretario di Stato nominato da Papa Giovanni Paolo II?                           Allora, si domanda: “Perché Papa Giovanni Paolo II ha fatto quella nomina?” In un cinema su Giovanni Paolo II fanno dire a lui: “Caro Casaroli, noi due la pensiamo in modo diverso. Ti nomino Segretario di Stato perché ci possiamo completare a vicenda.” Può essere molto vero. Non pochi storici, però, pensano (maliziosamente? Non mi pare) che il Papa ha voluto così tranquillizzare i suoi nemici. Casaroli avrebbe potuto servire da “cortina di fumo”, mentre lui dirigeva dal suo studio la sua politica di liberazione della Polonia dalla dittatura comunista.

Verso la fine di novembre 2008, ricevo una notizia, non pubblica, che la Chiesa ufficiale in Cina stava per festeggiare il 50° della prima ordinazione episcopale illegittima. Corro a Roma, vengo ricevuto dal Papa Benedetto, c’era anche il Cardinal Bertone. Io dicevo che quello era un atto di sfida, specialmente quando si sa che c’erano già i contatti informali fra le due parti. Aggiungo che il Governo osa continuare a sfidare il Vaticano perché ha visto che qui si stava giocando all’Ostpolitik. A quel punto Papa Benedetto, rivolto al Card. Bertone dice: “Ti ricordi, quando venne qui Giovanni Paolo II ha detto: “Basta (all’Ostpolitik)!” Non ho bisogno di aggiungere altro.

  1. PAPI APPROVANO VESCOVI DELL’ASSOCIAZIONE PATRIOTTICA SENZA CHIEDERE LORO DI USCIRNE. ALLORA?

Finisco rispondendo a quello su cui Valente sembra sentirsi tanto forte. Dice che i Papi hanno approvato molti vescovi che erano nell’Associazione Patriottica, che anzi vi occupavano posizioni di importanza. Dunque, “l’appartenenza formale di quei vescovi all’Associazione Patriottica… non è mai stata di per sé un impedimento della piena e riconosciuta comunione sacramentale e gerarchica tra quei vescovi ed il Successore di Pietro.” Inoltre, i Papi non hanno mai imposto a loro l’uscita dall’Associazione “come condizione per ottenere il mandato pontificio al proprio ministero episcopale.”                       Certo, quando il Papa li nomina o li riconosce vescovi, concede loro il potere sacramentale e giurisdizionale, ma questo non prova che di per sé ciò non faccia a pugni con la loro appartenenza all’Associazione Patriottica, la sostanza della quale, Papa Benedetto afferma, non è conciliabile con l’ecclesiologia cattolica.                                                                                 I fedeli in Cina sovente mettono il dito su questa contraddizione. Il Vaticano non usa rispondere ai dubbi. Nel mio “Sussidio per leggere la Lettera di Papa Benedetto alla Chiesa in Cina”, che è stato attentamente letto dal Papa ed approvato (stampato poi solo in cinese), citavo anzitutto la Lettera del Papa il quale a proposito dei casi di legittimazione (e analogamente di approvazione, perché sono dello stesso genere), al Capitolo VIII Paragrafo XI, osservava che ci sono stati due inconvenienti: 1° (alle volte) “i sacerdoti e i fedeli non sono stati adeguatamente informati dell, avvenuta legittimazione”, 2° “… alcuni vescovi legittimati non hanno posto gesti, che comprovassero chiaramente l’avvenuta legittimazione”. Di qui la duplice raccomandazione che 1° “L’avvenuta legittimazione possa essere resa di pubblico dominio a tempi brevi”, e che 2° “I Presuli legittimati pongano sempre di più gesti inequivocabili di piena comunione con il Successore di Pietro”. E commentavo: “Dunque, nella Lettera del Papa non c’è contraddizione; ma c’è contraddizione, cioè, incoerenza, in certi vescovi legittimati o approvati, i quali, dalla generosità del Santo Padre sono stati ricevuti nella comunione gerarchica, ma non la vivono con coerenza. Come può considerarsi in comunione con la Sede Apostolica uno che tutti i momenti grida in supporto di una Chiesa indipendente?”

  1. BISOGNA VENIRE ALLA CHIAREZZA

Quando il successore del successore del Card. Tomko ha avuto pure il suo successore, nella riunione del Comitato Permanente della Commissione per la Chiesa in Cina da lui presieduta, si è avuto il consenso circa la necessità di chiarire questo punto. Dopo una lunga tolleranza di una situazione di incoerenza (risultato ovviamente fallimentare) si doveva finalmente cambiare tattica e venire alla chiarezza, cominciando con una vasta catechesi per far sapere a tutti che l’Associazione Patriottica non è accettabile. Quella è stata l’ultima riunione della Commissione. Non so che cosa sia stato fatto sulla linea di questa nuova strategia.

La coincidenza dei tempi permette di credere che questo consenso della Commissione sia in qualche modo stato comunicato alla diocesi di Shanghai, per cui Mons. Thaddeus Ma, alla fine della sua ordinazione episcopale, ha fatto quella dichiarazione accolta da un prolungato fragoroso applauso del popolo di Dio.                                                                             Il 7 Luglio di 4 anni fa ha mostrato al mondo l’assurdo principio della politica religiosa in Cina: “Chi vuol amare la patria deve rinnegare la sua coscienza religiosa.” Il grande, rispettato Vescovo Aloysius Jin, S. J. di Shanghai doveva rinnegare la sua coscienza, accettare di concelebrare con un vescovo illegittimo e, per di più, durante l’ordinazione episcopale del suo successore, per provare la sua fedeltà alla Patria! Egli non si è sentito di sottomettersi a questa ulteriore umiliazione.

