Non sono ancora riuscito a capire per che cosa dialogano con la Cina

Risposta a “Ecco perché dialoghiamo con la Cina”, l’intervista che Sua Eminenza il Cardinal Parolin ha concesso a Gianni Valente (cioè l’intervista cucinata insieme tra i due).

Ho letto più volte l’intervista, ora la leggo di nuovo (anche se la lettura mi ripugna) per poter onestamente fare i miei commenti.

Sono grato a Sua Eminenza perché ha riconosciuto che “è legittimo avere opinioni diverse”.

(1)

Anzitutto si nota l’insistenza con cui Sua Eminenza afferma che il suo punto di vista e lo scopo delle sue attività sono di natura pastorale, spirituale, evangelica e di fede, mentre il nostro pensare ed agire è solo in chiave politica.

Quello che vediamo invece è che egli adora la diplomazia dell’Ostpolitik del suo maestro Casaroli e disprezza la genuina fede di coloro che con fermezza difendono la Chiesa fondata da Gesù sugli Apostoli da ogni ingerenza di potere secolare.

Non posso dimenticare il mio stupore leggendo qualche anno fa un suo discorso riportato sull’Osservatore Romano dove egli descrive gli eroi della fede nei paesi centro-Europei sotto il regime comunista (Card. Wyszynsky, Card. Mindszenty e Card. Beran, pur senza nominarli) come “gladiatori”, “gente sistematicamente contraria al Governo e avida di apparire sul palcoscenico politico”.

(2)

Si nota pure la ripetuta menzione della sua compassione per le sofferenze dei nostri fratelli in Cina. Lacrime di coccodrillo! Di che sofferenza parla? Sa benissimo che essi non temono la povertà, né la limitazione o privazione della libertà e neppure la perdita della vita. Ma egli non stima affatto tutto questo (sono “gladiatori”!)

Parla anche delle ferite ancora aperte e per curarle intende applicare “il balsamo della misericordia”. Ma di che ferite parla?

Verso la fine dell’intervista, ad un certo punto dice: “Con franchezza, … dirò: sono anche convinto che una parte delle sofferenze vissute dalla Chiesa in Cina non sia dovuta tanto alla volontà delle singole persone, quanto alla complessità oggettiva della situazione”.

Dunque, sa benissimo che nella Chiesa in Cina non si tratta (se non raramente) di offese o risentimenti personali, ma tutti sono vittime della persecuzione da parte di un potere totalitario ateo. Usare il balsamo della misericordia? Ma non sono offese personali da perdonare. È una schiavitù da cui liberarsi.

Misericordia per i persecutori? Per i loro complici? Premiare i traditori? Castigare i fedeli? Forzare un vescovo legittimo a cedere il posto ad uno scomunicato? Non è piuttosto mettere sale sulle ferite?

Torniamo alla “situazione oggettiva”. Lo stato doloroso non è stato creato da noi, ma dal regime. I comunisti vogliono schiavizzare la Chiesa. C’è chi rifiuta questa schiavitù, c’è chi la subisce, purtroppo c’è anche chi l’abbraccia.

Davanti a questa realtà è possibile non parlare di “potere, resistenza, scontro, compromesso, cedimento, resa, tradimento”?

Parolin vuole che parliamo di comunione e collaborazione. Ma ci sono le condizioni? Dove unirci? Come collaborare? Veniamo ad analizzare le due cose fondamentali da chiarire.

(3)

Qual’è l’unità che si vuole raggiungere?

    a)     Sua Eminenza loda i cattolici cinesi e afferma che “non ci sono due Chiese Cattoliche in Cina”. Se non mi sbaglio, sono stato io il primo ad affermare questo in una riunione del Sinodo dei Vescovi, in quanto, nell’una e nell’altra comunità, i fedeli nel loro cuore sono fedeli al Papa (oggi con l’aumentare degli opportunisti nella comunità gestita dal Governo non oso più applicare l’affermazione a tutta la Chiesa in Cina).

Ma Parolin non può negare che, per il momento, ci sono due comunità con due strutture basate su due principi diversi, opposti. Una struttura è fondata sul principio del Primato di Pietro su cui Gesù ha stabilito la sua Chiesa, l’altra struttura è imposta da un Governo ateo intento a creare una Chiesa scismatica soggetta al suo potere.

    b)     Eliminare questa divisione e rifare l’unità dev’essere il desiderio di ogni cattolico, ma non con un colpo di spugna, tanto meno manipolando la Lettera di Papa Benedetto.

Nella Lettera del Papa Emerito c’è questo paragrafo (8.10): “Alcuni (vescovi) non volendo sottostare a un indebito controllo, esercitato sulla vita della Chiesa, e desiderosi di mantenere piena fedeltà al Successore di Pietro e alla dottrina cattolica, si sono visti costretti a farsi consacrare clandestinamente. La clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa, e la storia mostra che pastori e fedeli vi fanno ricorso soltanto nel sofferto desiderio di mantenere integra la propria fede e di non accettare ingerenze di organi statali in ciò che tocca l’intimo della vita della Chiesa.” Il Padre Jeroom Heyndrickx citando fuori contesto la frase “la clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa” prese come sua missione di spargere la voce in tutta la Cina (dove godeva grande libertà di movimento): “Ormai non ci deve essere più comunità clandestina, tutti devono venire all’aperto, cioè entrare a far parte della comunità soggetta al Governo.

Nella Commissione per la Chiesa in Cina abbiamo fatto notare questo grande errore, ma sia la Segreteria di Stato sia la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli hanno ignorato questo avvertimento, ovviamente sostenevano l’idea del Padre Heyndrickx.

Solo dopo due anni, quando questo errore aveva già fatto danno immenso, siamo riusciti a far mettere nel volumetto “Compendium” alcune note che cercano di distinguere la riconciliazione dei cuori dall’unità nelle strutture.

    c)     Parolin dice che non si deve “mantenere una perenne conflittualità tra principi e strutture contrapposti”. Ma ovviamente questo non dipende da noi soli, perché una delle due strutture è sotto il potere del Governo, il quale la controlla già sicuramente e non dà nessuno segno di rinunciarvi.

Papa Benedetto dice che il cammino della unità “non é facile e che non potrà compiersi dall’oggi al domani” (6.5, 6.6).

Ma i nostri diplomatici vogliono realizzare subito un miracolo e accusano gli altri di “aggrapparsi allo spirito di contrapposizione per condannare il fratello” e di “utilizzare il passato come un pretesto per formentare nuovi risentimenti e chiusure” e di “non essere pronti a perdonare, ciò significa, che vi sono altri interessi da difendere”.

Come sono crudeli questi rimproveri rivolti a membri fedeli della Chiesa, che per lunghi anni hanno sofferto ogni specie di privazione e vessazione per la loro fedeltà alla vera Chiesa!

Quando l’altra parte non ha nessuna intenzione di rispettare l’essenziale natura della Chiesa Cattolica e dalla nostra parte si vuole ad ogni costo venire ad una unificazione, c’è una sola scelta possibile, quella di forzare tutti ad entrare nella “gabbia”.

    d)    Con la soluzione della “gabbia ingrandita” si camminerà insieme? Un cammino nuovo? Con serenità? Con fiducia?

Si dice che sarà un cammino graduale, ma supponiamo che i pianificatori abbiano in mente già quale sarà il segunte passo dopo la legittimazione degli illegittimi.

Cosa ne sarà dei Vescovi legittimi secondo la legge della Chiesa ma non riconosciuti dal Governo? Saranno “accettati”? Cioè ammessi pure nella gabbia? Sarà finalmente “una” conferenza episcopale legittima? (Con il Governo che tiene la chiave della gabbia?)

Parolin e compagnia riconoscono che questa soluzione non è perfetta, è un minor male. Si può sopportare e soffrire un male (danno), ma non si può mai fare un male (peccato), grande o piccolo che sia.

Soffrire che altri creino una Chiesa scismatica può essere inevitabile, ma non possiamo noi aiutare la sua creazione.

Del resto non c’è da temere una chiesa scismatica creata dal partito, svanirà col cadere del regime. Sarà, invece, orribile una chiesa scismatica con la benedizione del Papa!

(4)

Chiarita la natura dell’unità da raggiungere è facile considerare il seguente problema: Come si fa a raggiungere tale unità?

Con la riconciliazione (ad intra) e con il dialogo (con il Governo).

    a)    La riconciliazione non è senza difficoltà ma possibile, perché dipende solo dalla nostra buona volontà, il dialogo col Governo è più difficile.

    b)    Papa Francesco a Seoul aveva detto: “La prima condizione di un dialogo è la coerenza con la propria identità.

È questione di onestà, di giustizia. Bisogna sapere e far sapere dove desideriamo arrivare, cioè, secondo la nostra coscienza quale sarà una buona conclusione del dialogo. Nel nostro caso, ovviamente è: “una vera libertà religiosa la quale non solo non nuoce ma favorisce il vero bene della Nazione”.

Riusciremo in questo dialogo? C’è speranza di successo? C’è almeno un minimo di fondamento nella presente situazione, quando il Partito Comunista Cinese è più che mai potente e prepotente? Quando, sia le sue azioni come i suoi pronunciamenti sono nella direzione di un più ferreo controllo di ogni religione, ma in modo speciale delle religioni cosiddette “straniere”.

I Comunisti non sentono neanche più il bisogno di salvare le apparenze. Fotografie fanno vedere che è lo Stato che gestisce la Chiesa Cattolica in Cina la quale ormai non è più Cattolica ma cinese, scismatica. (È un ufficiale del Governo che presiede alla riunione [sempre] congiunta dell’Associazione Patriottica e della cosiddetta “conferenza episcopale”) I Papi si astengono dall’usare la parola “scisma” per compassione per coloro che vi si trovano non di propria volontà ma sotto grave pressione.

Da quel che vediamo, la Santa Sede sta accettando proprio questa inaccettabile realtà. (È sicura che sta facendo il bene della Chiesa?)

