「一個好人,有點驚怕」

6月24日

看了路透社的報導,我多謝教宗方濟各沒有抱怨我曾洩露了他私下給我說的話,更沒有說我的「言論引起了混亂和爭論」(見梵蒂岡國務院1月31日的聲明),反而稱我是「一個善良的人」。(這句話將來或能幫助我列入真福品哩!)

教宗在短短的談話中兩次說我「有點胆怯」(原文是“spaventato”,應譯成「驚怕」)。這正證實了我所說的:『他接見我時,我真的成功讓他感覺到了我和多位國內兄弟姊妹的「憂慮」。』(見我1月29日的博客)

求主「保佑方濟各,多多賜福,並不要讓他的敵人陷害他」。(Oremus pro Pontifice Nostro Francisco. Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicorum ejus)

聖若翰洗者節日第一晚禱時。

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六四維園祈禱會上分享

我們今晚聚集在這裡是為追悼29年前民運中捨身的烈士;我們求主眷顧他們現在流亡中的伙伴,安慰他們還在生的親友,今年六四前政府對他們的監控更加嚴密;我們也為祖國及全世界的公民社會、維權人士祈禱,使他們在絕望中還抱住希望,努力於民主發展。我們特別為祖國的宗教自由祈禱,最近許多對宗教的壓迫和侵害,尤其是嚴禁兒童和青年參與宗教活動,原來絕非小部份狂熱者的妄動,而明顯是有組織的,大規模的運動。

我們堅持了29年了,但情形似乎沒有改善,反而惡化。

再看看我們心愛的香港:越來越像國內任何一個城市了。一國兩制早已走樣了,連司法也成了政治鎮壓的工具。維護香港固有價值的,有理想的市民,尤其是青年,一批一批入了監獄,有權勢的人卻可以為所欲為,這不是六四前的中國嗎?

在我們誦唸了的三首聖詠中,我特別認同聖詠35

「主,有蠻橫高傲的人攻擊我,鬥爭我,謀害我的生命,你坐視這一切要到何時?主,快醒來吧!」(我數年來最鍾意的聖詠正是44首最後兩句:「醒來,我主,為何依舊沉睡!」)

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很多年前在六四祈禱會上我曾說:「明年我們來這裡慶祝平反。」我太樂觀了!可能今年在這絕望的時刻,最適合再嘗試做個先知。在歷史中天主會在我們最意想不到的時刻,從最黑暗的處境中,拯救出他的子民。

我們怎樣幻想那一天?

我們剛才唱的聖詠35說:「求上主揮舞長矛,使追逐我的人蒙受恥辱……願他們暗佈的網羅,纏住他們,他們挖掘的坑窖,陷害他們!」

聖詠也似乎鼓勵我們報復的心情!?

這次祈禱會的主題是:「上主是正義的,心誠的人必得見祂的儀容」,是聖詠11首的第七句,非常溫和。但我查讀整篇聖詠,發現第五、第六句原來是「上主痛恨那愛蠻橫的人,使火炭硫磺降於惡人之身。」

「蠻橫」,「野蠻、強橫的人」不是我們近來見到的嘴臉嗎?有人以市民的質問為「無聊」(記得有人說過:「你們香港人 too simple, sometimes naive。」)有人以市民的憂慮為多餘,「我說了O.K.還不夠嗎?你們懂些什麼?」(記得有人說過:「信我啦!」)

我們是良民,但他們當我們是愚民,要我們做順民!我們能不忿怒?

我頓然記得;教宗若望保祿二世曾對「團結工會」的萊赫‧華勒沙(Lech Wałęsa)說:「你可以忿怒,但不可以仇恨。」斯德望臨死前效法十字架上的耶穌說:「主,不要向他們算這罪債!」耶穌說過:「他們不知道自己做的是什麼。」

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前兩天聖母訪親瞻禮的第一篇讀經取自羅馬人書12章9至16節「以善勝惡」,17節說:「對人不以惡報惡,……」,第19、20節更說:「上主說:復仇是我的事,我必報復。所以如果你的仇人餓了,你要給他飯吃,渴了,應給他水渴,因為你這樣做,是將炭火堆在他頭上。」

原來最後這句來自箴言的話,意思竟是:「向仇人施恩,叫他看到如此愛人的德行而感到慚愧,受到良心的譴責,悔過認錯。」(思高聖經的注釋)

這樣看來信友禱文的第五個意向寫得正好:「為中國的領導者祈禱,求主轉變他們的心,使他們勇於認錯、悔改。」

我們期望的不應該是血流成河的景象,希望是另一次「天鵝絨革命」。

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以這樣的瞭解,這樣的心態,我們現在可以唱聖母讚歌:「天主伸出了手臂施展大能,驅散那些心高氣傲的人,衪從高座上推下權勢者,卻舉揚了卑微貧困的人。衪使飢餓者飽饗美物,反使那富有者空手而去。」

「天主是正義的」他賞善罰惡。天主公義的時刻幾時來到?明年30週年,能回來慶祝平反該是多麼好。時間在天主手中。福音裡確實的訊息是:「你們要堅持到底」。來慶祝也好,來痛哭也好,我們明年在這裡再見!

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「他們沒有酒了」

我一直在講話,但我的博客卻已靜了一個半月。今天是聖母月的開始,讓我在這裡恭祝大家有一個美好的五月。

你們一定從公教報知道我上月去德國領了一個獎,「斯德望」獎,本是給教難中兄弟姊妹的,既然國內教難中的兄弟姊妹不能或不便去領受這獎,基金會的人就請了我去代領。

大家知道教難在國內仍是每天的事實。其實耶穌復活後,聖神也降臨了,教會的工作仍不是一帆風順,斯德望也就成了教會第一位殉道者。

我們沒有機會(或還未有機會)殉道的,也要勇敢地為天主作証,為基督作証,為真理和愛作証。

在這聖母月我們要加緊我們的祈禱,尤其是唸玫瑰經,求聖母保佑我們國內的兄弟姊妹,他們的感覺是「大難即將來臨」;但聖母有辦法,歷史証明她能為教會求得奇跡,正如在加納一樣。

「他們沒有酒了」。有人失了信德?有人信德動搖了?有人為信德擔憂、焦慮?讓我們先把水缸裝滿水……一滴一滴的水,一滴一滴的淚,一遍一遍的「萬福瑪利亞」。

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真理之年?(中國特色的真理?)

終於,「中國教會專家」的「教父」韓德力神父(Jeroom Heyndrickx)走出來了。他文章的題目竟是「2018年會是真理之年嗎?」【他指的當然是那「即將」(?)簽署的中梵協議】。

我可以不理會(現在)有名氣的郗仕(Francesco Sisci)所寫的〈破壞信任〉一文。我可以頂住誘惑,不回應(教會歷史專家?)利偉豪神父(Michael Kelly)寫〈陳樞機完全錯誤〉的文章。但我怎能不理會韓德力神父,或放棄對他那「令人感動」的講道作出回應呢?

其實我現在覺得我早該,至少簡單地,回應郗仕和利偉豪神父。因為我這樣做,我也可以順便,回應韓德力神父文章裡的一些要點。

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我認識郗士。我們很多年前碰過幾次面。他生命中的強項在於他取得了一位女孩的芳心,這個女孩恰好是一位中國將軍的女兒。這使得他能夠暢行在北京的權力走廊。但這並未使他成為真正的中國問題專家,更不是教會事務的專家。

至於他與某位斯特拉齊亞里(Strazzari)合寫的文章的重心(陳樞機破壞了信任),我承認違反了保密的規矩,但我這樣做是因為教宗的合作者以其名義正在做一些邪惡(錯誤?)之事(他們打算悄悄地做他們的骯髒事,讓我們吞下既成的事實)。我一定要避免教宗要為他們承擔責任。

是的,我相信教廷並不就等於教宗。直至我看到那份邪惡協議簽署之前,我拒絕相信這能是事實。

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這也就是我回應韓德力神父的第一點。他呼籲大家「團結在教宗身旁,如果……」他有重複那是有一個「如果」。他承認「我們不知道教宗是否會……」。他只是在預言。所以我仍然可以挑戰他。只有在那不幸的簽署發生了的情況下(傳言將在3月23日或27日),我才會承認我的勸諫失敗,默默退出,並離開講道台,把它留給韓神父高唱他的凱旋曲。

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利偉豪神父把主教任命權,追溯到基督徒君主擁有委任主教決定權的時代。但幸好那已是……「歷史」。

他還提到梵蒂岡曾向納粹黨、法西斯政權和東歐共產集團妥協。但今天,沒有人會對此感到自豪吧?(是有信仰堅定的人民阻止了教會徹底崩潰!)