Ma oggi risulta che in tutti i simili casi il consiglio dato dall’alto è di umiliarsi, di accondiscendere, di cedere, di arrendersi…                                                                                       Alle voci che sospettano di un intervento di Roma nel caso del “volta faccia” di Mons. Thaddeus Ma il Vaticano risponde: “Ogni speculazione è fuori luogo”, io direi “è inevitabile”. Tutti attendono una chiarificazione precisa.

O Signore, non hai detto a Pietro “confirma fratres tuos!”?

P.S. Caro Gianni, questo scritto a me, convalescente, è costato non poca fatica. Risparmiamela in futuro, per favore!

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English Text:

http://oldyosef.hkdavc.com/2016/07/28/a-painful-appeal/

Chinese Text:

http://oldyosef.hkdavc.com/2016/07/29/從一個「沉痛的呼籲」講起(回應gianni-valente)/

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「荒謬的信條」

我早前在天亞社網站上看到一篇亞納的文章,覺察到有些講法不符事實,就低調地在天亞社網站上補充了一些資料。想不到網民楚霖義峰注意到了,就利用我的話大造文章,來攻擊已故上海主教金魯賢,也為破壞目前上海教區的計劃,就是借金主教的聲譽幫馬主教出來掌管教區。

我們香港的教友不一定明白這些複雜的「計劃」或「陰謀」,讓我在這裡解釋些少,也把我日前在天亞社網上登出的文章轉載這裡下面。

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大家知道海馬達欽主教在六月十二日登出了他第五篇,也是最後一篇,紀念金主教一百誕辰的文章,文章裡他大讚金主教的愛國精神。又承認自己犯了大錯,竟沒有良心地說了一些對不住愛國會的話。現在痛恨前非,許諾以後會效法金主教的榜樣,再投入愛國會的懷抱。那篇文章使全國教友愕然。那對愛國會的讚歌直接否定教宗本篤2007年那封信的內容,是我們不能接受的。但對於那文章是否是馬主教自己寫的,自願寫的,言論紛紛。有人以為教廷不會指示馬主教寫那文章,但很可能指示他做些妥協的姿態來爭取被釋放並執行他牧職的機會。梵蒂岡十天後聲明說:「一切猜測,絕不適宜」。但我卻以為「不能避免」,因為看到最近在所有類似的情形下,教廷都是鼓勵妥協。教廷如不清楚交代可能對不住自己。可能對不住馬主教,肯定對信友中的混亂和沮喪要負起責任。我們暫且不要再討論那文章吧。

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我在天亞社登的文章裡說了:四年前的七七事件是金主教策劃的。他們逼他在祝聖馬主教的彌撒中讓一位非法主教參與,為典禮留下污點。他老人家真的生氣了,不能再忍受這樣的侮辱。

我也說了:馬主教在禮儀結束前所講的話很可能是因為有了教廷的指示。

義峰這個政府的跑腿看了我的文章喜出望外,他說:「上海教區說金主教愛國多過愛教,馬主教願意跟他的榜樣,政府應該信任他了。但知道事實的陳樞機卻走出來說金主教愛教多過愛國,上海教區的努力被破壞了!」

天呀!我祇想澄清一些事實,不知中竟為上海教區添了麻煩。

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但問題不在於我,問題在於國內宗教政策的一條荒謬信條,也就是義峰這類奴才擁抱的信條:「要愛國就不能愛教,一定要違反教會的信念及紀律,才能算是愛國。」

他們把愛國愛教常掛在口上,其實是把愛國和愛教對立起來了!為我們真的愛國和愛教絕沒有矛盾。

金主教的愛國誰也不能置疑,在寃枉忍受諸多磨難後他還是接受和政府合作,把上海教會辦得很好。他的博學,他的才幹,他在全世界建立的友誼,多國領袖對他的尊敬都為我們的國家博得光彩。

難道一定要這位德高望重的老主教違反教會的紀律,接受一位非法主教在祝聖馬主教的彌撒中和他共祭,為這神聖的典禮留下污點,這才能證明他的愛國嗎?要一個堂堂的中國人做違反自己良心的事,才能證明他對國家的忠誠嗎?這是哪個混賬的道理!這是對我們中國人的莫大侮辱!還唱「不再是奴隸的人們」?

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我不知道為什麼上海公安局未能阻止宗教局對那天禮儀的安排。或許在上海宗教局背後有「中國教宗」劉柏年的陰影吧!義峰既神通廣大,請他去問問劉柏年先生,怎麼在他的山東省沒有一位主教是非法的?那些主教豈不是不夠愛國了嗎?

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也談「無法迴避的愛國會」

2016. 06. 27

既然大家在猜,我以為應該陳述我所知的事實。是的,不要判斷人,但某些事實可以幫我們明白現在發生的事。

對上海教友亞納的那篇文章我有以下的資料共她參考。

(一)那天多數神父不共祭是金主教在會議中的指示,他不想,萬一他的計劃不成功,神父們被迫和非法主教共祭。

(二)馬主教的宣言看來不是臨時起意的表白。那時羅馬的中國教會委員會,在中國教會委員會常務小組的領導下已同意採取一個新的政策。因為在多年的容忍政策下,愛國會內沒有發生教廷所期待的改變,是時候嚴格執行教宗本篤的清晰指示:愛國會是不能接受的。大概是這新政策已傳達到馬主教,他才作了那宣言(可惜的是事後教廷沒有大力支持他)。

