Lettera aperta al Cardinale Sarah

A Sua Eminenza

Card. Robert Sarah

Care Eminenza,

Dolore ed indignazione invadono il mio cuore a sentire certe incredibili notizie: hanno proibito le messe private in S. Pietro!?

Se non fosse per le restrizioni imposte dalla Coronavirus io prenderei il primo volo per venire a Roma e mettermi in ginocchio davanti alla porta di Santa Marta finchè il Santo Padre faccia ritirare quell’editto.

Era la cosa che più fortificava la mia fede ogni volta che venivo a Roma: alle sette precise si entra in sagrestia (incontravo quasi sempre il sant’uomo, l’Arcivescovo e poi Cardinale Paolo Sardi), un giovane prete si fa avanti e mi aiuta a vestire i paramenti, poi mi portano ad un altare (in Basilica o nelle grotte non fa differenza per me, siamo nella Basilica di San Pietro!). Penso che sono state le messe che, in vita mia, ho celebrato con più fervore e commozione, qualche volta con le lacrime pregando per i nostri martiri viventi in Cina (ora abbandonati e spinti nel seno della chiesa scismatica dalla “Santa Sede” [cosi si presentava quel documento del giugno 2020 senza firme e senza la revisione della Congregazione per la Dottrina]).

È momento di ridimensionare lo strapotere della Segreteria di Stato. Via le mani sacrileghe dalla casa commune di tutti i fedeli del mondo! Si accontentino di giuocare la diplomazia mondana con il padre della menzogna. Facciano pure della Segreteria di Stato “un covo di ladri”, Ma lascino in pace il devoto popolo di Dio!

“Era notte!” (Giovanni 13:30)

suo fratello

Giuseppe Zen, SDB

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