[去年夏天,我花了三個星期到匈牙利、斯洛伐克和捷克共和國三地教會進行了研習之旅。]

現在,我們在中國面臨的「歷史」現實是:一個「小羊群」(pusillus grex)被巨大的無神論勢力迫害。從1949年到今天,在中國教會發生的事情,在「歷史上」沒有先例。

以前說的選擇是「投降或殉道」(那時並沒有我推人去殉道),而現在的選擇是「(在梵蒂岡的鼓勵下)投降,或回到地下墓穴」。

但為什麼要投降?難道梵蒂岡看不到地下教會團體,例如在河北和福建,仍有許多教堂?難道梵蒂岡不知道在像上海那樣的城市裡,很多神父每個主日在私宅裡為他們的信徒舉行彌撒?在「籠外的鳥兒」仍然有某程度的自由。不過現在事情正在改變。梵蒂岡來幫助政府推所有人進入籠子了。這絕對是新鮮事!這是在創造「歷史」!

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這是我對韓神父的第二個回應。他表示,協議的簽署將是一個祝福,因為它可以讓中國的天主教徒「在同一個團體中公開地慶祝他們的信仰」。「2018年將是真理之年。」

什麼真理?中國特色的真理?(我希望韓神父閱讀一下已故金魯賢主教有關真理的牧函。真理在現今中國並不存在,也沒有很高的評價。從食物到藥品,所有東西都造假。你不必說實話,只要說老闆喜歡聽的話就夠了。)

「在一個團體中公開地慶祝他們的信仰」?多麼美妙啊!但是,在哪裡慶祝?在愛國會登記的教堂裡,在監控攝像機的監視之下,聽神父宣講主席 —— 皇帝的最新指示?!還有其他可能性嗎?這肯定不像世界任何一個天主教會裡的正常崇拜!

韓德力神父從中國人那裡學到很多東西,中國人很會玩弄語言偽術。美麗的言詞:「在一個團體中公開地慶祝他們的信仰」和「恢復在中國的教會的合一和正常化」。多麼動聽,多麼「不尋常」,多麼悲慘的謊言!現實是:有人在教宗的權威下,堅守信仰,多年來忍受各種歧視和騷擾,現在卻被梵蒂岡逼進同一個「監牢」裡;那裡由穿著天主僕人衣飾的政府官員領導他們齊聲呼喊:「中國萬歲,中國天主教萬歲」[當你說出「中國天主教」之時,你可能沒有注意到這裡的矛盾 — 但如果你說「中國公教」你就會看到:獨立的中國教會不再是公教會了!]

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韓神父將這個「奇蹟」的功勞歸於「教宗方濟各的勇敢舉措」【顯然,教宗本篤(對抗主義者?)不是「他的」教宗】。韓神父太謙虛了。為這次「大成功」他才是值得領獎的人。他在教宗本篤2007年的信函發表後不久開始播種,加上教廷的同謀,現在他正在收割過去十年的成果。

他斷章取義地提到「秘密狀態並非屬於教會生活的常規。」這是教宗信函第8章第10段裡的一句話:「有些主教因不願屈從對教會生活的不當控制,且為了完全忠於天主教的道理和伯多祿的繼承人,被迫秘密地接受了祝聖。秘密狀態並非屬於教會生活的常規。歷史告訴我們,祇有當迫切渴望維護自身信仰的完整性、不接受國家機構干涉教會切身生活時,牧者和信友們才這樣做。」

韓神父在教廷和愛國會都吃得開,讓他可以在中國各地教會傳播他對教宗信件扭曲的解讀。「讓所有人都到地上來,不應該再有地下教會了!」

他最近的戰利品:是去年11月公開就職的蘭州教區主教。另一位主教魏景義是在等候名單上。

關於修和與合一之間的區別,我們幾經艱辛才爭取到在牧函的《綱要》中澄清了,但那已是兩年之後的事,那對教宗信件扭曲的解讀對教會已經造成無法彌補的混亂和破壞。

我不打算指出韓神父文章裡的所有荒謬之處。我只想提醒他,他強調「梵蒂岡知道得最清楚」是違反教宗方濟各對「邊緣」聲音的重視。也請記住:雖然你經常去中國大陸,但中國的現實每天都擺在我們香港人眼前。歡迎你來香港觀看,他們下個月如何慶祝中國首次自選自聖主教六十周年。

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L’Anno della verità? (Verità con caratteristiche cinesi?)

Alla fine, il buon p. Jeroom Heyndrickx, il “Padrino” degli “esperti di Cina”, se ne è uscito con il suo “2018 l’anno della verità” [riferendosi all’ “imminente” (?) Accordo Cina-Vaticano].

Potrei ignorare il “Rompere la fiducia” del (ora) famoso Francesco Sisci. Potrei resistere alla tentazione di rispondere all’affermazione di p. Michael Kelly (un esperto di storia della Chiesa?): “Il cardinale Zen ha torto”. Ma come posso ignorare p. Heyndrickx o astenermi dal reagire al suo patetico sermone?

In realtà, penso che sarebbe stato conveniente rispondere sia a Sisci che a Kelly, almeno brevemente, perché così avrei risposto, allo stesso tempo, ad alcuni dei punti principali dell’articolo di p. Heyndrickx.

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Conosco Sisci. Ci siamo incontrati un paio di volte, molti anni fa. Il suo punto di forza nella vita è l’aver conquistato il cuore di una ragazza che, si dà il caso, è la figlia di un generale cinese. Questo gli ha permesso di fare avanti e indietro nei corridoi del potere a Pechino. Ma questo non lo rende un vero esperto in questioni cinesi, tanto meno un esperto in affari della Chiesa.

Per quanto riguarda il punto centrale del suo articolo, scritto insieme ad un certo Strazzari, ho da dire questo: mi sono dichiarato colpevole di violazione della riservatezza, ma l’ho fatto per assolvere il Santo Padre dalla responsabilità per quelle cose malvagie (sbagliate?) perpetrate dai suoi collaboratori nel suo nome (hanno in programma di fare il loro sporco lavoro in silenzio e lasciarci inghiottire il fait accompli).

Sì, sono convinto che la Santa Sede non sia sempre il Santo Padre. Fino a quando non vedo un accordo malvagio firmato, mi rifiuto di credere che possa essere reale.

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Questo mi porta alla mia prima risposta a p. Heyndrickx. Egli richiama tutti ad “unirsi dietro il Papa, se…”. Ripete tuttavia che c’è un “se”. Confessa che “non sappiamo se il Papa in futuro…”. Sta solo facendo una profezia, quindi posso ancora sfidarlo. Solo se verrà apposta quella sciagurata firma, si vocifera il 23 o il 27 marzo, accetterò la sconfitta, andrò in pensione in silenzio e lascerò il podio a p. Heyndrickx per cantare la sua vittoria.

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Fr. Kelly è tornato ai tempi in cui i monarchi cristiani avevano il potere decisivo nel nominare i vescovi. Ma ciò è, per fortuna, STORIA.

Egli ha menzionato anche il compromesso del Vaticano con le potenze naziste, fasciste e comuniste del blocco orientale. Tuttavia, nessuno dovrebbe, oggi, sentirsi orgoglioso di ciò (solo la salda fede del popolo ha potuto impedire alla Chiesa di crollare del tutto!). [La scorsa estate ho trascorso tre settimane presso la Chiesa di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca per un viaggio di studio].

Ora, l’attuale realtà STORICA che ci troviamo ad affrontare in Cina è questa: un “pusillus grex” (un piccolo gregge) perseguitato da una gigantesca potenza atea. Quello che sta accadendo in Cina dal 1949 ad oggi non ha precedenti nella STORIA.

È stato, fino a poco tempo fa, un “arrendersi o martirio” (senza che io spingessi per il martirio), e ora è “arrendersi (con l’incoraggiamento dal Vaticano) o tornare alle catacombe”.

Ma perché arrendersi? Il Vaticano non vede che molte chiese (edifici) sopravvivono nella comunità sotterranea, come ad esempio a Hebei e Fujian? Il Vaticano non sa che in città come Shanghai, molti sacerdoti celebrano la messa domenicale per i loro fedeli nelle case private? C’è ancora un certo grado di libertà per gli “uccelli fuori dalla gabbia”. Ma ora le cose cambieranno. Il Vaticano viene ad aiutare il governo a spingere tutti nella gabbia. Questa è una novità assoluta! Questo fa STORIA!

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Questo mi porta alla mia seconda risposta a p. Heyndrickx. Egli sostiene che la firma dell’accordo sarebbe una benedizione perché permetterà ai fedeli cattolici in Cina “di celebrare apertamente la loro fede in una sola comunità”. “L’anno 2018 sarà l’anno della verità”, afferma.

Quale verità? Verità con caratteristiche cinesi? (Vorrei che Padre Heyndrickx leggesse la lettera pastorale del defunto vescovo Aloysius Jin sulla Verità. La verità non gode di buona salute o di alta stima al giorno d’oggi in Cina. Tutto è finto, dal cibo alla medicina. Non sei tenuto a dire la verità, dì solo quello che piace al capo).

“Celebrare apertamente la propria fede in una sola comunità”? Ma è meraviglioso! Dove però? In una chiesa iscritta all’Associazione patriottica, sotto sorveglianza delle telecamere, prestando ascolto ad un sacerdote che predica le ultime istruzioni dal Presidente-Imperatore in carica?! Quale altra possibilità? Di sicuro questo non è professare la fede in modo normale, come in ogni chiesa cattolica del mondo!