(三)金主教是我的朋友,但他的「四駕馬車」的理論很明顯是權宜之計,說是什麼神學創作我不敢苟同。

(四)滿鄧安兄弟說教宗本篤否定的愛國會有五個特徵。就讓我們往返五個特徵分析一下吧:

(1)由國家設立

(2)與教會體制無關的機構

(3)企圖凌駕於眾主教之上

(4)領導教會團體的生活

(5)不符合教會的教義。

滿兄弟不討論(1)因為是無法改變的。

滿兄弟說(3)是可以改變的,而且金主教及眾多其他教區的主教已在探索。

我多次說過:教區愛國會的情況各處大有不同,一位忠於教會又有才幹的主教,又有團結的司鐸團,可以成功爭取某程度的自由,但在大事上不能擺脫全國愛國會的箝制,馬主教的遭遇是一個例子。

可惜個別的主教根本沒有任何機會在全國愛國會內推進(3)(4)的改革。我們面對的是現在的全國愛國會,看來(3)(4)的改變,如(1)(2)一樣,是無法成功的(除非國家的宗教政策有大改變)。

(五)至於表揚愛國會的功績,那是可笑的;難道如果政府承認主教和神職團的權職,這幾年的教務不會進行得更好嗎?全世界的教會都該設立愛國會嗎?

六月十二日文章中那些「肉麻的」讚揚愛國會的話或很難相信是馬主教真心的話。全中國的信徒(不論地上地下)都知道那些是「笑話」,是政府喜歡聽的笑話。

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國內的兄弟姊妹,我們要爭氣!

近來,那些明顯站在政府那邊的人,及那些在教會內的既得利益者,他們大聲說:「大家站起來,準備聽教宗的話,教宗說什麼,大家都要服從。」原來他們希望教廷會簽署一個協議,把現在的不正常狀態認同為合法。有人竟說:「你們這些假善人,常說支持教宗,現在教宗快要出聲了,你們這群人肯定很快就會背教了。」

各位兄弟姊妹,我們要冷靜呀!我們信的是天主的教、耶穌的教,在這教會內最高權威是教宗 ―― 耶穌在世的代表。那麼多年來,尤其在教宗本篤任期內,我跟大家說,教廷不代表教宗。但如果有一天一個協議正式簽定,這就肯定是教宗批准的,教宗批准的任何事,我們不可以批評。請大家爭氣,不要批評教宗。當然,我們做事的最後標準還是良心,所以如果你們照良心覺得任何協議內容是違反我們信仰的道理,你們不需要跟著走。教宗本篤在2007年的信裡清楚說過:『愛國會「獨立自辦」的原則,也就是讓政府辦教的做法,和信仰是不能調和的。』教宗方濟也曾說那封信還是有效,要我們重視。你們絕對不應該參加愛國會。

那麼將來恐怕沒有地方公開祈禱了,你可以在家裡祈禱;即使沒機會領聖事,天主耶穌一樣會到你心裡來;就算沒有機會做神父,回鄉耕田也可以,神父永遠是神父。教宗本篤說過:「為了信仰我們要接受眼前的全面失敗!」初期教會等了三百年,我們看來不需要等那麼久吧。冬天快會過去,堅持到底的才能得救。勉之。勉之。

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請梵蒂岡澄清及指示

從六四那日起我整個星期未能退燒,終於六月十一日入了醫院,查出來原來是一隻很厲害的菌,又帶來氣管炎,又帶來哮喘,如果再遲些入院,問題更大了。

現在在醫生的照顧下穩定地在康復的途上邁進,需要的時間會比較長,請各位為我祈禱,但盡量不要來探訪。

六月十二日出了馬達欽主教網上的那篇文章 [參閱1],使大家都很困擾。我在病牀上祇能焦急、祈禱。這幾天也想寫幾句話討論問題,昨天(6月21日)亞洲新聞的網頁上出了一篇文章 [參閱2],正如我想講的一樣,在此請大家查閱該文。

是的,梵蒂岡應該澄清及給與指示,是為了真理、為了公義、為了愛德。他們應該維護教廷的聲譽、馬主教的聲譽,消除全中國教會內的混亂和沮喪。不出聲是不負責任的。

進教之佑,為我等祈!

 

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[1]《他教導我們走愛國愛教的道路-寫於金魯賢主教誕辰一百周年之際 (五)

http://blog.sina.com.cn/s/blog_5392f6070102w3x1.html

[2]《梵蒂岡在馬達欽事件上的沉默造成的混亂與爭議》by Bernardo Cervellera

http://www.asianews.it/news-zh/梵蒂冈在马达钦事件上的沉默造成的混乱与争议-37831.html

 

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我為上主萬軍的天主憂心如焚

“Sono pieno di zelo per il Signore”

Hanno allontanato unica voce discordante, ora il coro è all’unisono. Che bellezza!

C’è ancora una voce stridente, ma è nell’estrema periferia, è facile ignorarla.

L’extra chorum.

 

「我為上主萬軍的天主憂心如焚」

雜音被充軍了,現在大家同唱一支歌了,多麼好呀!

還有一個聲,很不合隊,但在很遠的邊緣,不難當聽不見。

另一雜聲。

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你曾認識畢少懷神父嗎?

Fr Braga_KKP Adv(C)

Fr Braga_KKP Adv(E)

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悲哀?放心!

已四個月我沒有在這裡出現了,是我「隱修生活」的「初學期」嗎?