Il dialogo per essere vero deve partire da una posizione di eguaglianza. Non c’è vero dialogo tra il carceriere e i prigionieri, tra il vincitore e i vinti. Ma i nostri sembra proprio che partano da una posizione di debolezza. Fonte attendibile dice che la Delegazione vaticana non ha potuto discutere sul caso del Vescovo Giacomo Su Zhi Min nelle mani del Governo da più di vent’anni, perché loro hanno rifiutato. A me sembra che i nostri avrebbero dovuto lasciare il tavolo delle trattative e tornare a casa. Accettare il loro rifiuto equivale a mettersi in ginocchio fin dall’inizio.

Dopotutto noi non siamo i vinti. I nostri diplomatici non sanno che i fedeli della comunità clandestina costituivano, e forse ancora costituiscono, la maggioranza? Che in diversi luoghi hanno chiese e cattedrali? Che in città, dove ovviamente non possono avere chiese, dicono Messe nelle case private non disturbati dalle autorità di pubblica sicurezza che sono pure al corrente di tutto. Purtroppo dal febbraio 2018 possiamo aspettarci un molto più severo controllo da parte del Governo sulle attività di questi nostri fratelli, anche perché il Governo sa di avere ormai anche il consenso della Santa Sede.

    c)    Mentre sostiene la necessità del dialogo all’esterno col Governo, il Vaticano ha soffocato il dialogo all’interno della Chiesa. Con un gesto sommamente maleducato ha liquidato senza una parola la Pontifica Commissione per la Chiesa in Cina costituita da Papa Benedetto. Si è disfatta dell’unica voce competente cinese in Vaticano l’Arcivescovo Savio mandandolo Nunzio in Grecia. Altroché “trovare sintesi di verità”! Altroché “scoprire insieme il disegno di Dio”! Essi sono sicuri di “aver considerato tutto adeguatamente”.

(5)

La cosa più ripugnante che trovo in tutta l’intervista è lo sfruttamento disonesto di espressioni della Lettera di Papa Benedetto, facendo apparire come se egli Parolin fosse un fedele sostenitore del Papa Emerito, mentre in realtà egli e l’allora Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli hanno vanificato tutti gli sforzi di Papa Ratzinger di riportare la Chiesa in Cina sulla strada giusta.

All’inizio e alla fine dell’intervista ha rispettivamente fatto due citazioni.

    a)     Al Capitolo 4 Paragrafo 7 Papa Benedetto dice: “La soluzione dei problemi esistenti non può essere perseguita attraverso un permanente conflitto con le legittime autorità civili; nello stesso tempo, però, non è accettabile una arrendevolezza alle medesime quando esse interferiscano indebitamente in materie che riguardano la fede e la disciplina della Chiesa.”

    b)     Al Paragrapho 6 aveva detto: (Citando “Deus caritas est”) “La Chiesa non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia.”

In tutte e due le citazioni, Parolin ha sfruttato la prima metà, tralasciando l’altra metà facendo perdere l’equilibrio del pensiero di Papa Benedetto.

(6)

Date le recenti controversie non posso in questa occasione mancare di far chiarezza sul mio rapporto con Papa Francesco il quale ogni volta che lo incontro mi colma di tenerezza.

È vero che le mie rivelazioni dei colloqui privati possono avergli causato imbarazzo. Questo mi dispiace. Ma sono tuttora convinto che c’è divario tra il modo di pensare di Sua Santità e il modo di pensare di suoi collaboratori, i quali hanno buon giuoco a sfruttare l’ottimismo del Papa per perseguire i loro fini. Fino a prova contraria sono convinto di aver difeso il buon nome del Papa dalla responsibilità di cose sbagliate provenienti dai sui collaboratori e di aver comunicato i suoi incoraggiamenti ai miei fratelli in Cina che si trovano, come diciamo in Cina, “nel fuoco ardente e nelle acque profonde”.

Se, per caso, un giorno un cattivo accordo viene firmato con la Cina, ovviamente con l’approvazione del Papa, io mi ritirerò in silenzio a “vita monastica”. Certamente come figlio, anche se indegno, di Don Bosco non mi farò capo di una ribellione contro il Romano Pontefice, Vicario di Cristo in terra.

Preghiamo per Papa Francesco “che il Signore lo conservi, gli dia vigore, lo renda felice, e lo salvi dalle mani dei suoi nemici.”

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東拉西扯

- 有些關心我的人勸我不要多講話了,還是多祈禱吧。當然多祈禱絕對正確,我們的希望全該放在天主身上,並依靠聖母的轉求。

- 勸我不要多講話的人大概是怕話講得多了也容易被人攻擊。這我倒不怕,祇要我肯定講的是公道的話,有益的話,那末憑我的年齡已不怕什麼得失了。

- 我之所以還想多嘴,是因為我怕很快我再不能講話了。請大家容忍我。

今天我想講的:

 (一) 本主日第一篇讀經是約伯書,他承受「苦痛的長夜」,他說「我的眼晴也看不見幸福」。但答唱詠(詠146)立即回答說「請讚頌上主,他醫治了破碎的心靈」。

大陸的兄弟姊妹這幾天聽到了梵蒂岡準備向中共屈服了,心裡大概很不舒服。見非法、絕罰的主教都將被合法化了,而合法的反被逼退下了,那末地下的合法的主教們,不都會為他們的命運擔憂嗎?神父、教友們想想不久就要服從及尊敬那些今天是非法、絕罰的,明天因政府撐腰而獲教廷認為合法的主教,會有多少苦痛的長夜?

不要說明天,就是今天大災禍也已開始了。從二月一日開始政府會嚴厲執行宗教規則了,上海地下神父已通知教友們不要去參與彌撒了,固執不聽話的大概會被拘捕了!

不要害怕!天主會醫治破碎的心靈!

 (二) 教廷國務卿說「我們了解中國兄弟姊妹們昨天和今天的苦痛」。哎呀!這個少信德的人,他懂什麼是真正的苦痛?!大陸的兄弟們不怕傾家蕩產,不怕鐵窗風味,也不怕傾流鮮血,他們最大的痛苦是被「親人」負賣!

帕羅林也作了一大篇訪問,全是似是而非的謬論(希望不是心口不一)。不過最不體面的,是一位堂堂國務卿竟敢侮辱榮休教宗本篤十六世,斷章取義地引用了他十年前給國內教會的信。帕羅林祇說教宗本篤說了「與合法的政權持續衝突並不能解決現存的問題」,但教宗本篤接着說的話他卻沒有提了:「同時,當政權不恰當地干涉教會的信仰和教律時,我們亦不能就此屈從(信4.7)」

Non è decente per un alto ufficiale della Santa Sede manipolare la lettera di un Papa, anche se già ritirato, citando la frese (4.7): “la soluzione dei problemi esistenti non può essere perseguita attraverso un permanente conflitto con le legittime Autorità civili” nascondendo che la lettera segue immediatamente dicendo“nello stesso tempo, però, non è accettabile un’arrendevolezza alle medesime quando esse interferiscano indebitamente in materie che riguardano la fede e la disciplina della Chiesa.”

教宗方濟各在亞洲青年日,在韓國,對亞洲主教們也說了「對話的第一個條件是要忠於自己的本質(Coherence to one’s own identity)。

「教廷高層消息人士」很謙虛地說:「我們仍將像籠中鳥,但鳥籠會大點……我們將寸土必爭鳥籠的空間。」天呀!問題不是鳥籠的大小,是誰在鳥籠裡呀?!地下團體的教友本不在鳥籠裡,現在是你們要逼他們進鳥籠,和已在鳥籠中的「合一」!?當然在籠中有些是奴隸,但有一些是甘願在籠中耀武揚威的奴才。(我是第一個說了在中國祇有一個教會,地上教會的人心中也都愛教宗。現在我不敢這樣說了。)

既然我已決定以真理及公義為優先價值(我所說的都是為了保護教宗的聲譽及給大家澄清教會的道理),我也不妨告訴大家:三年前我得到教宗方濟各私人接見。我用了四十分鐘向他報告了我對「對話」的看法,教宗留心聽了我四十分鐘,沒有打斷我,祇有當我說「大陸地上教會客觀來說已是裂教(獨立自辦,政府辦教)」,教宗說:「當然啦!」(“Certo!” “of course”)。

 (三) 昨天不少人親身或電話來「安慰我」,因為我被教廷發言人痛駡了。這又是一個大誤會,我絕不需要同情,不如讓我們一齊去安慰那發言人吧!他才是籠中鳥,被逼擔任這麼尷尬的職務:這次他這麼有效率,第一時間對我的言論作了批評(當然是別人寫了,他讀出來的)。但一年多前,國內開第九屆中國天主教代表大會前,他不是說「看了大會確切的事實後才會作出判斷」嗎?(“Holy See is waiting for hard facts before it makes a judgment” “La Santa Sede attende di giudicare in base a fatti comprovati.”)已一年多了,我們還在等着那判斷哩!

(四) 南華早報的那評論員A. L.也很值得同情,他每天都要找個對象來批評、來諷刺,他該是萬能博士(能談論de omnibus et aliquibus aliis, 所有的題目,還有另外的一些。)他那天寫了文章說我喜歡政治多過宗教。我想提醒他 “Where angels fear to tread, the fools rush in”,他懂什麼是宗教?什麼是信德嗎?他說我決定要大陸的信友受苦,他懂得:為有信德的人什麼才是真的痛苦嗎?不過他最後一句話倒說對了:“The Vatican has to readjust its wordly diplomacy, whatever its spiritual preferences.” 不過,那些不祇是preferences,是not-negotiable principles!

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答覆幾位記者朋友關於梵蒂岡國務院昨天發出的「聲明」

今天早晨我答應幾位記者朋友關於梵蒂岡國務院昨天發出的「聲明」,我會一次答覆他們的問題。

該「聲明」說了三件事

1.(直接):教宗知道他們在做什麼

2.(間接):教宗同意他們做的

3. 我的言論引起混亂和爭論

甲.