Heyndrickx ha imparato molto dai cinesi, che sono maestri nel giocare con le parole. Belle parole: “Per celebrare apertamente la loro fede in una sola comunità” e “ripristinare l’unità della Chiesa e la normalizzazione in Cina”. Che meraviglia! che cosa “insolita”! quali tragiche bugie! La Realtà è: le persone che per anni, nonostante ogni sorta di discriminazione e vessazioni, sono rimaste leali alla vera fede, sotto l’autorità del Papa, sono ora costrette dal Vaticano alla stessa “prigione”, guidati da funzionari del governo vestiti come i ministri di Dio. Devono gridare all’unisono: “Viva la Cina! Viva 中國天主教!” (zhongguo tianzhujiao) (Religione del Signore del Cielo)! [Potrai non notare la contraddizione, come quando, invece, dici “Chiesa cattolica cinese” – Una Chiesa cinese indipendente non è più una chiesa cattolica!].

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Heyndrickx attribuisce il merito di questo “miracolo” alla “coraggiosa iniziativa di papa Francesco [ovviamente papa Benedetto (il confrontazionista?) non è il “suo” papa]. P. Heyndrickx è troppo umile. È lui che merita il premio per questo “grande successo”. Ora sta raccogliendo ciò che ha seminato negli ultimi dieci anni, con la complicità della Santa Sede, non appena è stata pubblicata la lettera del papa del 2007.

Egli ha estrapolato, fuori contesto, le parole “clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa”. Il testo completo nella lettera è al decimo paragrafo del capitolo VIII: “Alcuni di essi [i vescovi in Cina], non volendo sottostare a un indebito controllo, esercitato sulla vita della Chiesa, e desiderosi di mantenere una piena fedeltà al Successore di Pietro e alla dottrina cattolica, si sono visti costretti a farsi consacrare clandestinamente. La clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa, e la storia mostra che Pastori e fedeli vi fanno ricorso soltanto nel sofferto desiderio di mantenere integra la propria fede e di non accettare ingerenze di organismi statali in ciò che tocca l’intimo della vita della Chiesa”.

Essendo amico sia della Santa Sede che dell’Associazione Patriottica, egli ha potuto diffondere la sua interpretazione distorta della lettera del Papa in tutta la Chiesa in Cina: “Lasciamo che tutti vengano allo scoperto, non ci dovrebbe più essere la Chiesa sotterranea!”.

La sua ultima conquista: il vescovo di Lanzhou si è pubblicamente insediato lo scorso novembre. Un altro, il vescovo Wei Jingyi, è in lista d’attesa.

Un chiarimento sulla distinzione tra Riconciliazione e Unificazione è riuscito a farsi strada nel “compendio”, ma solo dopo due anni, quando nella Chiesa sono già stati provocati irreparabili danni e confusione.

Non sottolineerò tutte le assurdità dell’articolo di p. Heyndrickx. Voglio solo ricordargli che la sua enfasi su “il Vaticano sa cos’è meglio” va contro l’enfasi di papa Francesco sulla periferia. Ricorda anche: andrai spesso in Cina, ma ogni giorno a Hong Kong la realtà cinese si manifesta davanti ai nostri occhi. Il prossimo mese sei il benvenuto ad Hong Kong, per vedere come verrà celebrato il 60mo anniversario della prima ordinazione episcopale illegale in Cina.

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The Year of truth? (Truth with Chinese characteristics?)

Finally the good Fr. Jeroom Heyndrickx, the “God Father” of “China experts,” has come out with his “2018 the year of truth” [referring to the “imminent” (?) China-Vatican Agreement.]

I could ignore the “Breaking the trust” by (now) famous Francesco Sisci. I could resist the temptation of answering Fr. Michael Kelly’s (an expert in Church History?) “Cardinal Zen is just wrong.” But how can I ignore Fr. Heyndrickx or abstain from reacting to his pathetic sermon?

Actually, I think it would have been convenient to answer both Sisci and Kelly, at least briefly, because I would have answered, at the same time, some main points of Fr. Heyndrickx’s article.

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I know Sisci. We met a couple of times many years ago. His strong point in life is that he conquered the heart of a girl, who happens to be the daughter of a Chinese General. This allowed him to come and go in the corridors of power in Beijing. But that does not make him a real expert in Chinese matters, even less an expert in Church affairs.

As to the central point of his article, co-authored with a certain Strazzari, I have this to say: I plead guilty of breach of confidentiality, but I did it to discharge the Holy Father from responsibility for those evil (wrong?) things perpetrated by his collaborators in his name (they plan to do their dirty job quietly and let us swallow the fait accompli).

Yes, I am convinced that the Holy See is not always the Holy Father. Until I see an evil deal signed, I refuse to believe that it can be real.

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This brings me to my first answer to Fr. Heyndrickx. He is calling everybody to “unite behind the Pope, if …” He has repeated that there is an “if.” He confesses that “we do not know whether the Pope will…” He is only making a prophecy. So I can still challenge him. Only if that unfortunate signing happens, rumored to be on March 23 or 27, I will accept defeat, retire in silence and leave the rostrum to Fr. Heyndrickx to sing his victory.

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Fr. Kelly went back to the times when Christian monarchs had the decisive power in making bishops. But that is, fortunately,…HISTORY.

He mentioned also the Vatican compromise with the Nazi, the Fascist and the Eastern Bloc Communist powers. But nobody should, today, feel proud of that (only the strong faith of the people could prevent the Church from a complete collapse!)

[Last summer I spent three weeks making a study tour to the Church of Hungary, Slovakia and Czech Republic.]

Now, the present HISTORICAL reality we face in China is: a “pusillus grex” (a tiny flock) being persecuted by a gigantic atheist power. What is happening in China from 1949 until today has no precedent in HISTORY.

It was, until recently, “either surrender or martyrdom” (without me pushing for martyrdom), and now it is “either surrender (with the encouragement from the Vatican) or back to the catacombs.”

But why surrender? Doesn’t the Vatican see that many churches (buildings) survive in the underground community e.g. in Hebei and Fujian? Doesn’t the Vatican know that in cities like Shanghai, many priests celebrate Sunday Mass in private homes for their faithful? There is still a certain degree of freedom for the “birds outside the cage.” But now things are going to change. The Vatican is coming to help the Government to push everybody into the cage. This is absolutely novel! This makes HISTORY!

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This brings me to my second answer to Fr. Heyndrickx. He says that the signing of the Agreement would be a blessing because it will enable the Catholic faithful in China “to openly celebrate their faith in one community.” “The year 2018 will be the year of truth.”

What truth? Truth with Chinese characteristics? (I would like Fr. Heyndrickx to read the pastoral letter by the late Bishop Aloysius Jin on Truth. The truth doesn’t enjoy good health or high esteem nowadays in China. Everything is faked, from food to medicine. You are not expected to tell the truth, just say what the boss likes to hear.)

“To openly celebrate their faith in one community”? How wonderful! But where? In a church registered with the Patriotic Association, under the surveillance cameras, listening to a priest preaching the latest instruction from the reigning President-Emperor?! What other possibility? Surely this is not a really normal worship as in any Catholic church in the world!

Fr. Heyndrickx has learned a lot from the Chinese, who are masters in playing with words. Beautiful words: “To openly celebrate their faith in one community,” and “restoring church unity and normalization in China.” How wonderful, how “unusual,” how tragic lies! The Reality is: People who for years, bearing all sorts of discrimination and harassment, kept their loyalty to the true faith, under the authority of the Pope, are now forced by the Vatican into the same “prison” where, led by the Government officials, dressed like God’s ministers. They have to shout in unison: “long live China! Long live 中國天主教” (zhongguo tianzhujiao – the Religion of the Lord of Heaven) ! [you may not notice the contradiction, but you do when you say “Chinese Catholic Church” – because an independent Chinese Church will not be Catholic any more!]

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Fr. Heyndrickx attributes the merit of this “miracle” to the “courageous initiative of Pope Francis [obviously Pope Benedict (the confrontationist?) is not “his” Pope]. Fr. Heyndrickx is too humble. He is the one who deserves the price for this “big success.” He is now harvesting what he has sown for the last ten years, with the complicity of the Holy See, as soon as the Pope’s 2007 letter was published.

He picked up, out of the context, the words “the clandestine condition is not a normal feature of the Church’s life.” The complete text in the letter is in Paragraph 10 of Chapter 8: “Some of them (bishops in China), not wishing to be subjected to undue control exercised over the life of the Church, and eager to maintain total fidelity to the Successor of Peter and to Catholic doctrine, have felt themselves constrained to opt for clandestine consecration. The clandestine condition is not a normal feature of the Church life, and history shows that Pastors and faithful have recourse to it only amid suffering, in the desire to maintain the integrity of their faith and to resist interference from state agencies in matters pertaining intimately to the Church’s life.”

Being a friend both of the Holy See and of the Patriotic Association he could spread his twisted interpretation of the Pope’s letter all over the Church in China. “Let everybody come into the open, there should not be underground church anymore!”