前天(中華聖母瞻禮又是耶穌升天瞻禮前夕)晚上我們在黃大仙彌撒中心做了一個祈禱會,為紀念半年前回到耶穌和聖母身邊的蔚和平神父。

正義和平委員會為我們預備了一個很豐富的分享時刻,使我們對蔚神父更認識、更敬佩,也更感到他這麼年輕又在不明不白的情形下離世,真是可惜!

那天晚上(除了正委的那些政治不正確的「儍瓜」)參與的人不算太少,也不能說太多。半年了,他離世的新聞已不是新聞了吧!為他出來講話的人好像不太多。我在中聯辦門前曾說過,不出來講話不是做了幫兇嗎?

今早在彌撒中福音的話給了我無限的安慰。耶穌說:「……人……留下我獨自一個,其實我並不是獨自一個,因為有父與我同在。……在世界上你們要受苦難;然而你們放心,我已戰勝了世界」。(若十六32-33)

蔚和平神父

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2016年為國內教會將帶來什麼?(寫在2015年12月31日)

關於國內的教會我已很久沒有在我的博客上發表意見了,當然不是因為太忙(多麼忙也不能不關心「我們的」教會),也不是因為害怕我的意見不受歡迎(按我的年紀,我應該不擔心任何得失了),倒是覺得:「如果能報喜,不是更好嗎?」可惜,我的命運比較像耶肋米亞先知的;等了這麼久,還是沒有喜訊可報,聖誕期及新年來臨,普天同慶的時刻,我的歎息不免有些不合時宜,但我不能做一隻不吠的狗呀!

(A) 記得去年年初文匯報曾興高采烈地報告說「中梵關係不久就會有進展」,跟著教廷國務卿也說「前途充滿希望,兩邊都有意對話」。那時我對這股突如其來的樂觀熱風不免有所懷疑。我真見不到有什麼根據讓我們可以樂觀。千多間聖堂的十字架被拆(有的地方連聖堂也被拆了),這事發展到今日,我們已不能一廂情願地以為這是個別地方官員的過份熱心。幾間修院已不運作,北京全國修院的修生被逼書面許諾接納獨立自辦教會的原則,接納和非法的主教共祭(否則讀完課程也得不到文憑)。政府不斷鞏固一個客觀上已和普世教會分裂的教會,利誘威逼神職人員作出種種違反教義與教規的事,也就是負賣自己的良心,自己的尊嚴。

(B) 這半年來,有些事情發生了,看來是好事,但也有令人不太興奮的一面。周至教區吳欽敬主教祝聖後十年終於就職了,但看來他也付出了一些代價:被逼妥協。(見我7月14日的博客)

不久後,安陽張銀林助理主教被祝聖了,連慣常很謹慎的天主教媒體也非常鼓舞,說這祝聖事項很「順利」,更強調這是三年來中梵接觸後的第一次,又是方濟各任職教宗以來的第一次。說這是一個「好的開始」,這才使我害怕。這次祝聖的模式包括「民主」選舉,禮儀中公讀所謂主教團的任命狀,有襄禮主教的身份不清不楚,如果這就是即將達成的協議,那末一切都還停留在三年前的「不正狀態」,值得我們高興嗎?(見我9月7日的博客)

(C) 十月底有大新聞說:梵方代表團到北京和中方又見過面了。教廷什麼細節都不透露。倒是韓德力神父大寫文章(他什麼都知道)。他說:「他們沒有討論一些敏感的問題,如在監獄裡的保定蘇主教,被他們免職的上海馬主教。(這些問題不是該優先解決的嗎?這些問題也不解決,怎能證實中方的誠意?)。他們集中討論了任命主教的問題(是什麼方案?是安陽模式嗎?)梵方代表會面後還去拜訪了李山主教及在全國修院的馬英林「主教」(韓神父還以這是中方的善意表示,我怕是中方施了壓力逼梵方「叩頭」)。」

稍後教廷國務卿終於也承認十月中有過「見面」,並說「談得很好,希望最後會達成協議」。在記者們追問「是否真有進展」下,他卻回答說:「有對話也就是好事了」。看來還未達成協議。

(D) 究竟目下談論的是怎麼樣的方案,我這個處在邊緣的老樞機無從知道,看來我沒有資格過目,沒有資格過問。

亞洲新聞社主編最近寫的一篇文章「北京,宗教迎來嚴冬」(12月11日)說「據從中國獲悉的消息:中方在會談中似乎要求教廷讓中國政府所承認的主教團(全權)負責任命按照民主方式選出的(也就是按照愛國會建議的)主教候選人。聖座要批准此任命,祇有在「嚴重」案例的情況下可以提出否定意見,還要說明理由,一旦聖座的理由「不充份」,中國主教團可以無視聖座的否決,繼續執行自己的任命。如果這項消息準確的話,中方這樣的要求能被梵方接受嗎?這樣的方案還尊重教宗對主教們的任命權嗎?教宗能簽這樣的協議嗎?(教宗本篤曾說:「教宗任命主教的權是教會創辦人耶穌交給教會的,不是教宗私人的權利,他也不能讓這個權給任何人!」)

教廷的高官們知道在中國選舉是怎樣的事嗎?他們知道地上主教團不祇不合法,而且根本不存在嗎?愛國會和主教團(一會一團)根本是一體,而主持會議的是政府官員(有相為證,政府已不覺得需要掩飾,他們赤裸裸地在「辦教」)!簽署這樣的協議就是把真實的委任權完全交給一個無神政府了。

比較起來這模式比那所謂「越南模式」還不如,因為越南模式假設是由越南教會,真正的越南教會,採取第一步行動,不是像在中國由政府以愛國會名義領導教會。在共產權下的東歐,至少在波蘭和捷克斯拉夫,也是由教會採取第一步,而讓政府可以提出否決。保證了教會採取第一步,那末就算政府否決一百次,提名者和最後任命者還是教會。政府堅持否決也祇能拖延僵局,教會還能堅持提出合適的候選人。一個無神的政府怎麼知道誰真適合做教會的牧者?