(1)其實我的文章中沒有說教宗不知道,但教宗確實對韓總主教說了「那小組為什麼沒有和我商量」。

(2)教宗對我說的話確實表示他和他們的看法不同,那末「聲明」既不可能懷疑教宗說了謊言,就是肯定我說了謊話。

我的文章說他們做了壞事(錯事?)卻沒有說他們說了謊,現在卻需要讀者判斷是我還是他們說了謊。

乙.如果他們強調的正是(2),那末也就是說教宗同意他們做的那些事。也就是要教宗為他們做的(壞)事負責了。那也就是我的文章想阻止的。

丙.我當然知道我的言論會引起爭論,但不是混亂,我希望爭論的結果是:大家承認他們現在做的是壞事(錯事?),他們該懸崖勒馬了。


My “over-all” answer to questions put to me by friends in the media, after the Press release by the Holy See (or the Secretariate of State?).

The Press release includes 3 statements:

  1. The Pope knows what “they” are doing.
  2. The Pope approves what they are doing.
  3. My article causes confusion and controversy.

A.

(1) I did not say that the Pope doesn’t know what they are doing. But, as a matter of fact, the Pope did tell Archbishop Savio “why that Commission has not conferred with me?”

(2) I did mean that there is difference between what they are doing and the mind of the Holy Father. Now the Declaration denies that. That means they accuse me to be a liar.

I accuse them of doing bad things (wrong things?) but not to be liars. Now people have to make up their mind: who, I or they, must be liar.

B.

If the point (2) is what they are actually most interested in, then they are making the Holy Father responsible for all their evil doings, which is precisely what I tried to prevent.

C.

I was well aware that my article would cause controversy, but my hope is that the controversy may bring to a good conclusion: an agreement that the things “they” are doing are bad (wrong ?), and consequently they must change direction.

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Agli amici giornalisti

Agli amici giornalisti

Lunedì 29 Gennaio 2018

Da quando l’Asianews ha rivelato alcuni fatti recenti, nella Chiesa in Cina, di Vescovi legittimi chiesti dalla “Santa Sede” di dimettersi per far posto a “vescovi” illegittimi o perfino scommunicati, differenti versioni dei fatti ed interpretazioni hanno creato confusione nella gente. Molti, sapendo della mia recente visita a Roma, si sono rivolti a me per chiarificazioni.

In ottobre 2017 Mons. Zhuang di Shantou dopo aver ricevuto la commnunicazione dalla “Santa Sede” in cui gli chiedevano di dimettersi per far posto ad un “vescovo” scomunicato, mi aveva pregato di far arrivare una sua lettera al Santo Padre. Io ho mandato qualcuno a portare la lettera al Prefetto della Congregazione per L’Evangelizzazione dei Popoli accludendo una copia per il Santo Padre, non so se essa sia arrivata sul tavolo del Papa.

Fortunatamente l’ Arcivescovo Savio Hon Tai Fai era ancora a Roma, cosi nella sua visita di congedo dal Papa ha potuto presentare a Sua Santità i due casi di Shantou e di Mindong. Il Santo Padre si è mostrato sorpreso e promise di interessarsi della cosa.

Data detta assicurazione del Papa, le notizie di Dicembre (il Vescovo Zhuang portato dagli ufficiali del Governo a Beijing per incontrare una “Delegazione dal Vaticano”) mi sorpresero e mi rattristarono non poco. Allora, quando l’anziano Presule, profondamente addolorato, mi pregò di far arrivare la sua risposta al messaggio portatogli dalla “Delegazione dal Vaticano”, non potevo certamente dirgli di no.

Ma che cosa potevo fare per essere sicuro che la sua lettera arrivi al Santo Padre, quando non sono sicuro neande io se le mie lettere arrivino nelle mani del Papa?

Per essere sicuro che la nostra voce arrivi al Santo Padre ho preso prontamente la decisione di andare personalmente a Roma. Partii la notte del 9 gennaio ed arrivai a Rome mattina presto del 10, appena in tempo (a dire il vero, con un leggero ritardo) per essere presente alla Udienza Generale che il Papa tiene ogni mercoledì mattina. Alla fine dell’udienza i Cardinali e Vescovi sono ammessi al “baciamano”, approfittando di questo consegnai nelle mani di Sua Santità la busta, contenente la lettera in cinese di Mons. Zhuang, la mia traduzione in italiano ed una mia lettera, dicendo che ero venuto a Roma per il solo scopo di consegnare a Sua Santità la lettera, sperando che trovi tempo a leggerla.

Speravo che la mia presenza all’udienza non fosse troppo visiblie, ma il mio arrivo in ritardo la rese particolarmente vistosa. Comunque adesso chiunque può vedere sull’internet, dalla Stazione televisiva del Vaticano, tutta la scena del mio incontro con il Papa nell’Aula Paolo VI.

A Roma ho avuto un incontro con il Direttore dell’Asianews, e gli ho conmunicato le mie informazioni, gli ho detto di non scrivere niente, egli acconsentì. Ma ora che le informazioni gli sono arrivate da altre fonti, posso confermare che esse corrispondono alle mie. (l’Asianews dice, tra l’altro, che “crede” essere Arcivescovo Claudio Celli quel Vescovo che era a capo del gruppo venuto da Roma. Io non so in quale capacità l’arcivescovo Celli fosse stato a capo del gruppo, ma è molto verosimile che sia stato proprio egli lì a Roma.)

In questo momento cruciale, data la confusione di informazioni, io, avendo avuto da fare direttamente con Santou e indirettamente con Mindong, mi sento obbligato a condividere le mie informazioni con tutti quelli che sono sinceramente interessati a conoscere la verità, ne hann diritto. Sono consapevole che faccendo cosi posso entrare sul campo minato dei “segreti”. Ma la mia coscienza mi dice che in tali casi il diritto alla verità ed alla giustizia hanno il sopravento sul “dovere del segreto”.

Basandomi su questa convinzione voglio ora communicarvi anche ciò che segue:

Nel pomeriggio di mercoledì 10 gennaio una telefonata da Casa “Santa Marta” mi communicava che il Santo Padre mi avrebbe ricevuto in udienza privata la sera del venerdi 12 (il Bollettino del Vaticano ha pubblicato la notizia solo alla Domenica). Quello è l’ultimo giorno dei miei 85 anni di vita. Quale grazia dal Cielo! (E noto che il Santo Padre era in procinto di intrapendere un lungo viaggio, dovera essere molto occapato.)

Quella sera abbiamo aveto non meno di una mezz’ora di conversazione. Io parlavo un pò emozionato ed in modo disordinato, ma penso di essere riuscito a trasmettere a Sua Santità le ansie dei suoi figli fedeli in Cina.

La più importante domanda che ho fatto al Santo Padre (che doveva aver già letto dalla lettera) era: se aveva avuto l’opportunità di interessarsi dei casi riferitegli dall’arcivescovo Savio Hon. Nonostante il pericolo di essere accusato di violare un segreto, voglio dirvi la risposta del Papa: “Si, ho detto loro (i suoi ufficiali Vaticani) di non creare un’altro caso Mindszenty!” Io ero lì davanti al Santo Padre rappresentando i miei fratelli perseguitati in Cina, le parole consolanti ed incoraggianti del Pontefice dovevano essere più per loro che per me.

La parole del Papa con il suo riferimento alla memoria dell’eroico Card. Josef Mindszenty non potevano essere più chiare ed appropriate. (Card. Mindszenty era l’arciveseo di Budapest, Primate dell’Ungheria, soffrì terribilmente sotto la persecuzione, con parecchi anni di prigionia. Durante i pochi giormi della rivoluzione del 1956 i rivoluzionari lo liberarono dalle prigioni. Prima che l’armata rossa avesse soppressa la rivoluzione, egli si rifugiò nell’ambasciata statiunitense. Dietro insistenza del governo ungherese il Vaticano ordinò a Mindszenty di lasciare il suo paese, e subito dopo nominò il suo successore di gradimento del governo.)

Con questa rivelazione credo di aver soddisfatto al diritto alla verità ed alla giustizia, sia dei miei fratelli in Cina sia dei miei amici che lavorano nei media.

Ora non ci rimane che il dovere di pregare per il sommo Pontefice. Mi sembra quanto mai opportuno il tradizionale canto “Oremus”.

“Oremus pro Pontifice Nostro Francisco.

Dominus conservet eum

et vivificet eum

et beatum faciat eum in terra

et non tradat eum in animam inimicorum ejus.”

—————————–

Penso opportuno aggiungere ancora qualche spiegazione su alcune questioni.

1. I Vescovi anziani non dovrebbero ritirarsi? La legge dell’età non è mai stata messa in vigore in Cina. Eppure molti vescovi anziani della Communità claudestina hanno da anni chiesto alla Santa Sede di dare loro un successore, ma nessuna risposta. Per alcune dioceci il successore è già nominato ( e c’è perfin0 già la Bulla della nomina) ma viene l’ordine di non procedere all’ordinzaione per paura di dispiacere al governo.  La questione ora è di cedere il posto a “vescovo” illegittimo e scommunicato!

2. Oltre Shantou e Mindong ci sono altri 5 posti dove c’ è un vescovo illegittimo od anche scomuicato. Non so se la Santa Sede stia proseguendo con la stessa politica. Ho visto copia di una lettera che una fervente cattolica, già professoressa universitaria, ha scritto a S.E, Mons Celli dicendogli di non favorire la legittimazione di Lei Shi Ying di Sichuan.

3. Accetto di essere qualificato come pessimista riguardo alla presente situazione della Chiesa in Cina, ma questo pessimismo ha fondamento nella mia lunga esperienza diretta. Dal 1989 al 1996 lavoravo sei mesi all’anno in Cina, insegnando filosofia e teologia nei Seminari della Communità ufficiale. Ho visto con i miei occhi la schiavitù e l’umiliazione a cui sono sottomessi i nostri poveri Vescovi.

Di recente niente mi consiglia di cambiare il mio stato di pessimismo. Il governo ha fatto più stretti regolamenti per attività religiosa. Altri regolamenti già esistenti ma non attivati adesso viene l’ordine di eseguirli strettamente (dal 1 febbraio i fedeli non possono più attendere a Messa nella Communità claudestina!).