His latest conquest: the Bishop of Lanzhou has been publicly installed last November. Another one, Bishop Wei Jingyi, is on the waiting list.

A clarification on distinction between Reconciliation and Unification succeeded in fighting its way into the “compendium,” but only after 2 years when irreparable confusion and damage has already been caused in the Church.

I am not going to point out all the absurdities in the article of Fr. Heyndrickx. I only want to remind him that his emphasis on “the Vatican knows best” goes against Pope Francis’ emphasis on the periphery. Remember also: you go often to China, but every day in Hong Kong, the reality of China comes before our eyes. You are welcome to Hong Kong to watch how they are going to celebrate the 60th anniversary of the first illegal episcopal ordination in China next month.

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中梵談判,切磋、切磋

有一位從大陸來的神父與教友們分享了他個人觀點關於最近中梵談判引起的爭論。有些教友向我表示他們的不安和疑惑。我比一般教友「至少多吃了幾斤鹽,幾擔米」,覺得有責任出來也談談我的觀點。況且在這些問題上我似乎成了被告,那末也該有權利自辯一下吧。

耿占河「從大陸來的神父」那銜頭也壓不到我,我雖在「解放前」已離開了大陸,但我在89至96年之間在大陸接觸教會和政府的經驗肯定比他豐富得多。何況他多年學的也是西方的道理。我們儘可以平等身份切磋、切磋。

(一) 耿神父說教廷官員不可能不同教宗一致,因為他們是教宗選的

那我要先談談,我這幾年來,接觸教廷的痛苦經驗。

教宗本篤上任後選了伊萬•迪亞斯(Ivan Dias)任聖座萬民福音傳播部部長,迪亞斯的履歷包括多年在教廷國務院的服務,幾次任教廷大使,最後有孟買教區的牧民經驗,很了不起。他又是一位亞洲人,增加了教廷的國際性。

可惜的是他是阿戈斯蒂諾•卡薩羅利(Agostino Casaroli)樞機的徒弟,沉醉於他師父的“Ostpolitik”(東方政策=妥協政策),那時的國務院副秘書長帕羅林(Pietro Parolin)蒙席也同出Casaroli一族,兩人很配合,對中國實行Ostpolitik,對教宗的指示陽奉陰違。我罪大惡極,有一天向教宗本篤發脾氣,說:「你要我幫你照顧大陸教會,但我祇有發言權,沒有實權!我講話根本無用,你為什麼又不伸出援手?」,他回答說:「有時不想得罪人嚒!」最後本篤叫停了談判。迪亞斯滿75歲退休,教宗也調走了帕羅林。

教宗方濟各上任,請帕羅林回教廷任國務卿。帕羅林談吐斯文,外交手段絕妙,大家都拍手。但他畢竟也沉醉“Ostpolitik”。教宗方濟各既樂觀又愛心爆棚,很想去中國,帕羅林樂得配合,報喜不報憂,把現實又謹慎的本人和韓總主教排擠局外。教宗對中國共產黨沒有直接的認識,錯聽了他身邊的人,他們無底線地妥協,已到了準備全面投降的地步,按教宗對本人和韓總主教說的話,他並不知道他們計劃的細節。萬一他簽署他們談成的協議,我們當然也祇能接受,絕不可抗議。但在協議未簽署前,我們一定要苦口勸諫,使他們懸崖勒馬,也讓大家知道教廷的指示不一定來自教宗,不要讓國內兄弟錯怪了教宗。

(二) 耿神父說協議內容我們不知道,所以不該批評

談判的內容當然不能全部公開,但我是兩位中國樞機之一,也沒有資格過目嗎?為了不讓我們插嘴,連教廷照顧中國教會的委員會也消失了,韓總主教也被放逐了。

不知道內容就抽手旁觀,等米已成飯才批評嗎?

知道談判內容的人洩漏了相當資料,我們祇可以談談這些資料,發表我們的意見。

耿神父說神學專家、法律專家才有資格批評(他疏忽了歷史專家!)。難道教會不是由宗徒們的繼承人領導的嗎?當然個別的主教、樞機絕對能錯,其實帕羅林也能錯。在這些事上教宗也能錯!歷史上某教宗也曾需要某聖女的規勸。

民主選舉,主教團任命也就是政府揀主教,教宗能說最後的一句話也救不了他的職權,形式上像是維護了教宗的權,實際上是把決定權交在無神政府的手中。

我再說,如果教宗接受了這樣的協議,我雖不明白也不會出來批評他。但在協議簽成前我按良心大聲說,這是一個壞協議。

(三) 耿神父說必須達成協議,不能拖延。(壞協議比沒有協議好?)

理由是什麼?中國越來越強,和西方的矛盾也越來越多,所以對內的控制也越來越緊。我們既不能推翻政權,祇能及時妥協了。

中國是強是弱,讓政治評論家為我們分析吧。推翻政權不是我們的職責,不在我們的能力內,更不是我們的計劃。至於政權對內的控制越來越緊,這倒是有目共睹的事實。

一些堂區的夏令營不准辦了。上海教區在天安門事件後得到政府獎勵(修院沒有讓修生出去參加遊行),教友的孩子們可以領洗、初領聖體(法律准許的他們可以不給,法律不准許的他們可以給,他們就是法律)。最近在聖堂門口有貼牌「未成年者,不得進入」。

妥協就能阻擋控制嗎?

像教廷國務卿一樣,耿神父很「同情」地下團體。他說:「地下團體,至今還能存在,但空間就將不存在了,要趕快爭取合法化,讓北京承認它。」

耿神父倒也清楚地下團體至今還有空間,可是很快就將沒有了。恐怕有些香港教友並不知道在某些地方(如河北、福建)地下有聖堂,大聖堂、主教座堂,政府沒有命令拆毀,城市裡地下神父在家裡舉行彌撒很多教友參與,鄰居都知道,沒有人投訴,沒有人被抓。以後不同了,最近有地下神父向教友說二月一日後不要來了,政府說他們會執法了,危險了。

為什麼容忍這麼久,現在要執法了?因為有教廷幫他們執法了,誰不去地上不祇不聽政府的話,也不聽教宗的話了!?

我要問:究竟妥協了得到的是什麼?什麼是把地下「合法化」?北京「承認它」又是什麼意思?是讓它在地下自由運作?這豈不是妙想天開?承認地下主教是主教,請他們參加所謂的主教團,投入放大了的「鳥籠」?這樣爭得自由了嗎?壞協議比沒有協議更好嗎?

耿神父說如達不成協議那末政府自選自聖的非法主教越來越多,中國的教會就成裂教了。

難道獨立自辦的,政府辦的教不已是裂教了嗎?多了非法主教才是嗎?教宗祝福政府揀的主教,祝福政府辦的教,它就不再是裂教了嗎?

(四) 最可怕的(我絕不說最可笑的,我笑不出來)是耿神父的犧牲妙論

他說:「犧牲兩位合法的主教,要他們讓位給非法的、被絕罰的『主教』固然是不公義。」(他也坦白地說:「將來地下主教也都一樣被要求作犧牲」!)「但天父對聖子,要他死在十字架上也不公義。教會第一最高原則不是公義,是愛;為了愛,可以犧牲公義。」

天呀!這是什麼道理!?如果我們(慈幼會)的修生要受教於這樣的教授,我不願他們被犧牲,我會勸省會長讓我們的修生撤退出來!

耿神父沒有看過教宗本篤的訓導嗎?公義是最底限度的愛。要在真理中實踐愛德,真理是愛德的基礎。沒有真理,愛德就成了一個空空的殼子,什麼東西都可以放進去(墮胎、安樂死、背教)。天主犧牲了自己的聖子,是讓人殺了祂的聖子,還是祂殺了祂的聖子?(耶穌不是對比拉多說:「那把我交給你的更有罪。」也就是說那些使他無辜而死的都有罪!他當然可以寬恕他們,但沒有聽說選他們做了宗徒!)

是舊約那位母親殺了她的七個孩子,還是惡王惡人殺了他們?

現在不是政府逼兩位主教讓位,是教廷!

在大陸網上曾見有人寫過:「這麼多年來,敵人無法處我們於死地,現在是我們的父親要我們死。好吧。我們去死吧!」

耿神父分不清被人侮辱及自甘作賤,受傷及自殺,失敗和投降。哀哉!