當然,如果教會不堅持自己的立場,而配合政府堅持的要求,也可能負賣教宗的任命權。這可能發生嗎?András Fejerdy 在一篇文章裡說:『因為教廷認為「有被祝聖了的主教才能保證信友們領聖事的機會」。在1964的匈梵協議中接納了一個解決辦法,這辦法雖然不正式違反教宗任命主教的權,但實際上讓政府在選主教的事上有決定性的影響。』天亞社由四川成都最近傳出的消息是:教廷在梵方代表團在北京和中方對話後不久批准了中方在2014年五月選出的主教候選人。這不是「雖然不正式違反教宗任命主教的權,但實際上讓政府在選主教的事上有了決定性的影響嗎?

(E) 對話集中討論任命主教的問題,但待解決的問題多得不得了,教廷幾時才處理這些問題,怎樣解決?

亞洲新聞社主編的那篇文章裡說「據從中國獲悉的消息,似乎北京仍然堅持聖座承認全體官方教會主教(包括非法的和被絕罰的)」。我不免要問:由政府出面要求,不必有關人士表示懺悔?被絕罰的不祇被赦免,也被追認為合法主教?也不必懺悔?天主的慈悲到這個地步嗎?信友們從此要服從這樣的主教嗎?

其實要清理的東西多得很。非法的甚至絕罰的主教擅自使用聖事權(包括祝聖執事和司鐸)和行政權(調動神父),教廷似乎沒有出聲指責。合法的主教一次、兩次,甚至三次、四次參與非法祝聖主教(沒有公開申明他們已向聖座認罪或得教宗寬赦)又參與全國天主教代表大會。梵方代表團離北京後不久,中方就組織了一個全國大規模的所謂教會領導的朝聖行動,實際上逼合法、非法和絕罰的主教一起共祭。這些客觀上都是裂教的行為。政府已成功牽著地上多數的主教鼻子行,使他們已失了尊嚴,難以翻身。教廷如果和政府簽協議而不清理這些事,為信徒們的良知將是一個嚴重的打擊。

(F) 為政府,我們教會的地下團體當然形同不存在。梵方也遷就對方,在談判中不提不問嗎?為「顧全大體」割棄了那些我們的兄弟姊妹嗎?他們是教會健康的肢體呀!當然地下也有他們的問題,而且在許多教區教廷不給他們主教,沒有主教,遲早會亂。教廷怕觸怒北京壓制地下的聲音,這不是自殺嗎?

在最近談判中不提十多年來坐牢的蘇主教,不提三年多被軟禁的馬主教,因為屬於敏感的問題?!有曾長期坐監的教友及家屬來羅馬朝聖,紀念六十年前大教難的爆發,教廷要他們低調,「過去的過去了,向前看吧!」?!

在外交上,地下的教會是教廷手中的牌,自我閹割了還有什麼東西可以使對方讓步?地上的,他們全面控制了,地下的,由教廷為他們控制,他們還需要什麼?他們祇需要教宗簽個字,祝福這個「中國教會」(他們根本不是想談判的!)簽協議後是不是要地下的都到地上來,服從那些曾長期是非法 - 曾被絕罰的 - 現在一下子不必他們認罪 - 靠政府的壓力 - 被認為合法的主教們?

(G) 使我不能放心的是教廷國務卿還沉醉在「東方政策」的「奇蹟」中。他在去年一次演講中讚美當時的Casaroli樞機成功為東歐共產國家任命了主教。他說在物色主教人選時教會是找一些人做牧者,不是找那些「逢政府必反」「像鬥獸場的鬥士好鬥」「喜歡在政治舞台出風頭的」,我怕他在影射當時捍衛教會權利的教會英雄如波蘭的維辛斯基樞機,匈牙利的閔真蒂樞機,捷克斯拉夫的Beran樞機。那是多麼可怕的想法!希望我懂錯了他。

如果那協議簽成了,天下可以太平了吧!但我不會參加慶祝這新的教會的成立,我會消失,我會去隱修、祈禱、做補贖。願教宗本篤原諒我沒有成功做他希望我成功做的事。願教宗方濟原諒我這個在邊緣的中國樞機給他寫了這麼多的信,給他添了這麼多麻煩。

諸聖嬰孩被殺害了。天使叫若瑟帶瑪利亞及嬰孩逃走避難。今天我們的外交家恐怕會勸若瑟去和黑落德談判吧!

補充(譯自意文稿)

請不要以為我把地上地下分成黑白。地上大多數神職和教友們都是忠於教宗的。有些為了地上教會不正常的狀態感到痛苦;很多神父、教友對某些牧者的懦弱或不義感到心痛,有時是他們努力阻止了那些牧者跌得更深,有時一個團結的司鐸團和忠信的教友也能保護他們的牧者免受更甚的欺侮。

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What will 2016 bring the Church in China 

by Card. Joseph Zen Ze-kiun

I have not spoken about the Church in China on my blog for some time now. Certainly not because I am too busy to do so (busy as I may be, I will never lose interest of our Church in China), not because I fear criticism of my ideas (at my age I have nothing to gain or lose).