4. Quelcuno dice che gli sforzi del dialogo sono per evitare eventuale scisma nella Chiesa. Ma lo scisma c’è, oggettivamente (Chiesa indipendente dall’autorità di Roma). I Papi hanno evitato di usare la parola “scisma” perchè in quella “chiesa” non tutti si trovano di loro propria libera volontà, sono sotto seria oppressione. L’unità che il Vaticano sta cercando di realizzare è quella di forzare tutti ad entrare in quella chiesa scismatica, che non cambierà la natura, ma solo sarà ingrandita, consolidata e con la benedizione del Papa. Gli opportunisti che vi si trovano già, saranno felici di aver fatto da tempo la scelta indovinata, e molti altri ci entreranno ormai con buona coscienza, perchè ciò è voluto dal Vaticano.

5. Non è bene una conciliazione tra Cina e Vaticano? Ma è possible un accordo con un potere totalitario? Devi o arrenderti o subire persecuzione, ma rimanendo fedele alla propria coscienza. (Immagini un accordo tra San Giuseppe e Re Erode?)

6. Cardinale Zen pensa che il Vaticano stia vendendo la Chiesa? Sì, se vanno avanti nella direzione che vediamo in questi ultimi anni e mesi.

7. Qualche esperto dice che non è logico pensare che Xi Jinping voglia una politica religiosa pùi restrittiva. Ma non stiamo ragionando sulla logicità. Stiamo cercando di conoscere la realtà vera e cruda.

8. Il Cardinale Zen è il maggior ostacolo per un accordo tra la Cina ed il Vaticano? Se un accordo è cattivo (cattivo per tutte e due le parti), sono ben lieto di esserne l’ostacolo.

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新聞界的各位朋友

二零一八年一月廿九日

新聞界的各位朋友

亞洲通訊社日前報導了一些消息,關於中國大陸天主教某些合法主教被教廷要求辭職,為讓位給非法的,甚或被絕罰的,所謂主教。接着,在媒體上出現了一些不同的陳述和解釋,相當混亂,大家又知道我早前曾去羅馬,就都來問我能否為事件作出一些澄清。

其實去年十月汕頭莊建堅主教已收到教廷的指示,他請我幫他聯絡教廷。我托人親手把他的信送去傳信部,又請傳信部部長轉交一份副本給教宗,不過我不知道那副本是否到達教宗枱上。還好那時韓大輝總主教還在羅馬,他向教宗道別時有機會和他談了汕頭及閩東的事,原來教宗並不知情,且答應韓總主教他會關注。

聽了韓總主教轉告我教宗說的話我放心了。但十二月發生的事使我更加吃驚。當傷心而年老的莊主教請我把他對「教廷赴北京代表團」所傳訊息向教宗回應的信傳去羅馬,我當然一口答應了。但我有什麼辦法能保證他的信能到教宗手裡(我自己的許多信也不肯定是否到了他手裡)?

為能肯定教宗聽到我們的聲音,我毫不猶疑決定去羅馬走一趟。我一月九日晚上啟程,十日清早到羅馬正好及時趕到(該說「稍遲到」)參與教宗每星期三公開接見教友的udienza。在udienza完結前樞機和主教們能向教宗行「親手禮」並交換兩句話。我就在這機會上把信件交在教宗手裡(莊主教的信,我的意文譯文及我的一封信),我對教宗說我來羅馬就是為能把信交到他手裡,希望他有空看看。

我本來希望我的出現不要引起太多注意,但我的遲到使大家格外注意到我的在場。其實現在誰也可以在網上見到梵蒂岡電視台的錄影(有些傳媒報導錯了,udienza是在保祿六世大禮堂,不是在伯多祿廣場;我雖稍遲到,卻沒有需要「在寒冷中排隊等候入場」)。

在羅馬我見過亞洲通訊的貝納德(B. Cervellera)神父和他談了我來羅馬的目的,但我請他不要寫任何新聞,他答應了。但現在既然另有人向他詳細報告了汕頭的事情,我也不介意肯定那報告是正確的(至於那報告中說「相信」那位率領教廷到北京見莊主教一組人的那位主教是克勞迪奧‧瑪利亞‧切利(Claudio Maria Celli),我不知道他以什麼身份參與了這事,但我也有理由「相信」那人正是切利總主教)。

在這關鍵的時刻,訊息又混亂,我既直接知道汕頭的事,又間接知道閩東的事,覺得有責任分享我對事件的瞭解,關心教會的人有權到知道真相。那末我這樣做會不會洩漏一些秘密呢?我以為在這事上「知情權」跨越「保密的責任」。

抱着這信念我決定繼續分享事情的發展。那天(一月十日)下午我接到「聖瑪爾大之家」來電,告訴我星期五(一月十二日)傍晚五時半教宗會接見我(在教廷新聞版上這「接見」,祇在星期日才登出來)那正是我85歲的最後一天,上天給我一份大禮物!(其實教宗那天正在預備智利、秘魯之行,一定很忙。)

見面約半小時,我說話也不太有次序,但我以為我成功讓教宗意識到了他在中國的忠誠兒女們的憂慮。

我對教宗問了一個我在信上也提出的問題:他是否已有機會,如他答應了韓主教的,處理了那些事情?教宗說:「有,我告訴了他們(教廷的高官)不要製造另一個敏真諦(Mindszenty)事件!」我現在這樣說不是洩漏了秘密嗎?但我以為我那時是代表國內受苦的兄弟在教宗面前,教宗的話更該是為了安慰和鼓勵他們而不是我!

我覺得教宗的答覆實在不能更對題,更富意義。(Mindszenty樞機在共產政權下的匈牙利首都任主教,也是全匈牙利的首席主教。他被共黨監禁數年,受盡折磨。在1956年「短暫革命成功」的日子,革命者把他從監獄救出。在紅軍鎮壓革命前,他到美國大使館找到庇護。在政府的壓力下教廷命令他離開祖國,並立即任命一位政府歡迎的主教接他的職位。)

我以為新聞界的朋友及我們國內的兄弟有權利知道這真理。

目下我們該做的是為教宗祈禱。傳統的那支 “Oremus” 特別適用。

“Oremus pro Pontifice Nostro Francisco. Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicorum ejus.”

———————-

我順此也回答一些媒體朋友的疑問

1. 合法主教們為何拒絕辭職?

他們並不反對辭職,有些老主教,雖然在國內退休年齡的法例從來沒有執行,他們多次請教廷給予接班人,但不得回覆。另一些已由教廷任命了他們的接班人,甚至也已有教宗委任狀,教廷也不准他們進行祝聖,為免得罪政府。

他們反對的是讓非法的及被絕罰的所謂主教來接班。

2. 我知道的是汕頭和閩東的事。還有另外五位非法的,教廷是否也準備一起承認他們合法我不知道。不過似乎教廷也計劃認可四川的雷世銀。我見過一封信的副本,一位年長的女士,已退休的大學教授,很熟悉國內教會的,她寫信給切利總主教,勸他千萬不要贊同把雷世銀合法化。

3. 我是悲觀者?我可以承認,但我的悲觀是基於我長期的直接經驗。在1989至1996年的七年中,我每年六個月在大陸地上修院教書,親眼見證政府如何奴化,侮辱我們的主教。

現在也沒有理由改變我的悲觀:政府訂出了更嚴格的宗教規則,有些早已存在而不執行的規則也要嚴格執行了。從二月一日起地下教友絕不許參與地下神父的彌撒了(大家等着看吧)!

4. 那些說現在教廷的政策是為避免裂教,那真可笑極了。現在獨立自辦的教會客觀上早已是裂教了,歷代教宗避免用「裂教」兩字祇因為在這「裂教」裡許多不是自願的,而是被逼的,有的還陽奉陰違。現在教廷逼所有教友加入這「裂教」,完成「合一」,且給予教宗的祝福。甘願在那裂教中做奴才的終於可以挺胸抬頭,他們投注成功了;有些一直堅持不入愛國會的,現在也可能放心到地上去了。(教廷說沒有問題了!)

5. 解決中梵多年的敵對不是好事嗎?但和一個獨裁政權能有協議嗎?他們要你投降或你必要被磨難(聖若瑟能和黑落德王達成協議嗎?)

6. 教廷目下的政策可以說是負賣教會嗎?當然,若看看這幾年他們所做的,我不能不這樣說。

7. 有教會事務專家說:以為習近平要收緊宗教政策不合邏輯。但我們這裡不是在討論邏輯,而是想澄清一些事實,鐵一般的事實。

8. 我是不是中梵修和的最大阻礙?如果那協議是不好的,我絕不介意做成其最大的阻礙!

 

 

 

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Dear Friends in the Media

Monday, 29 January, 2018

Dear Friends in the Media,

Since AsiaNews has revealed some recent facts in the Church in mainland China, of legitimate bishops being asked by the “Holy See” to resign and make place for illegitimate, even explicitly excommunicated, “bishops”, many different versions of the facts and interpretations are creating confusion among the people. Many, knowing of my recent trip to Rome, are asking me for some clarification.

Back in October, when Bishop Zhuang received the first communication from the Holy See and asked me for help, I send someone to bring his letter to the Prefect of the Congregation for the Evangelization of Peoples, with, enclosed, a copy for the Holy Father. I don’t know if that enclosed copy reached the desk of the Holy Father. Fortunately, Archbishop Savio Hon Tai Fai was still in Rome and could meet the Pope in a fare-well visit. In that occasion, he brought the two cases of Shantou and Mindong to the knowledge of the Holy Father. The Holy Father was surprised and promised to look into the matter.

Given the words of the Holy Father to Archbishop Savio Hon, the new facts in December were all the more a shocking surprise to me. When the old distressed Bishop Zhuang asked me to bring to the Holy Father his answer to the message conveyed to him by the “Vatican Delegation” in Beijing, I simply could not say “No”. But what could I do to make sure that his letter reach the Holy Father, while not even I can be sure that my own many letters did reach him.

To make sure that our voice reached the Holy Father, I took the sudden decision of going to Rome. I left Hong Kong the night of 9th January, arriving in Rome the early morning of 10th January, just in time (actually, a bit late) to join the Wednesday Public Audience. At the end of the audience, we Cardinals and Bishops are admitted to the “bacia mano” and I had the chance to put into the hands of the Holy Father the envelop, saying that I was coming to Rome for the only purpose of bringing to him a letter of Bishop Zhuang, hoping he can find time to read it (in the envelop there was the original letter of the Bishop in Chinese with my translation into Italian and a letter of mine).