陳日君樞機
香港前前主教

 

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我還是不明白他們為了什麼要和中國對話

我們為什麼要與中國對話一文的回應。

尊敬的帕羅林樞機(Parolin)接受了詹尼.瓦倫特(Gianni Valente)的採訪(亦即兩人之間虛構出來的採訪)。

我多次閱讀這個採訪,現在我又再次閱讀(即使閱讀它令我反胃),以便公道地發表我的意見。

我很感謝尊敬的樞機承認「持不同的意見是合理的」。

(1)

首先,我們注意到尊敬的樞機堅持認為他的觀點和活動的目的是屬於牧養、靈性、傳福和信仰的,而我們的思想和行為只是以為目的。

我們所看到的,卻是他崇拜他的導師卡薩羅利(Casaroli)的東方政策(Ostpolitik)外交,而鄙視那些堅決捍衛耶穌為宗徒建立的教會不受任何世俗權力干擾的人的真正信仰。我永不會忘記,幾年前在《羅馬觀察報》讀到一篇報道,他曾在一次講話中,形容那些在共產主義政權下的中歐國家信仰英雄(不點名的指向維辛斯基(Wyszynsky)樞機、敏增蒂(Mindszenty)樞機和貝蘭(Beran)樞機)為「角斗士」,「從頭到尾反對政府和渴望出現在政治舞台上的人們」。這番言論讓我震驚萬分。

(2)

我們也注意到他對我們在中國的兄弟姐妹的深重痛苦一再表示同情。鱷魚淚!他講的是什麼痛苦?他非常清楚,他們並不害怕貧窮,也不害怕自己的自由受到限制或被剝奪,甚至準備喪失生命。但他對這一切根本毫不尊重。(他們是「角斗士」!)

他還談到了尚未癒合的傷口,以及他打算用「慈悲的香脂」來對待他們。但他說的是什麼傷口?

在訪問結束前,他提到一點:「我坦率地說:我還深信,中國教會所經受的部分苦難與其說是個人意志,更是由於處境的客觀複雜性。」所以他非常清楚,在中國的教會裡,不是(至少很少是)私人冒犯或怨恨的問題,而是由無神極權勢力制造出來的迫害。

使用慈悲的香脂?但前面已說了這不是私人怨恨的問題,問題是需要讓人從奴隸制度解脫出來。

講到慈悲,對迫害者慈悲?對他們的幫兇慈悲?獎勵叛徒?懲罰忠信的人?強迫一位合法的主教讓位給被絕罰的主教?這不是更像在這些尚未癒合的傷口上擦鹽嗎?

讓我們回來分析「客觀的處境」。痛苦的狀態不是由我們而是由政權制造出來的。共產黨想要奴役教會。有些人拒絕接受這種奴役,有些人忍受它;不幸的是,有些人卻擁抱它。面對這一現實,我們有可能不談「權力、背叛、抵制、投降、衝突、讓步、妥協」嗎?

帕羅林希望我們談論共融和合作。但有條件嗎?在哪裡共融?我們如何合作?因此,我們必須分析兩個需要澄清的基本論點。

(3)

你想達到的是怎麼樣的合一

    a) 尊敬的樞機讚揚中國天主教徒,指出「在中國不存在兩個教會」。如果我沒有記錯,我是第一個,在世界主教會議上,肯定這一點的人,因為在兩個教會團體裡,信眾在心裡都是忠於教宗的(今天隨著在政府管理的教會團體裡的「機會主義者」越來越多,我已不敢再對整個中國教會有這種肯定)。

但是帕羅林不能否認的是,目前,有兩個基於兩種不同的、甚至對立原則的架構的團體。一個架構是建基於耶穌建立的教會的伯多祿首席權原則上,另一個架構是由無神論政府強加的、旨在創造一個受其權力支配的裂教。

    b) 消除這種分裂和實現合一,必須是每個天主教徒的願望,但不是魔術棒一揮就能達成,更不要說靠扭曲教宗本篤的信函來達成。

在榮休教宗的信函裡有這一段(8.10):「 有些主教因不願屈服於那加在教會生活上不當的控制,且為了完全忠於伯多祿的繼承人和忠於天主教的道理,被迫秘密地接受了祝聖。秘密狀態並非教會生活常規。歷史告訴我們,教會牧者和信友們只有當迫切渴望維護自身信仰的完整性,以及在教會生活的切身部份,不願接受國家機構干涉時,才會這樣做。」韓德力神父(Jeroom Heyndrickx)斷章取義地引用了「秘密狀態並非教會生活常規」,在國內宣揚這樣一句話作為他的使命:「地下團體不該再存在,所有人都必須公開,參加受政府控制的教會團體。」在宗座中國教會事務委員會中,我們指出了這個嚴重的錯誤,但是國務院和萬民福音傳播部當時都無視這警告,顯然是支持韓德力神父的理論。

直到兩年之後──當有關的錯誤已造成了巨大損害之時 ── 我們才能在信函的《綱要》小冊子裡,加入了一些註釋,把「結構上的合一」與「心靈的修和」區分開來

    c) 帕羅林說,人們不應該對「兩種對立的原則和機構維持長期的衝突」。但顯然這並不取決於我們自己,因為兩種架構中的其中一個是在政府的權力之下,這當然是指政權對它的控制,並且沒有表現出會放棄的跡象。

教宗本篤說,合一的道路「不容易走」,而且「不可能一天完成」(6.5, 6.6)。但是我們的外交官想要一個奇蹟,他們現在就想要有。

他們還指責其他人「緊抱著對立的態度譴責弟兄,或者用『過去』作為藉口煽動新的怨恨和封閉」,並且不準備寬恕,「那麼不幸的是,便意味著還有其它利益要維護:可這不是福傳精神的願景。」。對教會內忠實信眾這些責備真是太殘酷了,他們多年來因為忠於真正的教會而忍受過各種剝奪和壓迫!

當對方無意尊重天主教會的本質,而我們這一方希望不惜一切代價的合一時,就只有一種可能的選擇,就是強迫每個人都進入鳥籠」。

    d) 「擴大籠子」的解決方案會鼓勵人們走在一起嗎?走上一條新的路徑?內心會寧靜?會有信心?

他們說,這將是一個漸進的過程,那末我們可假設,他們心裡面已有計劃,在將非法主教認可為合法主教之後的下一步措施。那些根據教會法是合法的、但沒有得到政府「承認」的主教,他們會怎樣?他們會被政權承認嗎?那就是,被歡迎進入籠子?(由政府握著鳥籠的鑰匙?)這樣就會有「一個」合法的主教團嗎?

帕羅林集團承認這種解決方案並不完美,這是兩害取其輕。但,不要忘記:你可以忍受邪惡(傷害),但你不可以犯罪(罪惡),無論大小。有人分裂教會而我們遭受苦難,我們或不能避免;但我們不能協助他們去這樣做。

此外,由黨建立的裂教我們不用怕它,它會隨著政權的垮台而消失。相反地,一個裂教獲教宗祝福才是可怕!

(4)

澄清了要達至的「合一」的性質後,考慮以下的問題就很容易了:我們如何實現這種合一

(內部)修和和(與政府)對話。

    a) 不是沒有困難的,但是有可能的,因為它只取決於我們的善意。與政府的對話則更加困難。

    b) 教宗方濟各在首爾說過:「對話的首要條件是保持自己的本質不變」。

這是一個誠實和正義的問題。我們需要知道並讓對方知道我們想要到達的地方,也就是說,我們的良知決定對話的理想結果。具體說,那顯然是:「真正的宗教自」,它不僅不傷害,而且有利於國家的真正益處。

我們能成功嗎?有沒有一綫希望?在中國共產黨比以往任何時候都更強大和咄咄逼人的現狀下它的言行都指向對每個宗教有更嚴格的控制,尤其對這個所謂的「外來」宗教。真正的宗教自由實是一個奢望。

共產黨已不再覺得需要掩飾事實了。各種照片在在顯示,這是一個國家主辦的中國 天主教,它不再是天主教,而是中國教、裂教(愛國會和所謂的主教團的聯席會議,總是由政府官員領導)。教宗避免使用「裂教」一詞,是因為他同情有些人是在重大壓力之下身處其中。從我們所能觀察到的情況看,教廷正在接受這種不能接受的現實。(難道這真的是為了教會的益處嗎?)

為有真正的對話,它必須從平等的立場開始。獄卒和囚犯之間、勝利者和被征服者之間,沒有真正的對話。但我們這邊的人似乎正從一個弱勢位置開始。可靠的消息來源說,梵蒂岡代表團不能討論已經在政府手中二十多年的蘇志民主教的情況,因為我們的對話者拒絕了。我認為,我們的代表團早就應該離開談判桌回家去。接受他們的拒絕就像從一開始就跪在他們面前。

畢竟我們不是被征服者。難道我們的外交官不知道地下教會團體的信眾曾構成,可能仍構成,教會的大部份信徒人口嗎?不知道他們在多處有教堂和主教座堂嗎?在城市裡,他們顯然不能有教堂,但他們在私人住宅裡開彌撒公安部門當然知道,但並不干擾。不幸的是,自2018年2月起,我們可以看到政府對我們這些兄弟姐妹的活動進行更加嚴格的管制,這是因為政府知道,它現在也得到了教廷的同意。

    c) 梵蒂岡在支持與政府進行外部對話的同時,扼殺了教會內部的對話。它以一種極其粗暴的姿態,取消了教宗本篤十六世設立的宗座中國教會事務委員會而不給一個解釋。在梵蒂岡,唯一有資格的華人聲音是韓大輝總主教,現在被調派到希臘當大使了。帕羅林所說「探索一個綜合的真相」就是這些!「一起找出天主的計劃」就是這樣!他們相信自己「已妥當地考慮所有事情」。

(5)