No, the problem is that I’d like to give some good news, but, as you will note, my fate is that of the prophet Jeremiah. I have searched at length for some good news, but have found none. I realise that during this season of Christmas and the New Year, my complaints are somewhat “extra chorum”, but I cannot be a dog without a bark.

A.

I remember that at the beginning of last year the newspaper Wen Wei Po announced jubilantly that “relations between China and the Vatican will soon have a good development.” Soon after, the Vatican Secretary of State said that “the prospects are promising, there is a desire for dialogue on both sides.” I had my doubts about this unexpected wave of optimism, I saw no basis for this optimism. More than a thousand crosses were removed from the top of the churches (in some cases the churches themselves have been destroyed). After so long, we can no longer delude ourselves that this was anything beyond an episode of some local official’s exaggerated zeal. Several seminaries have been closed. Students of the National Seminary in Beijing were forced to sign a declaration of loyalty to the Independent Church, promising also to concelebrate with illegitimate bishops (otherwise they would not receive a diploma at the end of their studies). The Government is continuously strengthening a church that now objectively is already separated from the universal Catholic Church; with enticements and threats they induce the clergy to perform acts contrary to the doctrine and discipline of the Church, denying their conscience and their dignity.

B.

In the latter half of 2015, there were some promising events which however failed to live up to expectations. Bishop Wu Qin-jing of Zhouzhi, ten years after his episcopal ordination, was finally installed as bishop, but has yet to pay the price of a compromise (see my blog of 14 July 2015).

Shortly after, Bishop Zhang Yinlin of Anyang was ordained. Even some usually cautious Catholic media rejoiced saying that everything had gone well. They pointed out that this ordination is the first after the last three years of contacts between Rome and Beijing, and also the first in Pope Francis’ pontificate, presenting the event as a good start.

It is this last statement that scares me, because the process included a “democratic election”, the reading of a “decree of appointment by the (so-called) Episcopal Conference of China” and the canonically un-clear position of a co-consecrating bishop. A similarly abnormal process took place three years ago, does it deserve our rejoicing? (See my blog of 7 September 2015).

C.

In October comes the big news: A Vatican delegation was in Beijing, there was a meeting. The Holy See gave no news of it. Father Heyndrickx Jeroom broke the news (of course he knows everything). He says: “They did not discuss sensitive issues like Bishop Su Zhimin of Baoding still in detention, or such as Bishop Ma Daqin of Shanghai to house arrest for more than three years (but these problems should not be resolved before any negotiations? Otherwise obviously there is no goodwill on the part of Beijing). They focused on the issue of appointing bishops (of which model? Like with Anyang?). After the meeting, the delegation paid a visit to Bishop Li Shan of Beijing and the National Seminary where they met with Ma Ying Lin (Father Heyndrickx said that these are signs of goodwill on the part of Beijing, I think instead that they were acts of homage imposed by Beijing)“.

Later the Vatican Secretary of State also confirmed that there was a meeting and that it was “very positive” and this “would be part of a process that will hopefully end with an agreement.” Pressed by some journalists as to whether there was real progress, Cardinal Parolin responded: “The fact that we speak is already positive.” It seems that there is no agreement in sight as of yet.

D.

So what is the formula now under discussion for the appointment of bishops? As an old Cardinal out on the peripheries, I have no way of knowing, let alone guessing.

A recent article “A winter of darkness for religions in China” by Bernardo Cervellera on AsiaNews, says: “From information that has arrived from China it would seem that Beijing’s proposal is : Vatican approval of the government recognized Council of Bishops and approval of the competency of this Council (and not the Pope) in the appointment of new candidates to the episcopacy who will be “democratically” elected (in short according to the suggestions of the Patriotic Association). The Holy See must approve the Council’s appointment and has a weak veto only in “severe” cases, which must be justified if used. If the Holy See’s justifications are considered “insufficient”, the Council of Bishops may decide to proceed anyway”.

If this information is accurate, can the Holy See accept the claims of the Chinese counterpart? Does this approach still respect the true authority of the Pope to appoint bishops? Can the Pope sign such an agreement? (Pope Benedict said: “The authority of the Pope to appoint bishops is given to the church by its founder Jesus Christ, it is not the property of the Pope, neither can the Pope give it to others”).

Do our officials in Rome know what an election is in China? Do they know that the so-called Episcopal Conference is not only illegitimate, but simply does not exist? What exists is an organism that is called “One Association and One Conference”, namely the Patriotic Association and the Bishops’ Conference always work together as one body, which is always chaired by government officials (there are pictures to prove it, the Government does not even try more to keep up appearances, it starkly flaunts the fact that they now manage religion!). Signing such an agreement means delivering the authority to appoint bishops into the hands of an atheist government.

This scheme is often compared to a (poorly defined) Vietnamese Model, but it is much worse. The Vietnamese model is based on an initiative that began with the Church in Vietnam, the true Catholic Church in Vietnam. In China on the other hand, the so-called Association and Conference hide the reality that it is the Government calling the shots.

Even in Eastern Europe of the past, such as in Poland and Czechoslovakia, it was the Church that took the initiative and then gave the Government veto power. In doing so, even if the government vetos a proposal for the hundredth time, it is still the Church that presents a candidate and makes the appointment. If the Government insists on a veto, it will only prolong the impasse, and it will still allow the Church time to look for a suitable candidate. But it is unthinkable to leave the initial proposal in the hands of an atheist Government who cannot possibly judge the suitability of a candidate to be a bishop. Obviously, if the Church gives in to pressure from the government, the only result – despite proclamations to the contrary – is that it will have sold out the pontifical right to appoint bishops. Can this happen? According to an article written by a certain András Fejerdy: “For pastoral reasons – that is, because the full administration of the sacraments requires completely consecrated bishops – the Holy See believed that the completion of the Hungarian Bishops’ Conference was so urgent that it accepted a solution that formally did not upset the canonical principle of free appointment, but that in practice gave the regime a decisive influence in choosing the candidates”.