For obvious reasons, I hoped my appearance at the audience would not be too much noticed, but my late arrival in the hall made it particularly noticeable. Anyway, now everybody can see the whole proceeding from the Vatican TV (by the way, the audience was held in Paul VI Hall, not in St. Peter’s Square and I was a little late to the audience, but did not have to “wait in a queue, in a cold weather”, as some media erroneously reported).

When in Rome, I met Fr. Bernard Cervellera of AsiaNews. We exchanged our information, but I told him not to write anything. He complied. Now that someone else broke the news, I can agree to confirm it. Yes, as far as I know, things happened just as they are related in AsiaNews (the AsiaNews report “believes” that the Bishop leading the Vatican Delegation was Msgr. Celli. I do not know in what official capacity he was there, but it is most likely that he was the one there in Beijing).

In this crucial moment and given the confusion in the media, I, knowing directly the situation of Shantou and indirectly that of Mindong, feel duty-bound to share my knowledge of the facts, so that the people sincerely concerned with the good of the Church may know the truth to which they are entitled. I am well aware that in doing so I may talk about things which, technically, are qualified as “confidential”. But my conscience tells me that in this case the “right to truth” should override any such “duty of confidentiality”.

With such conviction, I am going to share with you also the following:

In the afternoon of that day, 10th January, I received a phone-call from Santa Marta telling me that the Holy Father would receive me in private audience in the evening of Friday 12th January (though the report appeared only on 14th January in the Holy See bulletin). That was the last day of my 85 years of life, what a gift from Heaven! (Note that it was the vigil of the Holy Father’s departure for Chile and Peru, so the Holy Father must have been very busy).

On that evening the conversation lasted about half an hour. I was rather disorderly in my talking, but I think I succeeded to convey to the Holy Father the worries of his faithful children in China.

The most important question I put to the Holy Father (which was also in the letter) was whether he had had time “to look into the matter” (as he promised Archbishop Savio Hon). In spite of the danger of being accused of breach of confidentiality, I decide to tell you what His Holiness said: “Yes, I told them (his collaborators in the Holy See) not to create another Mindszenty case”! I was there in the presence of the Holy Father representing my suffering brothers in China. His words should be rightly understood as of consolation and encouragement more for them than for me.

I think it was most meaningful and appropriate for the Holy Father to make this historical reference to Card. Josef Mindszenty, one of the heroes of our faith. (Card. Josef Mindszenty was the Archbishop of Budapest, Cardinal Primate of Hungary under Communist persecution. He suffered much in several years in prison. During the short-lived revolution of 1956, he was freed from prison by the insurgents and, before the Red Army crashed the revolution, took refuge in the American Embassy. Under the pressure of the Government he was ordered by the Holy See to leave his country and immediately a successor was named to the likings of the Communist Government).

With this revelation, I hope I have satisfied the legitimate “right to know” of the media and of my brothers in China.

The important thing for us now is to pray for the Holy Father, very fittingly by singing the traditional song “Oremus”:

Oremus pro Pontifice nostro Francisco, Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicorum eius.

————————————-

Some explanations may still be in order.

1. Please, notice that the problem is not the resignation of the legitimate Bishops, but the request to make place for the illegitimate and even excommunicated ones. Many old underground Bishops, though the retirement age law has never been enforced in China, have insistently asked for a successor, but have never received any answer from the Holy See. Some others, who have a successor already named, may be even already in possession of the Bulla signed by the Holy Father, were ordered not to proceed with the ordination for fear of offending the Government.

2. I have talked mainly of the two cases of Shantou and Mindong. I do not have any other information except the copy of a letter written by an outstanding Catholic lady, a retired University professor well-acquainted with affairs of the Church in China, in which she warns Msgr. Celli against pushing for the legitimization of “bishop” Lei Shi Ying in Sichuan.

3. I acknowledge myself as a pessimist regarding the present situation of the Church in China, but my pessimism has a foundation in my long direct experience of the Church in China. From 1989 to 1996 I used to spend six months a year teaching in the various Seminaries of the official Catholic community. I had direct experience of the slavery and humiliation to which those our brother Bishops are subjected.

And from the recent information, there is no reason to change that pessimistic view. The Communist Government is making new harsher regulations limiting religious freedom. They are now strictly enforcing regulations which up to now were practically only on paper (from the 1st of February 2018 attendance to Mass in the underground will no longer be tolerated).

4. Some say that all the efforts to reach an agreement is to avoid the ecclesial schism. How ridiculous! The schism is there, in the Independent Church! The Popes avoided using the word “schism” because they knew that many in the official Catholic community were there not by their own free will, but under heavy pressure. The proposed “unification” would force everybody into that community. The Vatican would be giving the blessing on the new strengthened schismatic Church, taking away the bad conscience from all those who are already willing renegades and those others who would readily join them.

5. Is it not good to try to find mutual ground to bridge the decades-long divide between the Vatican and China? But can there be anything really “mutual” with a totalitarian regime? Either you surrender or you accept persecution, but remaining faithful to yourself (can you imagine an agreement between St. Joseph and King Herod?)

6. So, do I think that the Vatican is selling out the Catholic Church in China? Yes, definitely, if they go in the direction which is obvious from all what they are doing in recent years and months.

7. Some expert on the Catholic Church in China is saying that it is not logical to suppose a harsher religious policy from Xi Jinping. However, we are not talking about logical thinking, but the obvious and crude reality.

8. Am I the major obstacle in the process of reaching a deal between the Vatican and China? If that is a bad deal, I would be more than happy to be the obstacle.

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我的靈魂,頌揚上主

在這混亂中忙碌的一天結束時,教會的祈禱,還如每天一樣,要我用聖母的話頌揚上主。雖然我的心很亂,我的信德還能讓我平安地放下一切,在主內,在聖母的懷抱中去享受一個平安的睡眠。

誰對,誰錯?做這個,做那個?公有公理,婆有婆理,那麼怎麼樣?什麼都不要做,什麼都不要說?在這混亂的巴貝耳塔下我還是想在入睡前整理一下自己的思想。我們是怎麼樣到了今天無奈的處境?

我不是社會的判官,我不會認為自己全對,別人都錯了。但每人還是要為自己、為別人辨別是非。我以為我曾經說過的話,還值得再衡量一下。我說過「有人做了愚蠢的事,有人做了邪惡的事」。今天我該說什麼?

在聖母的祈禱中她說了「(天主)從高座上推下權勢者,卻舉揚了卑微貧困的人。」我在辨別是非前,先要把自己擺在卑微貧困的人一邊,絕不要擠入權勢者之中。

誰沒有做愚蠢的事?但那些大家認為他們做過愚蠢的事的人,現在為了他們的錯誤都在忍受絕不公道的懲罸。而那些既得利益者還不罷休,窮追殺絕。被判了刑、服了刑的,再被判、被罸。被取消了資格的,還追討他們服務社會時的薪酬。我們除了對受害者表同情,表支持,能做什麼?

現在「他們」更乘機要修改議事規則,把人民代表的權利削弱,把那些權利奉獻給「權勢者」,讓他們今後能為所欲為:今天一地兩檢,明天23條立法,不斷用人民的錢去填補億億聲的不需負責任的超預算支出,來飼養人民不能不要的大白象。(希望「他們」有一天不會後悔。今天你們撐他們,明天你們屬低端人口。今天他們給你們派糖,明天他們讓你們餓不死。歷史顯示殘暴者吃了別人的孩子,連自己的也不會放過!)

香港人啊,他們懲罰的不祇是我們那些犯了錯的兄弟姊妹,不祇是那些沒有犯錯而現在祇能以拉布來向我們交代的議員,他們在懲罰的是我們,是投票給民主派的多數市民,是全香港人民!Me too, you too!

起來,不想做奴隸的人們,醒來吧!我們真的什麼都不能做嗎?

拒絕暴力的,堅持和、理、非的我們,恐怕一時真想不出可以做些什麼。大家動動腦筋吧,一起來動動腦筋吧!

我臨睡前還是知道該做什麼。把一切交在仁慈的天父手中,祂「從高座上推下權勢者,卻舉揚了卑微貧困的人」。

慈母瑪利亞,請賜我香港的同胞都能在您的懷抱中找到平安!

寫於十二月七日入夜時

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「宗教改革」?「神本主義,人本主義」?(國內)教會合一? (名不正,言不順)

宗教改革」?

很高興見到一篇由澳門的「號角報」轉載於「天主教在綫」的文章:『「宗教改革」後500年,我回到天主教會的家。』

一位教友同一位新教的朋友看了一個有關「宗教改革500年」的展覽後,朋友問她:「怎麼妳仍是一名天主教徒?」她「以溫和,以敬畏之心」說出了十個理由,為何她是一名天主教徒,而不是一名新教徒。

可惜的是:雖然五月十四日的公教報登了一位讀者的心聲,說我們天主教徒不宜將500年前馬丁路德所做的簡單地稱為「宗教改革」(那是一個「改革運動」),但我們的報章,刊物還是這樣命名。

很高興見到梵蒂岡一個郵票上寫着「紀念誓反教改革運動500週年」(500. mo della Riforma Protestantica)。新教彷彿也並不介意被稱為「誓反教」。

馬丁路德為了抗議(我們同意他並不沒有理由),離棄了天主公教(我們以為這就錯了)。他在「教會外」不祇未能改革教會,反給了教會很大的打擊,嚴重的創傷。當然對這一切不是今天的新教徒該負責任的,但忘記歷史的事實並不促進我們今日的彼此尊重及友誼。

「神本主義,人本主義」?