在整個訪問中,最令我反感的,是對教宗本篤信函的不誠實扭曲,使得看起來他好像是榮休教宗的忠實支持者,而實際上他和當時的萬民福音傳播部部長阻礙了拉辛格教宗將中國教會帶回正軌的努力。

在這次採訪的開始和結束,他分別兩次引用信函。

    a) 在第4章第7段中,教宗本篤說:「與合法的政權持續衝突是不能解決現存的問題的。但同時,當政權不恰當地干涉教會的信仰問題和教律時,我們亦不能就此屈從。」

    b) 在第6段中他說過:(引用《天主是愛Deus Caritas Est》通諭)「教會不能、也不應該代替國家。但同時,也不能、不應該置身於為正義而奮鬥的範圍之外。」

在這兩句引語中,帕羅林利用了前半句,而將後半句隱去,破壞了教宗本篤思想的平衡。

(6)

鑑於最近的爭議,我覺得有必要澄清我與教宗方濟各之間的關係:無論我什麼時候遇到他,他對我都充滿溫柔。

確實,我把私人對話披露可能會讓他感到尷尬,對此我感到抱歉。但我仍然相信,教宗的想法與他的合作者的想法,兩者之間存在著差異。他們很容易地利用了教宗的樂觀主義來實現他們的目標。除非另有事實證明我錯了,否則我確信我為教宗的名譽作了辯護:他的合作者判斷錯誤的責任與他無關。我也以為藉著我,他向我們中國的兄弟們表達了他的鼓勵;國內的兄弟們,如我們中國人所說,「正在陷入水深火熱當中」。

如果有一天教廷與中國簽署了不好的協議,這顯然是得到教宗的批准,那麼我會默默退出,過「隱修的生活」。作為鮑思高的一個兒子(即使不堪當),我絕不會出來帶頭反對羅馬教宗 ── 基督在世的代表。

讓我們為教宗方濟各祈禱:「祈求天主保護他,給他力量,賜他幸福,且不讓他陷入敵人的手中。」

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I still don’t understand why they are in dialogue with China

A response to Why we are in dialogue with China, the interview that His Eminence Cardinal Parolin gave to Gianni Valente (that is, an interview cooked up between the two).

I read the interview several times, now I read it again (even if the reading repels me) in order to honestly make my comments.

I am grateful to His Eminence for recognizing that “it is legitimate to have different opinions”.

(1)

First of all, we note the insistence with which His Eminence affirms that his point of view and the purpose of his activities are of a pastoral, spiritual, evangelical and faith-based nature, while our thinking and acting is only in a political key.

What we see instead is that he venerates the Ostpolitik diplomacy of his master Casaroli and despises the genuine faith of those who firmly defend the Church founded by Jesus on the Apostles from any interference by secular power.

I will never forget my amazement at reading a report in the Osservatore Romano a few years ago on a speech that he had given where he describes the heroes of the faith in the central European countries under the communist regime (Card. Wyszynsky, Card. Mindszenty and Card. Beran, without mentioning them) as “gladiators”, “people systematically opposed to the government and eager to appear on the political stage”.

(2)

We also note the repeated mention of his compassion for the suffering of our brothers and sisters in China. Crocodile tears! What suffering is he talking about? He knows very well that they are not afraid of poverty, nor the limitation or deprivation of liberty, nor even the loss of life. But he has absolutely no respect for all of this at all (they are “gladiators”!)

He also speaks of wounds that are still open and his intention to treat them by applying “the balm of mercy”. But what wounds is he talking about?

Towards the end of the interview, at one point he says: “To be frank, I will tell you: I am also convinced that part of the suffering experienced by the Church in China is not so much due to the will of individuals as to the objective complexity of the situation”.

So he knows very well that in the Church in China it is not (if not infrequently) a case of personal offenses or resentments, but persecution by an atheistic totalitarian power. Use the balm of mercy? It is not a question of personal offenses to be forgiven. It is a slavery from which to free oneself.

Mercy for the persecutors? For their accomplices? Rewarding traitors? Castigating the faithful? Forcing a legitimate bishop to give way to an excommunicated one? It this not more like rubbing salt on these still open wounds?

Let us return to the “objective situation”. The painful state was not created by us, but by the regime. The communists want to enslave the Church. There are those who refuse this enslavement, there are those who suffer, unfortunately there are those who embrace it.

Faced with this reality is it possible not to speak of “power, resistance, conflict, compromise, giving in, surrender, betrayal”?

Parolin wants us to talk about communion and collaboration. But are the conditions right? Where is this unity? How can we collaborate? Thus, we must analyse the two fundamental points that need clarification.

(3)

What is the unity you want to achieve?

    a) His Eminence praises Chinese Catholics and states that “there are not two Catholic Churches in China”. If I’m not mistaken, I was the first to affirm this at a meeting of the Synod of Bishops, because, in both communities, the faithful in their hearts are loyal to the Pope (today with the increasing number of opportunists in the community run by the Government I no longer dare to apply this affirmation to the entire Church in China).

But Parolin cannot deny that, for the moment, there are two communities with two structures based on two different, opposing principles. One structure is founded on the principle of the Primacy of Peter on which Jesus established his Church, the other structure is imposed by an atheistic government intent on creating a schismatic Church subject to its power.

    b) Eliminating this division and achieving unity must be the desire of every Catholic, but not with one wave of a magic wand, let alone by manipulating the Letter of Pope Benedict.

In the Letter by Pope Emeritus there is this paragraph (8.10): “Some (bishops), not wishing to be subjected to undue control exercised over the life of the Church, and eager to maintain total fidelity to the Successor of Peter and to Catholic doctrine, have felt themselves constrained to opt for clandestine consecration. The clandestine condition is not a normal feature of the Church’s life, and history shows that Pastors and faithful have recourse to it only amid suffering, in the desire to maintain the integrity of their faith and to resist interference from State agencies in matters pertaining intimately to the Church’s life. “Father Jeroom Heyndrickx citing out of context the phrase “the clandestine condition is not a normal feature of the Church’s life,” has made it his mission to spread the word throughout China (where he enjoyed great freedom of movement): “there should be no more underground communities, everyone must come to the open and become part of the community subject to the Government”.

In the Commission for the Church in China we pointed out this grave error, but both the Secretariat of State and the Congregation for the Evangelization of Peoples ignored this warning, obviously supporting ​​Father Heyndrickx’ theory.

It was only two years later, when this mistake had already done immense damage, that we managed to include some notes in the “Compendium” booklet to try to distinguish the reconciliation of hearts from unity in structures.

    c) Parolin says that one should not maintain “a perennial conflict between opposing principles and structures”. But obviously this does not depend on us alone, because one of the two structures is under Government power, which certainly exercises control over it and shows no sign of giving it up.

Pope Benedict says that the journey of unity “is not easy and cannot be accomplished overnight” (6.5, 6.6).

But our diplomats want a miracle and they want it now, and not only.  They also accuse others of clinging “to the spirit of opposition to condemn his brother or use the past as an excuse to stir up new resentments and closures” and of not being ready “to forgive, this means, unfortunately, that there are other interests to defend: but this is not an evangelical perspective”.

These are really cruel reproaches to address to faithful members of the Church, who for many years have suffered every kind of deprivation and oppression for their fidelity to the true Church!

When the other party has no intention of respecting the essential nature of the Catholic Church and on our part one wants unity at all costs, there is only one possible choice, that of forcing everyone to enter the “bird’s cage”.

    d) With the solution of the “enlarged cage” will this encourage people to walk together? To embark on a new path? With serenity? With confidence?

It is said that it will be a gradual process, but let us suppose that the authors already have the next steps to be taken after the legitimization of the illegitimate in mind.

What will become of those Bishops who are legitimate according to the law of the Church but who are not recognized by the Government? Will they be “accepted”? That is, admitted to the cage? Will it finally be “a” legitimate episcopal conference? (With the Government holding the key to the cage?)

Parolin and company recognize that this solution is not perfect, it is a lesser evil. You can endure and suffer an evil (damage), but you can never do wrong (sin), great or small.

Our suffering at the creation of a schismatic Church by others may be inevitable, but we cannot assist in its creation.

Moreover, a schismatic church created by the party is not a cause for fear, it will fade with the fall of the regime. Instead, a schismatic church with the Pope’s blessing would be horrifying!

(4)

Having clarified the nature of the unity to be reached, it is easy to consider the following problem: How do we achieve this unity?

With reconciliation (ad intra) and dialogue (with the Government).

    a) Reconciliation is not without difficulty but possible, because it depends only on our goodwill, dialogue with the Government is more difficult.

    b) Pope Francis in Seoul had said: “The first condition of a dialogue is consistency with one’s own identity.”

It is a matter of honesty, of justice. We need to know and let it be known where we want to arrive, that is, what our conscience dictates as a desirable outcome to dialogue. In our case, obviously it is: “a true religious freedom which not only does not harm but favours the true good of the nation”.

Will we be able to manage this dialogue? Is there a hope of success? Is there at least a minimum foundation to hope in the present situation when the Chinese Communist Party is more powerful and overbearing than ever? When, both its words and actions point to an even more rigorous control of every religion, but in a special way of the so-called “foreign” religions.