UCAN News reports recent news from Chengdu (Sichuan): “Shortly after the visit of the Vatican delegation to Beijing, the Holy See approved the episcopal candidate elected in May 2014”. Is this not exactly a case of “not upsetting the canonical principle of free appointment, but …in practice giving the regime a decisive influence in choosing the candidates “?

E.

It is said that dialogue focused on the issue of the appointment of bishops, but there are many other pending problems, when and how will they be resolved?

The aforementioned AsiaNews article stated, again based on information received from China: “Beijing (demands) the Holy See’s recognition of all the official bishops, even the illegitimate and excommunicated ones.” I wonder: is it only the government that makes these demands, without repentance of those concerned? Will the excommunicated only be released from excommunication or even recognized as bishops? Even without any act of repentance? Has the mercy of God come to this? Will the faithful be forced to obey these bishops?

So much remains to be resolved.

Illegitimate, even excommunicated bishops have abused the sacramental power (including ordination of deacons and priests) and judicial (assigning offices) and the Holy See seems to be without rebuke for them.

Legitimate bishops who participated in illegitimate episcopal ordinations, one, two, even three, four times, without ever having asked for forgiveness, or having received forgiveness from the Holy Father. Also those who took part in the so-called Assembly of Representatives of Chinese Catholics (the clearest symbol of a schismatic church).

Shortly after the Vatican delegation left Beijing, the government organized a large gathering of Church leaders, forcing on that occasion a celebration of all the bishops, legitimate, illegitimate and excommunicated. These are all objectively schismatic acts. The government now can string along a large number of bishops, resulting in an irrecoverable loss of dignity. If the Holy See signed some agreement with the Government without clarifying all these things, it will cause a severe wound to the conscience of the faithful.

F.

Obviously our underground communities are non-existent for the Government. But now is even the Vatican ignoring them in negotiations, to appease their Chinese counterparts? To “save the day” will we abandon our brothers and sisters? But they are the healthy limbs of the Church! (Of course, they too have their problems, especially when dioceses remain without bishops, which can only lead to disorder). Is silencing the underground community to please the government not a form of suicide?

In the recent negotiations there has been no mention of the case of Msgr. James Su Zhimin in prison for 20 years, Nor of Msgr. Thaddeus Ma Daqin of Shanghai under house arrest for more than three years, because these issues have been deemed “too sensitive” !?

In early September, some of the Shanghai faithful who were in prison for a long time, along with their relatives, went on a pilgrimage to Rome to commemorate the sixtieth anniversary of the outbreak of the great persecution on September 8, 1955. They were told: “Do not make any noise, the past is past, we have to look forward”!?

On a diplomatic level, the underground communities are the ace in the Holy See’s deck; if we amputate these limbs, what have we left in diplomatic standings to induce the other party to agree to our terms? By now, the government controls nearly all the official communities, while the underground communities are kept at bay by the Holy See. What do they still need to come to terms? They only need the signature of the Holy Father, a blessing, for this “Chinese Church.” Beijing has no intention of negotiating, only making demands. After such a signature they will force the faithful of the underground community to come out and surrender to those who were illegitimate bishops for a long time, maybe even excommunicated, but now, with a clean slate, without even showing any repentance, leaning only on the Government for their legitimacy, have become bishops in their own right.

G.

What makes me restless is the sight of our Eminent Secretary of State still intoxicated by the miracles of Ostpolitik. In a speech last year, at a Memorial for Card. Casaroli, he praised the success of its predecessor in having secured the existence of the Church hierarchy in the communist countries of Eastern Europe. He says: “In choosing candidates for the episcopate, we choose shepherds and not people who systematically oppose the regime, people who behave like gladiators, people who love to grandstand on the political stage.” I wonder: Who had he in mind while making this description? I fear that he was thinking of a Cardinal Wyszynski, a Cardinal Mindszenty, a Cardinal Beran. But these are the heroes who bravely defended the faith of their people! It terrifies me to realize such mindset, and I sincerely hope that I am wrong.

On the day that an agreement is signed with China there will be peace and joy, but do not expect me to participate in the celebrations of the beginning of this new Church. I disappear, I will start a monastic life to pray and do penance. I will ask the forgiveness of Pope Benedict for not being able to do what he was hoping that I could do. I will ask Pope Francis to forgive this old Cardinal from the peripheries for disturbing him with so many inappropriate letters.

The innocent children were killed, the angel told Joseph to take Mary and the Child and flee to safety. But today would our diplomats advise Joseph to go and humbly beg for dialogue with Herod !?

P.S.

Please let it not be said that I believe the only line of distinction is that of “official and underground”. The vast majority of the clergy and lay people who belong to the official community are faithful to the authority of the Holy Father. Many are suffering enormously because of the abnormal situation of their Church, they are saddened by the weakness or lack of rectitude of their pastors, sometimes they even try to prevent them from falling further. In many cases a united clergy and a faithful people can defend their pastor from further bullying from the Authorities.