在一個由國內政界、學術界與宗教界(包括香港基督宗教代表)舉辦的研討會上,一位天主教代表說:『宗教以「神本主義」為出發點,而政治卻從「人本主義」出發』。跟着他正面的介紹了「人本主義」:『「人本主義」對人自身積極樂觀,滿懷信心,認為人完全可以依靠自己的理性與意志創造一個美好的社會與未來,以幫助個體實現人生現世的價值與意義。』但對「神本主義」他祇說:『「神本主義」不是要阻碍個人與社會實現自己的價值與理想。』

稍後他又說:『中梵對話……是「人本主義」與「神本主義」兩大陣營的對話。』最後他特別指出宗教的特點是「信徒胸懷的包容……其頂峰必然是耶穌與釋迦摩尼式無所不包的愛。」(見信德網)

當然,這些是在交流會開始的時候說的話,後來一定有更豐富的交流。不過,在開始時就簡單地把「神本主義」和「人本主義」對立起來,彷彿承認我們是『反對「人本主義」的「神本主義」』,而兩者之間靠「包容」就能「水乳交融」,那是很危險的。

兩個危險:1. 一個是鼓勵了別人對我們的誤會,2. 另一個是淡化了「有神」「無神」之間的矛盾。

1. 現代的無神主義以為自己就是人文主義,費爾巴哈說:『是沒有志氣的人造出了「神」,而這個「神」就剝削了人,人要朝拜祂,承認自己一無所是。』馬克斯說:「宗教是人民的鴉片,是資本主義社會的產品,讓受經濟剝削的無產階級、期望着天堂、忍受剝削。」

第二屆天主教梵蒂岡大公會議在「論教會在現代世界牧職憲章」裡強調無神主義是極端的,錯誤的「人文主義」,以為有神就沒有人,要人就不要神。其實「神本主義」和「人本主義」,根本不對立;有了神,才有人。神才是人崇高地位的基礎。神造了人,要他做祂的朋友,祂的子女。人犯了罪祂救贖了他。每個人在祂眼裡非常重要。祂要所有的人在永生中分享祂的美善。我們從歷史也能看到否認了神的人,不論是資本主義、共產主義,都也否認人的身份,人的權利。

2. 那末,有神、無神兩者不是水火不容,勢不兩立嗎?客觀地說:是!所以「包容」並不能解決問題。對話也祇能彼此較量權力的平衡,找一個權宜之計。我們希望的是有一天大家能相信我們有一個愛我們的神,認同大家有權利自由地恭敬祂,遵從祂的教導而生活出大同的愛,這才真正解決問題。

(國內)教會的「合一」?

不少人樂觀地以為「合一」就在眼前,這可不是教宗本篤在他2007年的信中所說的。教宗本篤說的是:「真正的共融必須經過艱苦地致力於修和才能達成」(6.4)「聖神……引導教會,走上那並不容易走的修和與合一的道路」(6.5)「這路途不可能一日間完成」(6.6)。

因為有人誤解教宗本篤的信,宗座關注中國教會的委員會在2009年出版的「綱要」裡這樣說:『聖父似乎想界分「靈性上的修和」與「體制上的合併」』。

「修和」是大家要馬上即刻努力去做的,但「合一」的可能性不是我們的善意可以決定的。如果地上的教會還是由政府,借「一會一團」的名,牢牢地全面控制,那末教會能在那裡合一?地下?地上?

地下絕不可能!地上絕不應該!

教宗信上有說:讓政府認可,「本來」沒有問題,可是該在「不違背不可放棄的信仰原則及教會共融的前提下」,但事實上「差不多常常某些機構的干預迫使有關人士要作出違背他們的天主教良知的表態、行為和承諾」(7.8)。

教宗也說了:「秘密狀態(地下)並非屬於教會生活的常規」,但他馬上說出了為何有人這樣做:「當迫切渴望維護自身信仰的完整性,不接受國家機構干涉教會切身生活時,牧者和信友們才這樣做」(8.10),那末一直到國家繼續「辦教」,地下的怎能到地上去?

可怕的是教廷(我相信並不是教宗)正在推進一個邪惡的計劃,他們要合法的主教辭職,讓位給非法、甚至絕罰的主教坐正。從三個教區來的消息我確實知道這事。也有地下的署理被罷免了,羅馬要地下的團體歸屬地上的主教。

過去幾年地上主教多了,地下少了。最近也有幾個地下主教到地上去了。羅馬進行的計劃顯然是取消所有地下教區,全部「合一」到地上。把羊送進虎口是真的「合一」嗎?

也有地上勇敢的主教不讓政府安排他們的祝聖典禮,免得非法主教來參加。政府因此不承認他們。他們和他們的神父們堅持了多年,最後羅馬為他們能得到政府承認,還是要他們接受和非法主教共祭或接受非法主教來主持就職典禮(有時天主的安排在最後一刻破壞了他們的計劃)。

如果這個邪惡的計劃真的成功了,那末我們祇能再次成為「靜默」的教會了。

國內的兄弟姊妹,如果這邪惡的計劃成功了,如果一個不好的協議簽成了,讓我們到地窟裡去默默痛哭、祈禱吧。我的聲音也會消失了。讓我們一起天天唸聖詠44,「喚醒」那在暴風雨中在船上睡着的耶穌來援救我們。主,來吧!

教會之母,花地瑪聖母,中華聖母,請保祐您的孩子,請為我們祈禱!

(2017禮儀年末日)

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蔚和平神父紀念彌撒 陳樞機講道

我們紀念蔚和平神父

他離奇地去世已兩年了,真相還未白,我們懷念他,婉惜他不再在我們中間。

我們當然也為他永遠的安息祈禱,為沒有被封聖的亡者教會要我們這樣做。

我以為我們更當讚美天主在我們這位兄弟身上做的大事,把他及大陸教友兄弟姊妹為信仰作出的犧牲再次奉獻,當然也為那些仍在水深火熱中的兄弟姊妹祈禱。

不過這時刻,我在天主面前覺得應該和在場的兄弟姊妹分析一下目前中國教會面對的問題,為能更準確的知道我們該求的是什麼。

保祿的書信說我們要為了信仰而受苦,我們和信仰的敵人要決鬥。

瑪竇福音說我們不能否認信仰的道理,為了忠於信仰要不怕殺身成仁。

可是,從教廷傳來的指示似乎是妥協,是投降,我們不能不感到困擾。

這幾年來我大膽地,也痛心地,向大家說教廷不一定等於教宗。在教宗本篤那幾年我在梵蒂岡看到的就是這樣的一個令人震驚的事實,教廷的高官膽敢不跟隨教宗。在把教宗的信譯成中文的時候他們竟做了手腳。教宗設立了一個關懷中國教會的委員會,他們竟藐視委員會壓倒性多數表決的意見。

我大膽出來說教廷不一定等於教宗,是為避免教友們以為教廷的一切指示都來自教宗。那幾年來教廷沒有跟隨教宗,他們陽奉陰違,以為自己比教宗本篤更了解怎麼處理中國教會的事務。

教宗本篤在退休前叫停了這一切,也作了人事調動。

教宗方濟各來了,他來自南美洲,他認識被難為的共產黨,不認識強權的共產黨。可惜的是他揀選的新國務卿很有問題。這位樞機就是以前國務院的副秘書長,他是多年去北京談判的教廷代表。教宗本篤調他去了委內瑞拉當大使。教宗方濟各叫他回來當國務卿。對他的任命很多人很讚同,他很斯文,更可以說是「甜言蜜語」,很得人心,我也天真地信了他,直至有一天在羅馬觀察報上看過他的一篇文章,竟描寫共產政權下中歐一些信仰英雄(如波蘭的維辛斯基樞機,匈牙利的閔真蒂樞機,捷克斯拉夫的若瑟.貝蘭樞機)為滋事者,逢政府必反對,喜歡在政治舞台出風頭,猶如羅馬鬥獸場的鬦士!?

他應該很了解共產黨,卻沒有補充教宗的不足,反而鼓勵他在樂觀的路上飛跑。

對話是重要的,必需的,但對共產黨政權過份樂觀,視外交重於信仰,為一定達成協議不設底線,為討好對方無止境地妥協,甚至負賣自己……這絕不是天主對教會的期待,絕不是忠於耶穌交給宗徒們的使命。

他們誤導教宗,令他做了不少糊塗的事,甚至給人恥笑,我們能不痛心?最近王作安說:「我們欣賞教宗想來中國的善願,不過條件還是那兩個:放棄和台灣的邦交,答應不干涉國內事務,包括宗教事務。」這不等於侮辱我們的教宗要他跪著去北京?

教廷怕得罪北京而喪失談話的機會,很多該做的事都不敢做了。

為蔚神父離奇的「被自殺」教廷曾向中央要求一個解釋嗎?當然沒有,甚至對「被失蹤」了廿年的蘇主教的下落中共也拒絕作任何交代!

政府在浙江拆了這麼多十字架,有些地方連聖堂也拆了,教廷有出聲嗎?

非法、絕罰的「主教」濫用神權,甚至祝聖司鐸,教廷出來譴責了他們嗎?

兩邊談判得越來越密,教廷不斷示善意,北京有回報嗎?一位絕罰的「主教」兩次參與了合法主教的祝聖禮,不是打了教宗兩巴嗎!教廷讓他們開了全國代表大會,會中從頭到尾喊著獨立自辦,自選自聖的口號。

教廷和中共密密談判,卻封殺自己內部的溝通:中國教會委員會無聲消失了,韓大輝總主教終於被放逐了(可是還牽住他,恐怕還希望他在希臘犯錯哩?!親教廷的傳媒說他在關島犯了錯!?希臘的教會恐怕有權利聽聽我的陰謀論!)

不少忠貞的主教年老了,教廷沒有給接班人,有些接班人已任命了,說委任狀也有了,最後還是說「不要祝聖!」,老主教痴呆了,過世了……

有些地下教區的署理太累了,不做了;有些覺得還是順教廷的鼓勵到地上去「合一」吧!

有為了不讓政府安排祝聖禮而秘密祝聖了的雙批准的主教一直不被政府承認,堅持了多年,甚至十年,最近被「勸」接受和非法主教共祭,讓非法主教來主持就職典禮。大家可以想像(或從照片上看到)他們的神父是多麼傷心、氣憤!

早聽說中梵談判已有成果:一個任命主教的協議已草成還未簽,我已發表意見,指出這協議是騙人的,不能接受的。

最近談判好像進入了僵局,教宗的說話也謹慎得多了,大概北京提出其他的要求他不能答應了。

但這幾天從多處來了些消息讓我非常震驚。原來他們正在推進一個邪惡的計劃:請忠貞的主教們辭職,讓非法、絕罰的「主教們」坐正!?這是一個晴天霹靂!這是教會大災禍的來臨!