The Communists no longer feel the need to save appearances. Photographs show that it is the State that manages the Catholic Church in China, which is no longer Catholic but Chinese, schismatic. (The joint meeting of the Patriotic Association and the so-called “episcopal conference is [always] led by a government official”) The Popes refrain from using the word “schism” for compassion for those who find themselves not of their own will under severe pressure.

From what we can observe see, the Holy See is acquiescing to this unacceptable reality. (Is it really sure that this is for the good of the Church?)

In order for a dialogue to be true, it must start from a position of equality. There is no real dialogue between the jailer and the prisoners, between the victor and the vanquished. But our own seems to start from a position of weakness. Reliable source says that the Vatican Delegation could not discuss the case of Bishop James Su Zhi Min who has been in the hands of the government for more than twenty years, because our interlocutors refused. In my opinion, our delegation should have left the negotiating table and come home. Accepting their refusal is like kneeling down to them from the outset.

After all we are not the vanquished. Do our diplomats not know that the faithful of the clandestine community constituted, and perhaps still constitute, the majority? That they have churches and cathedrals in various places? That in the city, where obviously they cannot have churches, they say Masses in private homes so as not to be disturbed by the public security authorities who are also aware of everything. Unfortunately, as of February 2018 we can expect a much stricter control by the Government on the activities of these our brothers and sisters, also because the Government knows that by now it also has the consent of the Holy See.

    c)    While supporting the need for external dialogue with the government, the Vatican has stifled dialogue within the Church. With a supremely rude gesture it dismissed the Pontifical Commission for the Church in China set up by Pope Benedict without so much as a word. The only competent Chinese voice in the Vatican was Archbishop Savio, sending him as Nuncio to Greece. So much for “finding synthesis of truth”! So much for “discovering God’s plan together”! They are convinced that they “have considered everything properly”.

(5)

The most repugnant thing I find in the whole interview is the dishonest exploitation of expressions of the Letter of Pope Benedict, making it appear as if he was a faithful supporter of the Pope Emeritus, whereas in reality he and the then Prefect of the Congregation for ‘Evangelization of the Peoples have thwarted all of Pope Ratzinger’s efforts to bring the Church in China back on the right path.

At the beginning and end of the interview he made two citations respectively.

    a) In Chapter 4 Paragraph 7 Pope Benedict says: “The solution to existing problems cannot be pursued via an ongoing conflict with the legitimate civil authorities; at the same time, though, compliance with those authorities is not acceptable when they interfere unduly in matters regarding the faith and discipline of the Church..”

    b) In Paragraph 6 he had said: (Citing “Deus caritas est”) “The Church cannot and must not replace the State. Yet at the same time she cannot and must not remain on the sidelines in the fight for justice..”

In both quotes, Parolin took advantage of the first half, leaving out the other half, losing the balance of Pope Benedict’s thought.

(6)

Given the recent controversies, I feel the desire to clarify my relationship with Pope Francis who, whenever I meet him, fills me with tenderness.

It is true that my revelations of a private interviews may have caused him embarrassment and for this I am sorry. But I am still convinced that there is a void between the way of thinking of His Holiness and the way of thinking of his collaborators, who readily take advantage of the Pope’s optimism to pursue their goals. Until proven otherwise I am convinced that I have defended the good name of the Pope from the responsibility of the erroneous judgement of his collaborators and that he has communicated his encouragement to my brothers in China who are, as we say in China, “in the burning fire and in deep water”.

If, by chance, one day a bad agreement is signed with China, obviously with the approval of the Pope, I will withdraw in silence to “monastic life”. Certainly as a son, even if unworthy, of Don Bosco I will not make myself the head of a rebellion against the Roman Pontiff, Vicar of Christ on earth.

Let us pray for Pope Francis “that the Lord will preserve him, give him strength, make him happy, and save him from the hands of his enemies.”

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Non sono ancora riuscito a capire per che cosa dialogano con la Cina

Risposta a “Ecco perché dialoghiamo con la Cina”, l’intervista che Sua Eminenza il Cardinal Parolin ha concesso a Gianni Valente (cioè l’intervista cucinata insieme tra i due).

Ho letto più volte l’intervista, ora la leggo di nuovo (anche se la lettura mi ripugna) per poter onestamente fare i miei commenti.

Sono grato a Sua Eminenza perché ha riconosciuto che “è legittimo avere opinioni diverse”.

(1)

Anzitutto si nota l’insistenza con cui Sua Eminenza afferma che il suo punto di vista e lo scopo delle sue attività sono di natura pastorale, spirituale, evangelica e di fede, mentre il nostro pensare ed agire è solo in chiave politica.

Quello che vediamo invece è che egli adora la diplomazia dell’Ostpolitik del suo maestro Casaroli e disprezza la genuina fede di coloro che con fermezza difendono la Chiesa fondata da Gesù sugli Apostoli da ogni ingerenza di potere secolare.

Non posso dimenticare il mio stupore leggendo qualche anno fa un suo discorso riportato sull’Osservatore Romano dove egli descrive gli eroi della fede nei paesi centro-Europei sotto il regime comunista (Card. Wyszynsky, Card. Mindszenty e Card. Beran, pur senza nominarli) come “gladiatori”, “gente sistematicamente contraria al Governo e avida di apparire sul palcoscenico politico”.

(2)

Si nota pure la ripetuta menzione della sua compassione per le sofferenze dei nostri fratelli in Cina. Lacrime di coccodrillo! Di che sofferenza parla? Sa benissimo che essi non temono la povertà, né la limitazione o privazione della libertà e neppure la perdita della vita. Ma egli non stima affatto tutto questo (sono “gladiatori”!)

Parla anche delle ferite ancora aperte e per curarle intende applicare “il balsamo della misericordia”. Ma di che ferite parla?

Verso la fine dell’intervista, ad un certo punto dice: “Con franchezza, … dirò: sono anche convinto che una parte delle sofferenze vissute dalla Chiesa in Cina non sia dovuta tanto alla volontà delle singole persone, quanto alla complessità oggettiva della situazione”.

Dunque, sa benissimo che nella Chiesa in Cina non si tratta (se non raramente) di offese o risentimenti personali, ma tutti sono vittime della persecuzione da parte di un potere totalitario ateo. Usare il balsamo della misericordia? Ma non sono offese personali da perdonare. È una schiavitù da cui liberarsi.

Misericordia per i persecutori? Per i loro complici? Premiare i traditori? Castigare i fedeli? Forzare un vescovo legittimo a cedere il posto ad uno scomunicato? Non è piuttosto mettere sale sulle ferite?

Torniamo alla “situazione oggettiva”. Lo stato doloroso non è stato creato da noi, ma dal regime. I comunisti vogliono schiavizzare la Chiesa. C’è chi rifiuta questa schiavitù, c’è chi la subisce, purtroppo c’è anche chi l’abbraccia.

Davanti a questa realtà è possibile non parlare di “potere, resistenza, scontro, compromesso, cedimento, resa, tradimento”?

Parolin vuole che parliamo di comunione e collaborazione. Ma ci sono le condizioni? Dove unirci? Come collaborare? Veniamo ad analizzare le due cose fondamentali da chiarire.

(3)

Qual’è l’unità che si vuole raggiungere?

    a)     Sua Eminenza loda i cattolici cinesi e afferma che “non ci sono due Chiese Cattoliche in Cina”. Se non mi sbaglio, sono stato io il primo ad affermare questo in una riunione del Sinodo dei Vescovi, in quanto, nell’una e nell’altra comunità, i fedeli nel loro cuore sono fedeli al Papa (oggi con l’aumentare degli opportunisti nella comunità gestita dal Governo non oso più applicare l’affermazione a tutta la Chiesa in Cina).

Ma Parolin non può negare che, per il momento, ci sono due comunità con due strutture basate su due principi diversi, opposti. Una struttura è fondata sul principio del Primato di Pietro su cui Gesù ha stabilito la sua Chiesa, l’altra struttura è imposta da un Governo ateo intento a creare una Chiesa scismatica soggetta al suo potere.

    b)     Eliminare questa divisione e rifare l’unità dev’essere il desiderio di ogni cattolico, ma non con un colpo di spugna, tanto meno manipolando la Lettera di Papa Benedetto.

Nella Lettera del Papa Emerito c’è questo paragrafo (8.10): “Alcuni (vescovi) non volendo sottostare a un indebito controllo, esercitato sulla vita della Chiesa, e desiderosi di mantenere piena fedeltà al Successore di Pietro e alla dottrina cattolica, si sono visti costretti a farsi consacrare clandestinamente. La clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa, e la storia mostra che pastori e fedeli vi fanno ricorso soltanto nel sofferto desiderio di mantenere integra la propria fede e di non accettare ingerenze di organi statali in ciò che tocca l’intimo della vita della Chiesa.” Il Padre Jeroom Heyndrickx citando fuori contesto la frase “la clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa” prese come sua missione di spargere la voce in tutta la Cina (dove godeva grande libertà di movimento): “Ormai non ci deve essere più comunità clandestina, tutti devono venire all’aperto, cioè entrare a far parte della comunità soggetta al Governo.