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蔚和平神父追思彌撒

本文2015年12月31日登出,2016年1月3日修整。

(A)

教會禮儀在聖誕節翌日安排了首位殉道聖斯德望瞻禮,隔了一日又紀念被黑落德殺害的諸聖嬰孩,在小耶穌的馬糟前已流了不少鮮血。在這普天同慶的日子裡紀念亡者絕沒有什麼不適宜。

天主聖子降生成人,取了我們罪人的肉軀,為能參與我們的死亡,使我們能參與祂的復活、永生。我們為喪失朋友蔚神父而悲傷,但在信德中我們是充滿希望的。

彌撒是感恩祭,我們今晚為蔚神父豐盛的一生感謝天主,領洗的恩寵,聖召的恩寵,多姿多采為天主子民服務的恩寵。他的年齡祇是我的一半,但我多麼羡慕他:教育青年,傳教,栽培聖召,服務在社會邊緣、在貧困中生活的人們。恩寵越多責任越大。蔚神父一定感到自己欠天主很多,我們為他祈求慈悲的天主,彌補他的一切缺失。

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(B)

回歸後,我們和大陸的教會雖屬一個家庭,但看來像是兩個世界,我們享受信仰自由,他們還在水深火熱的教難中。我們那些兄弟姊妹為保持信仰要有極大的勇氣,付出極大的犧牲。

我們當然要盡力打破這兩個世界之間的隔膜,我們能獻出棉力幫助他們是我們的福份;他們的榜樣使我們慚愧,勉勵我們珍惜我們的信仰自由。但有人對我們兄弟之間的交流不太放心。這一年來公安多次叫蔚神父不要接觸陳樞機。其實我從來沒有主動接觸他,他也很少來港和我見過面。緊緊把我們連繫在一起的是我們對慈母教會的敬愛。

蔚神父離世已過了七七。國家公安到處裝了眼睛監視人民的行動,竟還未能為他的死因定案(一早就說他自殺了,後來改口說他們從沒有肯定他自殺),這叫我們怎能放心?既未定案我們不便猜測。但定了案我們能安心相信嗎?我們已學到在大陸除了有自殺也有「被自殺」的。無論如何這粒麥子已落在地裡,願它早日結出百倍的果實。

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(C)

有人傳給我蔚神父的一篇文章(不知有否刊出過),這篇文章充滿智慧。今晚如其聽我講道不如讓蔚神父講道。讓我把他的這粒智慧的種子種在你們心中。這文章的題目是「時間屬於祂」。在復活夜聖燭禮儀中主禮高聲宣講這真理「時間屬於祂」。既然「時間屬於祂」我們就不要心急。

在目下的情形中,中梵交談能有結果嗎?政府已穩固控制地上教會的「主教團」,他有理由把宗教自由還給教會嗎?就算達成協議,如果中國政制不徹底改變,有可能執行協議嗎?別的宗教有愛國會,天主教可沒有嗎?人民沒有言論自由,天主教徒可以有言論自由嗎?那麼怎麼辦?我們不能為了達成協議而放棄真正的宗教自由(教宗本篤在2007年給在中國教會的信中,第四章第七節,說過:「與合法的政權持續衝突並不能解決現存的問題,但同時,當政權不恰當地干涉教會的信仰和教律時,我們亦不能就此屈從」。教宗方濟各在韓國對亞洲主教們也說過:「在對話時,我們不能否定我們的本質放棄我們的原則,負賣我們的信仰」)。

現在得不到宗教自由,不要緊,我們能等,初期教會不是等了三百年嗎?但在等待中我們還是能默默耕耘,誰也阻不了我們傳耶穌的福音,做光做鹽。(這正是教宗本篤在九年前的斯德望瞻禮日,向我國教友說的:「我特別記得教難中的兄弟姊妹,求主幫助他們恆心到底,就算面對眼前全面的失敗也不要灰心」。教宗方濟各曾在問候新祝聖的主教們時也說過:「我們記得那些不能來參加這聚會的兄弟們,我們大家鼓勵他們:他們的苦難一定會帶來偌大的收獲。」)

蔚神父也有充滿智慧的話送給我們教廷的高官。我希望有機會傳給他們。他說:「在這等待的期間,不要為了討好中共政府放棄自己該做的事,要鞏固忠於教宗的主教、神父、教友,給他們精神力量的支持。」(有人會說:這是「搞對立」。這使我記起出名的希臘寓言。一隻在上流飲水的狐狸,見到在下流飲水的羔羊,竟對他說:「你污濁了我飲的水,我要懲罰你。」我們希望牧羊者及時來救這隻羔羊。)

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總結:

各位教友,我們為蔚神父豐盛的一生感謝了天主。蔚神父的死因至今未有定案使我們不安。我們要用祈禱來支持大陸的兄弟姊妹。

蔚神父提醒我們「時間屬於天主」,讓我們感恩接受他富有智慧的反省:不為了眼前的成功負賣良心,在耐心等待美好的將來時,勇敢地、謙虛地做我們信徒該做的事。

* 註:C段三個括號中是作者的註解。

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陳樞機講聖經故事

有信徒成功申請「社區參與廣播服務試驗計劃」,10月12日起逢週一晚9:00-10:00在香港電台數碼31台播放聖經故事廣播劇,並邀請我解說,引領聽眾思考生命。

共十三集的《陳樞機講聖經故事》依據聖經改編,講述諾厄、亞巴郎、若瑟、梅瑟、達味、耶穌等的故事。節目尾段設五分鐘訪問,由宗教學者解說該集聖經故事內容,以及當中的道理如何套用於現實生活中。

讀者可透過港台網站(http://dab31.rthk.hk)收聽節目及重溫。

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- 相關資訊見FB「陳樞機講聖經故事」,相片取自該FB http://on.fb.me/1NplNMu

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