有些兄弟來找我訴苦,我能說什麼?我祇能重複去年所說的:我們要爭氣,不能造反,不要讓那些站在政權那邊的人高興,說我們成了背教的。我們靜靜地到地窟裡去哭吧(有人說過「父親要我們死,我們去死吧!」他始終是我們的父親)!當然我們不能投降。那末以後不能在聖堂一起祈禱了,怎麼辦?天主在我們家裡。不能有聖事了,怎麼辦?信仰才不能缺,天主有無數方法給我們恩寵。神父們不進愛國會不能做神父了,怎麼辦?回鄉耕田吧!也不要灰心,你們永遠是神父。我不會帶領你們造反,如果那大災禍真的來到,我也會消失,我也再不能發聲了!

讓我們保留一些美好的回憶:在徐家匯聖堂,馬達欽主教說了他放下愛國會內的任務,教友們的掌聲多麼嚮亮持久!溫州朱維方主教祝聖禮中有人讀所謂「主教團任命狀」,孫振華神父走出來說:「這是什麼任命狀?祇有教宗有權任命主教!」教友們的掌聲多麼動人。難道梵蒂岡沒有聽到這些掌聲嗎?

你們或會說我今天晚上利用了紀念蔚神父的彌撒來發牢騷。不,我相信這些是今天蔚神父用我的口給你們說的話。這些話讓你們知道今天我們需求的是什麼恩寵。求主讓教廷懸崖勒馬,不要負賣我們忠貞的教會!求主給我們信德,要堅忍,要理性。冬天過後是春天。願天主永受讚美!

二零一七年十一月十日


Mass on the second anniversary of Father Wei He Ping’s death

Homily by Cardinal Zen

Today we commemorate the passing away of our dear Father Wei He Ping. After two years we are still in the dark about the real cause of his death.

Today we remember him, we miss his presence with us.

We pray, of course, for his eternal rest, as the Church recommends us to do for all the deceased not yet recognized as Blessed.

Above all, we thank the Lord for the so many wonders He has worked in Father He Ping and we offer once more to the Lord the sacrifices he and many our brothers and sisters in China, have made for their faith. For those still in “fire and deep waters” we implore divine help.

But, before God, I think it most convenient on this occasion, that we look into the dangers the faith has to face today in China, so that we may know more exactly what graces we should implore from heaven.

In the letter of Saint Paul we have just read, we are told to suffer for our faith and to fight the enemies of the faith. The gospel tells us that we cannot deny our faith, we must even be ready to offer the sacrifice of our life for it.

But today the instructions coming from Rome seem only to encourage compromise and surrender. We feel profoundly disturbed.

All these years I have told people, with daring and sadness, that the Holy See is not necessarily the Holy Father. During the years of Pope Benedict, I saw things I could never have imagined: People in the Vatican dared to manipulate the Chinese translation of Pope’s letter, they felt they could simply ignore the overwhelming majority deliberation of the highly qualified Commission set up by Pope Benedict to advise him on matters concerning the Church in China.

I had to tell people that the Holy See is not necessarily the Holy Father, otherwise they might blame the Holy Father for all the bad instructions coming from the Holy See. Those Vatican officials were not following the Holy Father. Under the guise of being obsequious, they acted as if they knew better than the Holy Father.

Before his retirement, Pope Benedict called off the negotiations and made a few personnel changes. Then comes Pope Francis, from Latin America, where he had experience of persecuted communists, but he has no experience of communists in power.

Peter Parolin was the sub-secretary of the secretariat of state for several years, head of the negotiating team with Beijing. Pope Benedict sent him to Venezuela as Nuncio, Pope Francis called him back to be his Secretary of State. Many (myself included) applauded the appointment. He seems such a nice person, quite pleasant, even with gracious talk. My admiration for him was shattered when I read a speech reported in L’Osservatore Romano, where, among other things, he used contemptuous expressions to describe (without naming them) those heroes of faith under the communist regimes in Europe, like Card. Stephen Wyszynski, Card. Mindszenty and Card. Beran. They were called “gladiators”, they “opposed the Government systematically” and “showed themselves off eagerly on the political stage”. What good can we expect from such a mindset? Instead of helping the Holy Father to correctly understand the Chinese communists, he encourage him in his optimistic illusions.

The dialogue is important and necessary. But an excessive optimism in communists, more confidence in politics than in our faith, determination to reach an agreement with Beijing at any cost, a readiness to compromise to please the other party even to the point of selling one self’s identity…this is not what the Lord desires for his Church, this is not fidelity to the Mission Jesus has entrusted to the Apostles!

The people in the Roman Curia have led the Pope to commit mistakes, even to become ridiculous. How can we not feel saddened? Recently Mr. Wang Zuo An said: “we appreciate the desire of Pope to come to China, but the conditions remain the two: Abandon Taiwan and promise not to interfere in Chinese affaires, including religious affaires.” Is this not insult to Pope Francis? They want him to go to China on his knees!

In order not to offend Beijing and damage the negotiations, Rome has not done the things which should be done. Has the Holy See demanded an explanation of the mysterious death of Fr. Wei He Ping? How could they accept not enquiring into the whereabouts of Bishop Su Zhi Min, who has been in the hands of state security for 20 years already? Many crosses were taken away forcibly from the top of the churches, and sometimes the churches themselves were demolished. Has the Vatican made a complaint? Illegitimate “bishops” and even those excommunicated are usurping sacred power, daring to perform priestly ordinations, were they duly reprimanded?

To promote dialogue, the Holy See has made many friendly gestures to Beijing, but have these been reciprocated? One excommunicated “bishop” has, twice, imposed his presence at a legitimate Episcopal ordination. Are these not slaps in the face of our Holy Father? Finally, the Holy See has practically allowed that the so called “Assembly of Chinese Catholics” should take place, what we could see is that, from the beginning to end, they shouted the slogan: “We run an independent Church, we choose and ordain our bishops”.

They dialogue with the counterpart, but the internal dialogue has been suffocated: that imposing Commission for the Church in China has quietly disappeared; they got rid of Archbishop Savio Hon Tai Fai (but they still hold him under control making him a Nuncio, given the precedents of Guam I cannot dispel from my mind the suspicion that it is their secret desire that he may make mistakes in a place so difficult as the nunciature in Greece. Should I not inform the Greek people of my suspicion?)

Bishops of the underground community, when they die, they are not given successors. Even when successors are chosen and the Bull of appointment already signed, they are told not to proceed to ordination. In the meantime the old bishop dies and the Diocese remains without an ordained bishop. In several underground communities there is only an Episcopal Delegate. It is very difficult for the Delegate to run the Diocese. Several resigned, some, obviously with encouragent from Rome, moved to join the “official” community.

Two bishops appointed with approval from both sides got themselves ordained secretly in order to avoid the presence of illegitimate “bishops” at their ordination. The Government refused to recognize them, even arrested one and, later limited his freedom of action. The Bishops stood firm, one for ten years. Now they have been “encouraged” (“ordered” ?) to concelebrate with an illegitimate bishop, and even to accept an Installation ceremony officiated by an illegitimate “Bishop”. You can imagine (or see in the photos) the sadness and indignation on the faces of their priests.

It seems common knowledge that an agreement on the appointment of bishops is ready but not yet signed. From what we can ascertain, it is all fake and unacceptable. Recently the negotiation seems to be at an impasse. The Pope seems more cautious in his expressions, probably he cannot make other concessions to please Beijing.

But suddenly, news from many parts come which are terrible: an evil plan seems to be in play. Legitimate bishops are being asked to resign in order to facilitate the recognition of illegitimate and even excommunicated “bishops”. Lightning strikes on a sunny day. It’s the beginning of the end!

People come to confide to me their worries and despair. What can I tell them except to repeat my appeal last year: “keep our faith with dignity. No rebellion. We are not to give satisfaction to those who are laughingly telling us: you papists are going to be apostates! Let’s go to shed our tears silently in the Catacombs (long time ago I have read the internet “our enemies could not make us to die. Now our father wants us to die. O.K. let’s go to die. He is our father”).

Obviously, we can die but not surrender. Then, we may not be able to have a place to pray together? The Lord comes to our home! The faithful may have no more sacraments? The faith only is essential. God has thousands of ways to gives us His grace! We can no more function as priests if we don’t join the Patristic Association!? Go back to till the soil, you will always be priests.

Dear brothers, I will not lead a rebellion. If the tragedy comes, I will disappear and retreat into prayer and penance.

Some memory may comfort us in our (seeming) defeat. When, at the end of his Episcopal ordination Ma Daqin announced that he would relinquish his post in the Patriotic Association, a long and thunderous applause filled the church. Similarly during the ordination of late Bishop Zhu, when a so called decree of nomination from the Bishops’ Conference was being read, Fr. Shun snatched the document and said, “what is this? Only the Pope can nominate bishops”, the people applauded. Did the Vatican the applause? Let’s cherish in our heart the voice of the People of God!

Dear faithful, some of you may say that I am using this Mass commemorating Fr. Wei He Ping to vent my anger. No, I am sure: from heaven tonight our beloved Fr. He Ping wants to tell you just what I have said. Now you may know more precisely what grace we need to ask from the almighty.

Let our prayer be: O Lord, bar our leaders in Rome from the precipice, from the betrayal of our faithful Church in China, and to us the perseverance in the faith and the wisdom to resist the temptation of rebellion!

The spring follows the winter. May the Lord be always blessed!


Messa del secondo anniversario del Padre Wei He Ping

Omelia del Card. Giuseppe Zen

Oggi commemoriamo il nostro caro Padre Wei He Ping. Due anni fa, in circostanze misteriose, ci ha lasciato. E non si è ancora fatta luce sulla vera causa della morte. Noi oggi lo ricordiamo e sentiamo la mancanza della sua presenza in mezzo a noi. Naturalmente preghiamo anche per il suo eterno riposo, così la Chiesa ci dice di fare per i defunti non ancora dichiarati Beati. Penso che dobbiamo soprattutto lodare il Signore per le cose meravigliose che ha fatto nella persona di questo nostro fratello. Ancora una volta offriamo i suoi sacrifici e quelli di tanti nostri fratelli e sorelle in Cina per la loro fede. E preghiamo per quelli che sono ancora nella terribile persecuzione.