Nella Commissione per la Chiesa in Cina abbiamo fatto notare questo grande errore, ma sia la Segreteria di Stato sia la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli hanno ignorato questo avvertimento, ovviamente sostenevano l’idea del Padre Heyndrickx.

Solo dopo due anni, quando questo errore aveva già fatto danno immenso, siamo riusciti a far mettere nel volumetto “Compendium” alcune note che cercano di distinguere la riconciliazione dei cuori dall’unità nelle strutture.

    c)     Parolin dice che non si deve “mantenere una perenne conflittualità tra principi e strutture contrapposti”. Ma ovviamente questo non dipende da noi soli, perché una delle due strutture è sotto il potere del Governo, il quale la controlla già sicuramente e non dà nessuno segno di rinunciarvi.

Papa Benedetto dice che il cammino della unità “non é facile e che non potrà compiersi dall’oggi al domani” (6.5, 6.6).

Ma i nostri diplomatici vogliono realizzare subito un miracolo e accusano gli altri di “aggrapparsi allo spirito di contrapposizione per condannare il fratello” e di “utilizzare il passato come un pretesto per formentare nuovi risentimenti e chiusure” e di “non essere pronti a perdonare, ciò significa, che vi sono altri interessi da difendere”.

Come sono crudeli questi rimproveri rivolti a membri fedeli della Chiesa, che per lunghi anni hanno sofferto ogni specie di privazione e vessazione per la loro fedeltà alla vera Chiesa!

Quando l’altra parte non ha nessuna intenzione di rispettare l’essenziale natura della Chiesa Cattolica e dalla nostra parte si vuole ad ogni costo venire ad una unificazione, c’è una sola scelta possibile, quella di forzare tutti ad entrare nella “gabbia”.

    d)    Con la soluzione della “gabbia ingrandita” si camminerà insieme? Un cammino nuovo? Con serenità? Con fiducia?

Si dice che sarà un cammino graduale, ma supponiamo che i pianificatori abbiano in mente già quale sarà il segunte passo dopo la legittimazione degli illegittimi.

Cosa ne sarà dei Vescovi legittimi secondo la legge della Chiesa ma non riconosciuti dal Governo? Saranno “accettati”? Cioè ammessi pure nella gabbia? Sarà finalmente “una” conferenza episcopale legittima? (Con il Governo che tiene la chiave della gabbia?)

Parolin e compagnia riconoscono che questa soluzione non è perfetta, è un minor male. Si può sopportare e soffrire un male (danno), ma non si può mai fare un male (peccato), grande o piccolo che sia.

Soffrire che altri creino una Chiesa scismatica può essere inevitabile, ma non possiamo noi aiutare la sua creazione.

Del resto non c’è da temere una chiesa scismatica creata dal partito, svanirà col cadere del regime. Sarà, invece, orribile una chiesa scismatica con la benedizione del Papa!

(4)

Chiarita la natura dell’unità da raggiungere è facile considerare il seguente problema: Come si fa a raggiungere tale unità?

Con la riconciliazione (ad intra) e con il dialogo (con il Governo).

    a)    La riconciliazione non è senza difficoltà ma possibile, perché dipende solo dalla nostra buona volontà, il dialogo col Governo è più difficile.

    b)    Papa Francesco a Seoul aveva detto: “La prima condizione di un dialogo è la coerenza con la propria identità.

È questione di onestà, di giustizia. Bisogna sapere e far sapere dove desideriamo arrivare, cioè, secondo la nostra coscienza quale sarà una buona conclusione del dialogo. Nel nostro caso, ovviamente è: “una vera libertà religiosa la quale non solo non nuoce ma favorisce il vero bene della Nazione”.

Riusciremo in questo dialogo? C’è speranza di successo? C’è almeno un minimo di fondamento nella presente situazione, quando il Partito Comunista Cinese è più che mai potente e prepotente? Quando, sia le sue azioni come i suoi pronunciamenti sono nella direzione di un più ferreo controllo di ogni religione, ma in modo speciale delle religioni cosiddette “straniere”.

I Comunisti non sentono neanche più il bisogno di salvare le apparenze. Fotografie fanno vedere che è lo Stato che gestisce la Chiesa Cattolica in Cina la quale ormai non è più Cattolica ma cinese, scismatica. (È un ufficiale del Governo che presiede alla riunione [sempre] congiunta dell’Associazione Patriottica e della cosiddetta “conferenza episcopale”) I Papi si astengono dall’usare la parola “scisma” per compassione per coloro che vi si trovano non di propria volontà ma sotto grave pressione.

Da quel che vediamo, la Santa Sede sta accettando proprio questa inaccettabile realtà. (È sicura che sta facendo il bene della Chiesa?)

Il dialogo per essere vero deve partire da una posizione di eguaglianza. Non c’è vero dialogo tra il carceriere e i prigionieri, tra il vincitore e i vinti. Ma i nostri sembra proprio che partano da una posizione di debolezza. Fonte attendibile dice che la Delegazione vaticana non ha potuto discutere sul caso del Vescovo Giacomo Su Zhi Min nelle mani del Governo da più di vent’anni, perché loro hanno rifiutato. A me sembra che i nostri avrebbero dovuto lasciare il tavolo delle trattative e tornare a casa. Accettare il loro rifiuto equivale a mettersi in ginocchio fin dall’inizio.

Dopotutto noi non siamo i vinti. I nostri diplomatici non sanno che i fedeli della comunità clandestina costituivano, e forse ancora costituiscono, la maggioranza? Che in diversi luoghi hanno chiese e cattedrali? Che in città, dove ovviamente non possono avere chiese, dicono Messe nelle case private non disturbati dalle autorità di pubblica sicurezza che sono pure al corrente di tutto. Purtroppo dal febbraio 2018 possiamo aspettarci un molto più severo controllo da parte del Governo sulle attività di questi nostri fratelli, anche perché il Governo sa di avere ormai anche il consenso della Santa Sede.

    c)    Mentre sostiene la necessità del dialogo all’esterno col Governo, il Vaticano ha soffocato il dialogo all’interno della Chiesa. Con un gesto sommamente maleducato ha liquidato senza una parola la Pontifica Commissione per la Chiesa in Cina costituita da Papa Benedetto. Si è disfatta dell’unica voce competente cinese in Vaticano l’Arcivescovo Savio mandandolo Nunzio in Grecia. Altroché “trovare sintesi di verità”! Altroché “scoprire insieme il disegno di Dio”! Essi sono sicuri di “aver considerato tutto adeguatamente”.

(5)

La cosa più ripugnante che trovo in tutta l’intervista è lo sfruttamento disonesto di espressioni della Lettera di Papa Benedetto, facendo apparire come se egli Parolin fosse un fedele sostenitore del Papa Emerito, mentre in realtà egli e l’allora Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli hanno vanificato tutti gli sforzi di Papa Ratzinger di riportare la Chiesa in Cina sulla strada giusta.

All’inizio e alla fine dell’intervista ha rispettivamente fatto due citazioni.

    a)     Al Capitolo 4 Paragrafo 7 Papa Benedetto dice: “La soluzione dei problemi esistenti non può essere perseguita attraverso un permanente conflitto con le legittime autorità civili; nello stesso tempo, però, non è accettabile una arrendevolezza alle medesime quando esse interferiscano indebitamente in materie che riguardano la fede e la disciplina della Chiesa.”

    b)     Al Paragrapho 6 aveva detto: (Citando “Deus caritas est”) “La Chiesa non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia.”

In tutte e due le citazioni, Parolin ha sfruttato la prima metà, tralasciando l’altra metà facendo perdere l’equilibrio del pensiero di Papa Benedetto.

(6)

Date le recenti controversie non posso in questa occasione mancare di far chiarezza sul mio rapporto con Papa Francesco il quale ogni volta che lo incontro mi colma di tenerezza.

È vero che le mie rivelazioni dei colloqui privati possono avergli causato imbarazzo. Questo mi dispiace. Ma sono tuttora convinto che c’è divario tra il modo di pensare di Sua Santità e il modo di pensare di suoi collaboratori, i quali hanno buon giuoco a sfruttare l’ottimismo del Papa per perseguire i loro fini. Fino a prova contraria sono convinto di aver difeso il buon nome del Papa dalla responsibilità di cose sbagliate provenienti dai sui collaboratori e di aver comunicato i suoi incoraggiamenti ai miei fratelli in Cina che si trovano, come diciamo in Cina, “nel fuoco ardente e nelle acque profonde”.

Se, per caso, un giorno un cattivo accordo viene firmato con la Cina, ovviamente con l’approvazione del Papa, io mi ritirerò in silenzio a “vita monastica”. Certamente come figlio, anche se indegno, di Don Bosco non mi farò capo di una ribellione contro il Romano Pontefice, Vicario di Cristo in terra.

Preghiamo per Papa Francesco “che il Signore lo conservi, gli dia vigore, lo renda felice, e lo salvi dalle mani dei suoi nemici.”

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