Ma, davanti a Dio, penso che sia conveniente in questa occasione analizzare i pericoli che in questo momento stanno minacciando la Chiesa in Cina, e questo affinchè sappiamo precisamente quale grazia dobbiamo chiedere al Signore.

La Lettera di San Paolo che abbiamo sentito leggere ci dice che dobbiamo soffrire per la fede e che dobbiamo combattere contro i nemici della fede. Il Vangelo ci dice che noi non possiamo negare la fede e che dobbiamo perfino essere disposti a lasciare la vita per essa. Ma le istruzioni che vengono da Roma sembra che incoraggino sempre il compromesso e la resa. Come possiamo non sentirci turbati?

In questi anni, con audacia e con dolore, dico che la Santa Sede non è sempre il Santo Padre. Durante gli anni di Papa Benedetto ho visto cose incredibili. Hanno osato manipolare la traduzione cinese della Sua Lettera. Hanno ignorato semplicemente l’opinione pesantemente maggioritaria della Commissione che il Santo Padre aveva istituito per la Chiesa in Cina. Non seguivano il Papa. Io dico questo per evitare che si creda che tutte le istruzioni da Roma vengano dal Papa. Purtroppo i Suoi ufficiali, fingendo di esserGli obbedienti, fanno come se conoscessero le cose meglio del Papa.

Prima del Suo ritiro dall’ufficio, Papa Benedetto ha fermato ogni cosa ed ha anche fatto cambiamenti di personale. Viene Papa Francesco, dall’America Latina, dove ha conosciuto i comunisti perseguitati, ma non ha avuto esperienza di comunisti al potere.

Egli ha nominato il Suo Segretario di Stato. Costui era il sottosegretario della Segreteria di Stato e per molti anni capo della delegazione che andava a negoziare col Governo cinese. Venne mandato nel Venezuela da Papa Benedetto come Nunzio e Papa Francesco lo richiama a Roma in qualità di Segretario di Stato. La nomina è stata applaudita da molti. Egli appare una persona compita, io direi addirittura piacevole, perfino  melliflua. Io pure avevo fiducia in lui, fino a quando sull’ Osservatore Romano ho visto un suo discorso, in cui descriveva gli eroi della fede del Centro Europa sotto i regimi comunisti come “gladiatori”, “gente che si oppone sistematicamente al Governo”, “gente che ama farsi bella sul palcoscenico politico” (non ha negato che intendeva il Card. Stefan Wyszyński, il Card. József Mindszenty e il Card. Josef Beran.) Cosa ci si può aspettare da una tale mentalità? Invece di aiutare il Papa a capire meglio i comunisti cinesi, egli lo ha incoraggiato a correre sulla via dell’ottimismo.

Il dialogo è importante e necessario. Però, un ottimismo eccessivo nei riguardi dei comunisti, una stima dell’arte diplomatica più che della fede, una volontà di arrivare ad un accordo ad ogni costo, la disponibilità senza limiti al compromesso per piacere all’avversario fino a vendere se stesso… Questo certamente non è quello che il Signore si aspetta dalla Chiesa, non è fedeltà alla missione che Gesù ha affidato agli Apostoli.

La Curia ha condotto il Santo Padre a commettere errori e perfino a rendersi ridicolo. Come possiamo non sentirci addolorati? Recentemente il Sig. Wang Zuo An dice: “Noi apprezziamo il desiderio del Papa di venire in Cina, ma le condizioni sono ancora queste due: Abbandonare Taiwan e non interferire negli affari interni, compresi quelli religiosi.” Ma questo non è insultare il Papa, chiedendogli di andare a Pechino in ginocchio?

Per non offendere Pechino e perdere l’opportunità di dialogo, si è rinunciato di fare tante cose che si debbono fare. Per il misterioso “suicidio” del Padre Wei He Ping, la Santa Sede ha chiesto una spiegazione a Pechino? E come possono accettare di non parlare neanche di come si trova il Vescovo Jacobus Su Zhi Min scomparso da 20 anni? Tante croci sono state tolte dalla cima delle chiese e anche chiese stesse demolite. Il Vaticano ha detto qualcosa? Vescovi illegittimi e scomunicati, abusando del potere sacro, hanno ordinato sacerdoti. Sono stati ammoniti dalla Santa Sede?

Si intensifica il dialogo. La Santa Sede continuamente fa gesti di buona volontà. Ma è stata contraccambiata da Pechino? Un vescovo scomunicato ha due volte partecipato a ordinazioni episcopali legittime. Non sono due schiaffi al Papa? La Santa Sede ha praticamente permesso che si tenesse la quinquennale Assemblea dei Rappresentanti dei Cattolici Cinesi, in cui dall’inizio alla fine si è gridato di essere una Chiesa indipendente e di avere diritto di ordinazioni episcopali senza il mandato del Papa.

Si dialoga col nemico, ma si soffoca il dialogo interno: la Commissione per la Chiesa in Cina è scomparsa silenzionsamente. Dell’ Arcivescovo Savio Hon Tai Fai si sono sbarazzati. (Però lo tengono ancora al guinzaglio e, dati i precedenti di Guam, non posso togliermi il sospetto che si augurino che egli commetta degli errori, ma in tal caso non dovrei comunicare il mio sospetto alla Comunità Cattolica in Grecia?)

Vescovi fedeli alla Chiesa invecchiano, ma non vengono dati loro successori. Qualche volta i successori sono nominati, esiste addirittura già la Bulla di nomina, ma all’ultimo momento si dice: “Non fate l’ordinazione.” Intanto, il vecchio Vescovo perde l’uso delle sue facoltà e poi lascia il mondo. In parecchie diocesi della Comunità clandestina c’è solo un Delegato episcopale. Ma questo non funziona. Molti Delegati si dimettono. Altri, incoraggiati dalla Santa Sede, vanno a “unirsi” con l’altra Comunità.

Alcuni Vescovi legittimi, ordinati segretamente per non subire la presenza di vescovi illegittimi all’ordinazione,  non vengono riconosciuti dal Governo. Essi però resistono, anche fino a dieci anni, ma ora vengono incoraggiati dalla Santa Sede, per essere riconosciuti, ad accettare di concelebrare con vescovi illegittimi od a subire una istallazione officiata dal vescovo illegittimo. Possiamo immaginare (anche vedere sulle foto) come i loro preti siano tristi e indignati in tali circostanze.

Si viene a sapere che i negoziati hanno già un frutto: un accordo per la nomina dei vescovi, accordo già approvato ma non firmato. Da quel che si può sapere l’accordo è ingannevole, inaccettabile. Recentemente si ha l’impressione che i negoziati siano in una situazione di stallo. E le parole del Santo Padre sono molto più caute di prima. Probabilmente Pechino ha fatto altre domande a cui il Papa non può acconsentire.

Ma in questi giorni, da più parti arrivano notizie spaventose. Stanno eseguendo un piano, semplicemente malvagio, di chiedere a Vescovi legittimi di dimettersi per fare posto a vescovi illegittimi e scomunicati che diventeranno Vescovi Ordinari della Diocesi. È un fulmine a ciel sereno. È l’inizio della fine.

Dei fratelli vengono a confidarmi le loro pene. Cosa posso dire? Posso solo ripetere ciò che ho detto l’anno scorso in un mio appello: “Teniamo onore alla nostra fede. Non possiamo ribellarci. Non facciamo contenti i malvagi che sghignazzano dicendo, ‘Vedrete questi papisti diventare apostati’. In silenzio andiamo a piangere nelle catacombe.” (Tempo fa qualcuno aveva detto sull’Internet: “I nostri nemici non sono riusciti a farci morire. Ora è il nostro Padre che ci vuole morti. Va bene. Andiamo a morire. È nostro Padre”).

Ovviamente non possiamo arrenderci. Allora, non avremo più chiese dove pregare insieme. Il Signore viene nelle nostre famiglie. Non avremo più Sacramenti. La fede è più fondamentale dei Sacramenti, il Signore ha mille modi per darci la sua grazia. I preti, se non entrano nell’Associazione Patriottica, non possono più agire come preti. Non importa. Tornate a zappare la terra. Sarete sempre preti. Io non capeggerò una rivoluzione. Se la tragedia scoppia, anch’io mi ritirerò nel silenzio.

Teniamo qualche bel ricordo: a Xu Jia Hui, quando Ma Da Qin ha detto di lasciare i suoi incarichi nell’Associazione Patriottica, c’è stato un applauso lungo e fragoroso. A Wenzhou, durante l’ordinazione del Vescovo Zhu, quando il Padre Shun è andato a strappare il cosiddetto decreto di nomina della cosiddetta Conferenza Episcopale, dicendo che solo il Papa può nominare i vescovi, un simile applauso è risuonato nella chiesa.

Il Vaticano non ha sentito queste voci del Popolo di Dio?

Cari fedeli, direte che ho sfruttato questa Messa di ricordo del Padre Wei He Ping per dare sfogo al mio malcontento? No, io credo che il Padre He Ping stassera avrebbe detto quello che or ora io ho detto a voi. Così saprete quale grazia dobbiamo chiedere al Signore. Preghiamo il Signore che gli ufficiali della Curia a Roma si fermino davanti al precipizio, che non tradiscano la Chiesa fedele, e per noi stessi chiediamo perseveranza nella fede e moderazione del nostro istinto di ribellione.

Dopo l’inverno ci sarà la primavera.

Il Signore sia sempre benedetto.

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你們看了有什麼味道

各位教友:

《鹽與光》登了(被羅馬「放逐」的)韓大輝總主教的一篇文章「教宗本篤十六世致函在中國的教會十週年有感」。另一方面,天主教在線有一篇(在大陸,很「吃得開的」)張神父的文章「中國天主教會該何去何從?」

我很好奇,你們看了這兩篇文章,對照一下,有什麼味道?

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